Il bar delle Folies-Bergère di Manet: analisi completa del quadro

Oggi andremo a scoprire una delle opere in assoluto più conosciute e rinomate del pittore pre-impressionista di cui ci stiamo occupando, ovvero Édouard Manet. Il quadro che oggi andremo a studiare in ogni singolo dettaglio è intitolato Il bar delle Folies-Bergère.

In questo articolo potrete leggere tutto quello che riguarda il bar delle Folies Bergere, che costituisce il capolavoro per eccellenza di Manet. Prima di tutto troverete alcune informazioni di ambito tecnico, quali data di produzione, dimensioni, luogo di conservazione e successivamente molte interessanti informazioni sul Folies Bergere.

Il bar delle Folies-Bergère Manet analisi

“Il bar delle Folies-Bergère” Manet

Data di produzione: 1882

Dimensioni: 96 x 130 cm

Dove si trova: Courtauld Gallery, Londra

In quest’opera sono riassunte tutte quelle che sono le caratteristiche che rappresentano lo stile di Manet; cerchiamo di capire cosa ha cercato di trasmettere al pubblico mediante la realizzazione di questo quadro con protagonista il Folies Bergeres.

Per prima cosa cerchiamo di definire quale sia il punto di vista dell’osservatore: negli anni passati sono state tantissime le discussioni che hanno circondato quest’opera, poiché differentemente da qualsiasi altra opera pittorica tradizionale, questa volta la posizione per osservare il quadro non consiste nello stare effettivamente davanti al quadro.

In parole povere, per avere la corretta prospettiva degli oggetti che vengono rappresentati all’interno della composizione, bisognerebbe essere nella medesima posizione in cui si trova l’uomo la cui sagoma viene riprodotta mediante lo specchio in alto a destra del quadro. Molti hanno criticato Édouard Manet per alcune sue carenze tecniche, dove soprattutto i suoi critici contemporanei non hanno perso tempo a sminuirlo ed hanno cercato in tutti i modi di renderlo un pittore più conosciuto per i vasti scandali che circondavano la sua figura, piuttosto che per le opere d’arte che riusciva a realizzare.

Per molti anni si è creduto addirittura che Manet avesse sbagliato completamente la prospettiva presente all’interno di questo quadro, ma dopo innumerevoli studi anche di fotografia e con delle evidenti prove, è stato affermato, proprio come indicavamo precedentemente, che per poter avere una corretta rappresentazione prospettica degli oggetti presenti nel quadro, bisogna stare nella stessa posizione dell’uomo che sta parlando con la barista.

Oltre alla prospettica, Il bar delle Folies-Bergère è un quadro assai interessante per il gran numero di dettagli che sono presenti; cerchiamo di scoprire quali sono quelli che potrebbero interessarci.

Diamo un’occhiata alla protagonista assoluta del quadro, ovvero la barista: in molti l’hanno identificata come Suzon, una donna che ha veramente lavorato all’interno di quel locale nel 1880, e che Manet ha deciso di rappresentare. Bisogna sapere che il pittore non ha realizzato questo quadro mentre si trovava nel locale, bensì lo ha dipinto direttamente nel suo studio, e per rappresentare la donna, ha chiesto a quest’ultima di posare per lui.

Rimanendo sempre ben saldi attorno alla figura della donna, bisogna notare il piatto di arance presente sulla destra, le quali risaltano per il colore deciso che il pittore ha utilizzato; stando a diversi studi parrebbe che Manet associasse questo elemento allegasse il soggetto al mondo della prostituzione, e sembrerebbe anche che questa teoria sia stata confermata, definendo Suzon sia una barista che una prostituta.

In seguito, possiamo notare in alto a sinistra invece il paio di piedi color verde che sembra essere lontano dal primo piano del quadro: questi sono dei piedi di un trapezista, il quale sta deliziando il pubblico presente all’interno del locale con le sue acrobazie.

Molto interessante anche il gruppo di bottiglie di birra che sono presenti sul bancone: queste sono richiamabili ad una marca di birra inglese molto in voga durante quegli anni, e la scelta di Manet di voler rappresentare proprio questo tipo di bevanda, oltre ad essere un forte elemento realista, indica la vicinanza al mondo inglese e soprattutto un forte distacco, se non disprezzo, per la Germania negli anni successivi alla guerra franco-prussiana.

La grandezza di questo quadro la possiamo rintracciare semplicemente osservando il mondo presente davanti alla protagonista, e che è accessibile a noi grazie al grande specchio alle spalle di Suzon. Manet ha cercato di rappresentare un momento di grande festa e di convivialità, proprio come in Musica alle Tuileries, e che, attraverso il complesso gioco di punti di vista a cui accennavamo all’inizio di questo articolo, rende questa rapida occhiata al mondo della società francese, molto riassuntiva ed interessante, soprattutto se messa in contrapposizione allo sguardo pensoso e riflessivo della protagonista Suzon.

  • 7
    Shares

Dario Mastromattei

Sono un blogger assetato di conoscenza curioso ed appassionato di tecnologia. Il mio obiettivo è far scoprire i capolavori e la bellezza dell'arte nell'era digitale.

16 Risposte

  1. doriana ha detto:

    complimenti le sue descrizioni semplici mi stanno aiutando moltissimo doriana

  2. Gabriele ha detto:

    Bel sito web, bella anche l’analisi, io sposterei o rimpicciolirei la barra a destra per i Social Media perché su iPad intralcia la visione del testo.

  3. Adry ha detto:

    La ringrazio per aver aiutato la mia mente ad analizzare più in profondità le opere. Sicuramente la seguirò.

    • Dario Mastromattei ha detto:

      Grazie mille Adriana, sei stata molto gentile. Spero di esserti utile con l’analisi di altre opere. 🙂

  4. Giacomo Bianconi ha detto:

    Ottimo,avevo perso il libro d’arte e grazie alle sue analisi ora non ho motivo di rimpiangerlo.
    Bel sito web, complimenti!

    • Dario Mastromattei ha detto:

      Grazie dei complimenti, Giacomo! Sono contento che ti sia stato utile il mio sito. Spero comunque che tu riesca a ritrovare il tuo libro! 😉

  5. DOCTOR X ha detto:

    Grazie ho potuto fare cosi i compiti in fretta e in più la prof mi ha dato 10.

  6. Andrea ha detto:

    Descrizione utile e accurata dal punto di vista storico e dell’analisi tecnica del dipinto. Nessuno si accorge pero’ di come la ragazza sembra quasi alienata e assente nel caos che la circonda, la sala piena, un trapezista addirittura, qualcuno che le parla davanti….e lei, prostituta o no che sia stata, e’ estranea al tutto: ci guarda fissa negli occhi e trasmette un certo disagio nel suo apparente cordiale atteggiamento. Lavora. Deve apparire felice. Non appare nemmeno di una spiccata intelligenza…..”presa e messa la”….pero’ quante cose avrebbe da dire…..il bello di questo dipinto e la grandezza dell’artista penso siano ben comunicate da cio’ che questa “acqua cheta” comunica, che trasmette attraverso quella postura e quella espressione…..”avanti il prossimo, caos o no, evento o no….io sono sempre qua….il banco mi sostiene, e mi ci appoggio per farmi sostenere”…..stanchezza…..routine….la capisco perche’ faccio il suo lavoro…..spesso adottiamo quella postura…..quell’espressione da stupidi….quando tutti pretendono e parlano, immersi nel caos……uno specchio in cui riflettersi…..grido d’aiuto? Noia? Chissa’…… Sicuramente Manet e’ riuscito a cogliere l’emozioni e i disagi che questo dipinto trasmette.

  7. Giovanna ha detto:

    Grazie! La prof non era stata esaustiva riguardo l’argomento. Articolo molto interessante

  8. Fiorella Santoncini ha detto:

    Mi è piaciuta la tua analisi, tanto da usarla, con il tuo nome in apertura, ovviamente, nel post dedicato al ricordo della data di nascita di Manet, oggi, 23 gennaio 2016. Se vuoi verificare, mi trovi su FaceBook con il mio nome: Fiorella Santoncini. Grazie, dunque e complimenti.

    • Dario Mastromattei ha detto:

      Grazie Sig.ra Fiorella Santoncini. Apprezzo molto le sue parole e la ringrazio per avermi citato in onore del compleanno di Manet. Buona serata.

  9. Andrea ha detto:

    Complimenti! Mi è stato molto utile per una ricerca di storia dell’arte. Sono delle curiosità sul dipinto veramente molto interessanti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *