Il David: un eroe attraverso i secoli

Il david

Il David, eroe biblico, è famoso nel mondo letterario per il suo celebre, se non addirittura leggendario, combattimento con il gigante Golia e il suo conseguente abbattimento, avvenuto unicamente per mezzo di una fionda. L’attenzione data all’eroe però è davvero molto importante, a tal punto che vengono realizzate tantissime opere in suo onore, tra cui spiccano quadri e sculture. Ma vediamo come questo personaggio si è evoluto negli anni.

Prime rappresentazioni con Donatello (1409 e 1440)

David Donatello marmo

David, nel mondo scultoreo è stato oggetto di interesse da parte dei più grandi artisti classici e degni di fama, e tra questi non è esente il nome di Donatello. Lo scultore dedica a David ben due sue opere, la prima in marmo realizzata circa nel 1409 e la seconda, completamente in bronzo, fatta nel 1440.

Nel primo caso, ovvero il David di marmo, viene rappresentato secondo un canone prettamente gotico, con il ragazzo che ha già vinto contro il gigante. La testa del nemico già si trova a terra mozzata, mentre il protagonista invece ha lo sguardo rivolto verso l’osservatore, pensieroso ed impassibile. David ha una veste drappeggiata estremamente decorata, che ricorda vistosamente i principi del passato dopo essere riusciti in una grande impresa.

David  - Mercurio Donatello

Il secondo David, quello di bronzo, invece è stato realizzato intorno al 1440, completamente diverso dal primo risultato ottenuto da Donatello. In questo caso infatti, il giovane è rappresentato completamente nudo, con un cappello in testa, con una spada che regge nella mano destra e uno sguardo più sicuro. L’elemento del nudo è particolarmente significativo, dato che si richiama alla classicità dei guerrieri greci che nelle loro rispettive rappresentazioni erano chiaramente realizzati nudi, come simbolo di forza e di valore; allo stesso modo Donatello rende l’eroe nudo, in conformazione alla tradizione, ma allo stesso tempo è implicito un significato innovativo, infatti, vuole sottolineare la forma gracile e piccola del corpo di David che è riuscito nonostante la sua povera mole a sconfiggere il titanico Golia.

Secondo alcuni studiosi però, quest’ultima statua non potrebbe essere indicare David, bensì il dio olimpico Mercurio, che si può riconoscere dal tipico cappello, le calzature e lo stile orientale, che rendono la divinità riconoscibile agli occhi di tutti.

Il David secondo Verrocchio (1472-1475)

David Verrocchio

Qualche decennio più avanti, il David viene preso sotto esame e come fonte di ispirazione da parte del Verrocchio, il quale rovescia completamente le visioni precedenti di questa figura.

Precedentemente, come abbiamo appurato, l’eroe biblico veniva reso come una sorta di guerriero forte e vigoroso (come in Donatello), mentre Verrocchio lo presenta come un giovane “arrogante” e sicuro delle sue azioni. Non mancano gli elementi caratteristici, come la testa del gigante ai piedi del fanciullo, ma molte altre cose lo rendono assai differente dai predecessori, come l’espressione beffarda sul volto del ragazzo, a tratti provocatoria; inoltre bisogna far caso anche alla sua postura, quasi come se fosse protagonista di una foto, e ancora i dettagli delle vene sulle sue braccia, che contribuiscono a rendere un’immagine di un ragazzo spontaneo e provocatorio con il suo atteggiamento.

Il David per eccellenza: Michelangelo (1501-1504)

David Michelangelo

Nell’evolversi degli anni, mutano anche le idee, che tendono a conformarsi anche all’assetto politico in cui le opere vengono realizzate; questo è il caso del David che viene realizzato da Michelangelo. L’opera, che oggi si trova alla Galleria dell’Accademia a Firenze, è conosciuto in tutto il mondo. Buonarroti qui non rappresenta un giovane galletto con atteggiamento spavaldo, anzi va completamente in un’altra direzione; David, qui viene presentato ancora una volta nudo, conforme alle tradizioni antiche per risaltare la forza dell’eroe, ma c’è qualcosa di differente questa volta: il momento. Se prima, l’eroe era sempre rappresentato nell’atto successivo alla battaglia con il gigante, questa volta, invece viene immortalato un attimo prima dell’attacco, nel momento ancora in cui la vittoria ancora non è sicura, ma l’idea di voler trionfare è forte nei suoi occhi.

L’essenza della statua sta proprio nell’indicare un momento che deve evolversi, che deve avere inizio, quasi a voler esortare il cittadino del Cinquecento a combattere per la propria libertà contro coloro che la eliminano.

La forza dell’attimo: Il David di Bernini (1623-1624)

David Bernini

Più di cent’anni dopo dalla grandiosa realizzazione di Michelangelo, David è ancora un personaggio molto sfruttato per la realizzazione delle statue, e questa volta ci pensa Gian Lorenzo Bernini a dare una sua presentazione di questa figura.

La scultura, così come quella precedente immortala l’eroe prima della battaglia, ma questa volta quasi a voler indicare un climax visivo, un momento in cui tutte le energie convergono al massimo, ovvero proprio nell’attimo in cui David sta per lanciare il sasso contro Golia.
Questo riunirsi di energie è realizzato magnificamente dal corpo dell’eroe, il quale mostra lo sforzo al quale è sottoposto per mezzo dei suoi muscoli, tirati al massimo e anche per mezzo di alcuni piccoli particolari, come il mordersi delle labbra da parte del protagonista.

Niente significati politici questa volta, solo la volontà di coinvolgere e colpire lo spettatore.

Il David del Novecento: Manzù

David Manzù

A dispetto di tutte quelle che sono tradizioni precedenti, con l’esaltazione di David in tutti i suoi apsetti, da quello della forza fino a quello delle sue virtù, nei tempi più recenti, la sua immagine cambia ancora e Giacomo Manzù, artista italiano del primo Novecento, mostra un nuovo aspetto di questo eroe.

Manzù immagina e realizza un nuovo David, basato su un aspetto mai preso in considerazione nel passato, ovvero il lato più umano di questa figura. Il ragazzo infatti, realizzato completamente in bronzo, è presentato nell’atto di nascondersi, accovacciato, lanciando un fulgido sguardo alle sue spalle. Tutto questo atteggiamento sta a indicare la paura di un bambino al quale è stato affidato un compito gravoso per il suo piccolo corpo e per la sua fragile vita, e sembra quasi come se stesse riflettendo e aspettando un aiuto provvidenziale nella sua impresa.

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Dario Mastromattei

Sono un blogger assetato di conoscenza curioso ed appassionato di tecnologia. Il mio obiettivo è far scoprire i capolavori e la bellezza dell'arte nell'era digitale.

Una risposta

  1. annamaria gramigni ha detto:

    Mi è piaciuto molto questo excursus sulla figura di David..io sono fiorentina e sento il David di Michelangelo vicino al mio orgoglio fiorentino..ciò non toglie di aver apprezzato le analisi su gli altri ..DAVID..

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