L’isola dei morti di Arnold Böcklin: l’eterno fascino del mistero

Voglio raccontarti la storia non di uno, ma di ben 5 tele piene di mistero. E non mi riferisco soltanto alla storia di queste opere, ma anche alla loro atmosfera e significato. L’autore di questa serie di capolavori è Arnold Böcklin, pittore svizzero di fine ‘800 ed uno dei più importanti esponenti del Simbolismo europeo. Per fartelo conoscere meglio, oggi voglio parlarti della serie intitolata l’isola dei morti.

Sono un sacco le cose che devi sapere a proposito di questi lavori, ed io ho intenzione di spiegarti tutto per filo e per segno.

Ma per evitare che il gran numero di informazioni possano confonderti, ho deciso di riassumere tutto in questo semplice articolo.

Quando avrai finito di leggerlo, ti assicuro che:

  • Conoscerai l’intera storia riguardo l isola dei morti 
  • Capirai il motivo per cui l’artista ha realizzato questa serie ed il perché si chiama così
  • Scoprirai quali sono le differenze tra le 5 opere dipinte dal Bocklin pittore

E molto altro ancora.

Sei pronto per conoscere a fondo questi lavori? Cominciamo!

Isola dei morti Arnold Böcklin prima seconda terza quarta quinta versione analisi

“Isola dei morti” Arnold Böcklin

Data di realizzazione: 1880-1886

Dimensioni: Varie

Dove si trova: diversi musei nel mondo

STORIA

Siamo alla fine dell’800.

Arnold Böcklin è un artista molto affermato nel suo campo e può vantare già diverse opere che hanno ottenuto successo.

Ma la storia di l isola dei morti Bocklin è completamente diversa.

Cioè?

Ora ti spiego tutto.

Per prima cosa, devi sapere che lisola dei morti non è il titolo originale dell’opera.

Ah no? E come si chiamava?

Il suo nome prima era “Un luogo tranquillo”.

Ma con il passare degli anni il titolo “Isola dei morti” diventa sempre più azzeccato.

Poi c’è un’altra curiosità che riguarda il committente dell’opera.

Sai chi era?

Alexander Gunther.

Questo nome sicuramente non ti dirà nulla, ma è proprio su questo aspetto che voglio farti ragionare.

Facciamo un passo indietro.

Alexander è una figura fondamentale nella carriera di Böcklin.

Era il suo mecenate.

Mecenate? Che sarebbe?

Per dirlo in due parole, si tratta di una persona ricca che investe i suoi soldi per promuovere e diffondere l’arte.

Fin qui nulla di strano, ma continua a leggere.

Gunther era un tipo molto particolare.

Cioè?

È una figura avvolta dal mistero.

Non sappiamo praticamente niente su di lui.

E tutto questo cosa c’entra con l isola dei morti dipinto?

È stato lui a richiedere l’esecuzione di questo enigmatico quadro.

E lo sappiamo perché Arnold gli ha inviato delle lettere in proposito.

Ce ne è una del 19 maggio 1880 in cui il pittore gli comunica che ha completato l’opera ed è molto soddisfatto del suo lavoro.

Aggiunge che l’atmosfera che si “respira” nella scena è unica.

Ma poi Boecklin va oltre.

Sembra che questa tela l’abbia stregato, ed infatti decide di non consegnarla più ad Alexander.

Se prima hai dato un’occhiata alla tela, ti sarai sicuramente chiesto una cosa.

L’isola che ha dipinto esiste davvero? Se sì, a quale si è ispirata?

L’isolotto ritratto nel quadro, in realtà è un miscuglio di luoghi diversi.

Ora ti spiego tutto.

Quelle strane strutture in pietra sono molto simili a quelle che si trovano nel cimitero inglese a Firenze (mi riferisco alle prime 3 versioni di quest’opera).

Cimitero degli inglesi Firenze Böcklin isola dei morti analisi

Cimitero degli Inglesi a Firenze

Cosa c’entra questo con il pittore?

In realtà tra questo triste luogo e Böcklin c’è un legame molto importante.

L’artista è rimasto letteralmente ipnotizzato da questo luogo perché si trovava molto vicino al suo studio, e poi, era proprio lì che sua figlia Maria era sepolta.

E non è tutto.

La vita di Böcklin è piena di dolore: pensa che ha visto morire 8 dei suoi 14 figli.

Una vera tragedia.

Ma torniamo a parlare dell’ambiente protagonista dell’opera.

Prima ti ho detto che questo risultato è il frutto della combinazione di più elementi.

L isola dei morti quadro nella parte inferiore mostra una base rocciosa.

Anche per realizzare questo il pittore si è ispirato ad un luogo reale.

Si tratta probabilmente di Pontikonisi, una piccola isola greca vicino Corfù.

Pontikonisi isola grecia isola dei morti Böcklin analisi

Pontikonisi

Siamo certi che si tratti proprio di quell’isola?

Molto probabilmente sì, ed il motivo è semplice.

Su questa piccola isola c’è una cappella eretta proprio in mezzo ad un bosco di cipressi.

Lo stesso identico ambiente protagonista dell’opera del pittore svizzero.

Ma non è tutto.

Per rendere unico il suo paesaggio, Böcklin ha preso in prestito ulteriori dettagli da un’altra isola rocciosa.

Cioè?

Questo significa che Pontikonisi non è l’unica isola a cui Böcklin si è ispirato.

Questo misterioso luogo, poi, ha cominciato a coinvolgere un sacco di studiosi ed appassionati.

Così sono saltate fuori altre ipotesi.

Come la baia di Kotor in Montenegro.

Kotor Montenegro isola dei morti Böcklin analisi

Baia di Kotor

In Montenegro? E Perché?

Perché qui c’è l’isola di San Giorgio (al largo della costa di Perasto) che ricorda moltissimo il lavoro di Bocklin l isola dei morti.

Isola di San Giorgio Montenegro Böcklin isola dei morti analisi

Isola di San Giorgio

Lì si trova una piccola zona verde con tanti cipressi che circonda la piccola chiesetta di San Giorgio.

Confrontando una fotografia di questo ambiente con il lavoro del pittore, si vede la somiglianza.

Confronto isola dei morti Böcklin isola San Giorgio Montenegro analisi

Confronto dell’isola dei morti con l’isola di San Giorgio

A questo punto, c’è un’altra domanda a cui voglio rispondere.

Perché Böcklin ha voluto dipingere un’isola del genere?

I motivi possono essere diversi:

  • Può averla sognata
  • Può essersi ispirato ad un luogo reale e poi l’ha completamente trasformato
  • Può essersi fatto influenzare dai lutti e dai tristi eventi della sua vita e che poi ha riversato nell’arte

Qualsiasi sia la spiegazione, ciò che conta alla fine è il risultato.

E tutti si sono resi conto del gran valore di questa tela.

Anche Marie Berna.

E chi era?

La contessa di Oriola.

La nobile è rimasta talmente colpita dal lavoro di Arnold Bocklin l isola dei morti da volerne una versione tutta per sé.

Böcklin sa che si tratta di una grande occasione e non può farsela sfuggire.

Così si mette all’opera e cerca di rielaborare il suo grande capolavoro, aggiungendo qua e là delle modifiche.

Isola dei morti Böcklin seconda versione analisi

“Isola dei morti” Arnold Böcklin (2° versione)

Per prima cosa, decide di cambiare i colori.

Poi è il turno della luminosità.

Infine aggiunge (o cancella) qualche particolare nella composizione.

Poi arriva il 1883 ed è il turno del mercante d’arte Friz Gurlitt.

Per lui realizza la terza versione di questa inquietante isola.

Isola dei morti Böcklin terza versione analisi

“Isola dei morti” Arnold Böcklin (3° versione)

La storia della quarta tela è legata ad un periodo in cui Böcklin aveva problemi economici.

Isola dei morti quarta versione analisi

“Isola dei morti” Arnold Böcklin (4° versione)

Per cercare di intascare qualche soldo ha ripreso il suo migliore lavoro e l’ha modificato ancora una volta, essendo certo che il pubblico sicuramente lo avrebbe apprezzato.

Purtroppo non è andata così.

Böcklin è riuscito a vendere comunque il suo lavoro ed in poco tempo è entrato a far parte della collezione del barone Heinrich Thyssen.

Ma durante la seconda guerra mondiale è stato distrutto durante un bombardamento (esattamente come la prima versione del San Matteo e l’angelo di Caravaggio).

San Matteo e l'Angelo prima versione Caravaggio analisi

“San Matteo e l’Angelo” (Prima versione) Michelangelo Merisi da Caravaggio

La storia riguardo l isola dei morti Arnold Bocklin non finisce qui.

C’è una quinta variante della tela (realizzata sempre da Böcklin) nel 1886, la quale è stata commissionata dal museo di Belle Arti di Lipsia.

Isola dei morti Böcklin quinta versione analisi

“Isola dei morti” (5° versione) Arnold Böcklin

Fortunatamente, la vicenda di quest’ultimo lavoro è lineare.

Il pittore ha accettato l’ordine, l’ha completato ed oggi la tela si trova ancora a Lipsia.

Il fascino dell’isola di Böcklin ha attratto anche un sacco di suoi colleghi, sai?

Proprio così.

Un sacco di artisti l’hanno studiata a fondo ed hanno cercato degli spunti per migliorare il proprio stile.

Per esempio?

Ti faccio qualche nome: Giorgio De Chirico, Fabrizio Clerici e Salvador Dalì ed..Hitler.

Hitler? Cosa c’entra?

Anche lui non ha resistito all’atmosfera cupa che si respirava nel quadro di Arnold, ed infatti nel 1933 ha acquistato la terza versione (quella distrutta durante la guerra).

C’è una foto d’epoca che ritrae Hitler in compagnia di Molotov (Ministro degli Esteri sovietico) e  Ribbentrop (Ministro degli Esteri tedesco) e sulla parete della stanza si vede il lavoro di Böcklin.

Fotografia Hitler isola dei morti Böcklin analisi

Fotografia di Hitler con alle spalle la terza versione dell’isola dei morti

E poi c’è la svolta.

Nel 1888, il pittore ha deciso di chiudere questa serie di inquietanti opere dipingendone un’altra intitolata l’Isola dei vivi.

Isola dei vivi Böcklin analisi

“Isola dei vivi” Arnold Böcklin

Cioè?

È l’esatto opposto dell’isola dei morti che abbiamo visto finora.

Qui ogni particolare è pieno di vita: c’è la luce, i colori sono vividi ed intensi e l’isola prima popolata soltanto da cipressi, ora è occupata da palme rigogliose ed animali di ogni genere.

Quest’inno alla vita oggi lo puoi ammirare al Kunstmuseum di Basilea, dove si trova anche la versione originale dell’isola dei morti.

DESCRIZIONE

Guarda con attenzione questa tela.

Isola dei morti Böcklin prima versione analisi

“Isola dei morti” Arnold Böcklin (1° versione)

La protagonista indiscussa della composizione è la misteriosa isola.

Dimentica le isole circondate da mare cristallino, palme e serenità.

Davanti a te vedi una scogliera rocciosa che avvolge tutto il pezzo di terra.

Delle piccole strutture in pietra simili a dei templi sorgono qua e là, e si scorgono alcune aperture che sicuramente conducono a delle camere con dentro dei sepolcri.

Particolare struttura pietra prima versione isola dei morti Böcklin analisi

Particolare delle strutture di pietra

Vuoi sapere una curiosità?

Queste misteriose strutture in pietra sono disposte orizzontalmente lungo tutto lo spazio.

Poi ci sono gli alti cipressi che invece si “allungano” verticalmente e si trovano proprio al centro dell’isola.

Particolare direzione verticale cipressi orizzontale strutture prima versione isola dei morti Böcklin analisi

Particolare delle direzioni

Sai perché ci sono i cipressi?

Perché sono gli alberi che di solito si trovano all’interno dei cimiteri e sono associati – tradizionalmente – alla morte.

Così l’atmosfera lugubre dell’opera è accentuata ancora di più.

Böcklin sa quale sia il ruolo dei cipressi e per questo motivo li rende “padroni” della sua isola.

Sai poi che fa?

Li rende ancora più mostruosi e tetri.

Li allunga in modo spaventoso e li colora con delle tonalità molto, molto più scure del normale.

Particolare cipressi isola dei morti Böcklin analisi

Particolare dei cipressi

Il risultato?

L’isola si presenta inquietante e desolata.

Ed il mare intorno invece l’hai visto?

Anche lui è stato trasformato dalla pesante atmosfera che domina la tela.

Particolare mare prima versione isola dei morti Böcklin analisi

Particolare del mare

Non ci sono acque limpide che potrebbero rendere più chiara tutta la scena.

Al contrario, il mare è opaco, scuro e torbido.

Non trovi che ci sia qualcosa che non va?

Guarda con attenzione: non ci sono onde!

Particolare assenza onde prima versione isola dei morti Böcklin analisi

Particolare delle onde assenti

È vero, potrebbe trattarsi di un giorno in cui il mare è calmo, ma qui lo è troppo.

Sembra quasi una tavola ghiacciata.

E poi ci sono loro.

So che li hai visti.

Sto parlando dei due personaggi sulla barca a legno a remi che sta andando dritta verso l’isola dei morti.

Particolare protagonisti prima versione isola dei morti Böcklin analisi

Particolare dei protagonisti

Chi sono?

Difficile dirlo dato che sono ritratti entrambi di spalle.

Quindi possiamo soltanto avanzare delle ipotesi.

Allora, dato che la destinazione è l’isola dei morti, gli unici “visitatori” ammessi a questo luogo sovrannaturale sono i defunti.

Quindi, l’uomo impegnato a remare potrebbe essere Caronte, il quale (stando a quanto riporta Dante Alighieri nella Divina Commedia) è il leggendario traghettatore di anime nell’oltretomba.

Particolare rematore Caronte prima versione isola dei morti Böcklin analisi

Particolare del rematore

E la figura in piedi chi è?

Particolare uomo bianco prima versione isola dei morti Böcklin analisi

Particolare dell’uomo in bianco

Questo è un bel mistero.

È completamente vestito di bianco, e per questo motivo, potrebbe trattarsi di:

  • Una mummia egiziana, la quale è tutta bianca per via delle bende che avvolgono il so corpo
  • La personificazione di un’anima, poiché quest’ultima è associata di solito al colore bianco

E non è tutto.

Davanti a questo misterioso essere c’è una bara avvolta da un altro drappo bianco.

Particolare bara prima versione isola dei morti Böcklin analisi

Particolare della bara

Forse nel sepolcro c’è il suo cadavere e l’anima sta raggiungendo l’isola dei morti.

Insomma, avrai capito che si tratta di un luogo mitico il cui accesso è riservato soltanto a coloro che devono raggiungere l’aldilà.

INTERPRETAZIONE

Ma qual è il significato di quest’opera?

È un quadro simbolista, quindi non esista una risposta certa.

Stando alle parole di Böcklin, la tela dovrebbe essere in grado di farci riflettere sulla vita e la morte e dovrebbe suscitare dei stati d’animo relativi a questi concetti.

Ognuno potrebbe fornire un’interpretazione diversa della composizione.

In fondo è proprio questo il compito di un pittore simbolista.

Pensaci un attimo.

L’isola è realistica (ovvero che per realizzarla si è ispirato a dettagli presenti nella vita reale), ma analizzando a fondo i dettagli, saltano fuori un sacco di simboli.

Alcuni studiosi hanno ipotizzato che il pittore possa essere stato spinto a realizzare una tela del genere per via della morte di 6 dei suoi figli.

DIFFERENZE TRA LE CINQUE VERSIONI

Mentre ti raccontavo la storia di questa tela, ti ho anche detto che Böcklin ha realizzato ben 5 versioni della tenebrosa isola.

Isola dei morti Arnold Böcklin prima seconda terza quarta quinta versione analisi

“Isola dei morti” Arnold Böcklin

Ora voglio spiegarti cosa è cambiato da una rappresentazione all’altra.

Partiamo proprio dalla forma dell’isola: cambia continuamente.

Confronto forma isola dei morti Böcklin prima seconda terza quarta quinta versione analisi

Confronto della forma dell’isola nelle cinque versioni dell’opera

Le rocce si trasformano.

A volte sono più alte, altre volte più chiare e spesso cambiano del tutto forma.

Variandone continuamente l’aspetto, gli esperti non hanno avuto vita facile cercando di capire a quale isola si fosse ispirato Böcklin durante il lavoro.

Ma non è solo la forma a cambiare.

Dà un’occhiata all’entrata verso cui si dirige la barca di legno.

Confronto cancello entrata isola dei morti Böcklin prima seconda terza quarta quinta versione analisi

Confronto dell’entrata dell’isola nelle cinque versioni dell’opera

  1. Nella prima versione è una semplice grotta scura
  2. Nella seconda versione c’è una colonna di pietra con sopra la statua di un cane che fa la guardia
  3. Nella terza versione c’è un piccolo molo in pietra e con due colonne
  4. Nella quarta versione ci sono due colonne di pietra con sopra due statue di animali
  5. Nella quinta versione ci sono sempre le due colonne in pietra con sopra due statue di leoni in attesa

E poi c’è dell’altro.

Le strutture in pietra che popolano l’isola sono molto simili in tutte le versioni ma cambiano posto continuamente.

Isola dei morti Arnold Böcklin prima seconda terza quarta quinta versione analisi

“Isola dei morti” Arnold Böcklin

Anche le condizioni climatiche variano.

  1. Nella prima versione il cielo è buio, ma sembra che ci sia ancora un piccolo sprazzo di sole che mette in luce l’isola (probabilmente è il tramonto)
  2. Nella seconda versione il cielo è completamente coperto, ma l’isola è avvolta dalla luce del tramonto
  3. Nella terza versione ci sono molte nuvole grigie ma ci troviamo in pieno giorno, il mare è più limpido e riflette isola ed oggetti
  4. Nella quarta versione ci sono sempre le nuvole ma si intravede anche una luce forte, quindi potrebbe essere ambientata in pieno giorno; anche qui il mare è limpido
  5. Nell’ultima versione è giorno ma le nuvole sono quasi del tutto nere: sta per arrivare una tempesta ed il mare è molto scuro

Infine, anche i protagonisti si “trasformano” in ogni opera.

Confronto protagonisti isola dei morti Böcklin prima seconda terza quarta quinta versione analisi

Confronto dei protagonisti nelle cinque versioni del quadro

  1. Nella prima versione c’è il rematore e l’uomo vestito di bianco
  2. Nella seconda versione il rematore è ritratto in movimento e sulla bara a prua sono stati aggiunti dei festoni
  3. Nella terza versione la barca è cambiata completamente, così come i vestiti del rematore e l’essere vestito di bianco ha la testa leggermente inclinata
  4. Nella quarta versione è impossibile dire se i colori siano differenti perché non abbiamo immagini a colori, ma si vede che l’essere vestito di bianco ha le braccia distese, o al massimo ha una specie di dono tra le mani
  5. Nella quinta versione il rematore è completamente diverso dalle altre tele e l’altro protagonista sembra che si stia inchinando (o stia piangendo) man mano che la barca si avvicina all’entrata dell’isola
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Dario Mastromattei

Sono un blogger assetato di conoscenza curioso ed appassionato di tecnologia. Il mio obiettivo è far scoprire i capolavori e la bellezza dell'arte nell'era digitale.

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