Il Giapponismo: Il Fascino Dell’Asia Sull’Arte Europea

Caratteristiche Chiave

  • Le opere d’arte ed oggetti giapponesi hanno grande successo a Parigi e piace soprattutto ad Impressionisti e Post-Impressionisti
  • Il Giapponismo è caratterizzato da forme essenziali, assenza di prospettiva, asimmetria, colori piatti ma vivaci ed un contorno delle figure molto accentuato
  • Va di moda in Europa per un buon periodo perché è tutto il contrario dell’arte tradizionale, ma una volta passato l’entusiasmo per la novità, viene dimenticato
  • Gli artisti più importanti influenzati dal Giapponismo sono James Tissot, Édouard Manet, Claude Monet, Vincent Van Gogh, Edgar Degas, Pierre-Auguste Renoir, Camille Pissarro, Paul Gauguin, Henri de Toulouse-Lautrec, Gustav Klimt, Pierre Bonnard e Frank Lloyd Wright

Opere Più Importanti

(da sinistra) “Ritratto di Père Tanguy” di Van Gogh, “Ritratto di Émile Zola” di Manet, “Mary Cassatt al Louvre” di Degas

Storia

Siamo durante il periodo Edo (così viene chiamato secondo la storia del Giappone), che va dal 1603 al 1867.

In questo lungo periodo il Giappone non ha contatti con il mondo esterno.

Se non per un porto costruito sulle coste di Nagasaki.

Qui arrivano ogni tanto, solo e soltanto delle navi olandesi con le stive stracariche di merci dell’Occidente.

E tra questi oggetti ci sono anche quadri e stampe olandesi.

In Giappone l’arte segue una strada propria, ed un artista chiamato Shiba Kōkan è l’unico che studia questi lavori provenienti dal mondo esterno.

Così apprende la tecnica dell’incisione e comincia a realizzare delle opere uniche.

“Luna su Shinagawa” Shiba Kōkan

In seguito elabora uno stile tutto suo, aggiungendo la prospettiva lineare.

Ma andiamo avanti.

I giapponesi all’inizio vendevano agli olandesi argento, oro e delle monete.

Poi hanno cominciato a produrre ceramiche, carta, mobili, armi, armature e molto altro ancora.

E dato che il Giappone era isolato dal resto del mondo, i prodotti che arrivavano da qui in Europa erano considerati oggetti di lusso.

Non c’è voluto molto prima che la porcellana ed oggetti laccati giapponesi diventassero delle merci super richieste.

Curiosità: pensa che questi oggetti erano talmente desiderati che chi li aveva dentro casa li esponeva su degli scaffali messi all’interno di una stanza dedicata.

Tra il 1848 ed 1854, il Giappone comincia ad aprirsi anche ad altri Paesi.

Nei suoi porti arrivano anche navi di altre nazioni e così, gli oggetti giapponesi cominciano a comparire anche nei negozi di Parigi e Londra.

Ed è proprio da qui che ha inizio il Giapponismo.

Molti artisti sono incuriositi dallo stile delle opere d’arte giapponesi (soprattutto dalle stampe ukiyo-e, molto popolari a Parigi).

Ma cos’ha di così speciale quest’arte giapponese?

Devi sapere che in questo periodo molti artisti sono stanchi della tradizionale arte europea e cercano qualcosa di nuovo (che trovano proprio nel mondo artistico asiatico).

In poco tempo piccoli negozi di città si trasformano in empori specializzati nella vendita di queste merci, come La Porte Chinoise, che vende solo e soltanto oggetti importati da Cina e Giappone. E qui vengono un sacco di artisti famosi, compresi Manet e Degas, i quali prendono ispirazione per i loro disegni da questi lavori esotici.

Caratteristiche

Ecco le principali caratteristiche del Giapponismo:

  • Linee di contorno molto evidenti e definite
  • Colori piatte e nessuna pennellata in risalto
  • Niente ombre
  • Utilizzo di segni fluidi per dare un verso alle pieghe dei vestiti
  • Nella scena ci sono molti spazi vuoti
  • Protagonisti della scena disposti in modo libero nella scena, non per forza al centro (anzi, certe volte vengono addirittura tagliati)

Artisti Più Importanti

Gli artisti più importanti influenzati dal Giapponismo sono:

Van Gogh

Vincent inizia ad interessarsi alle stampe giapponesi quando scopre le illustrazioni di Félix Régamey in The Illustrated London News e Le Monde Illustré.

Félix realizzava delle stampe sul legno (seguendo la tecnica giapponese) ritraendo scene di vita quotidiana in Giappone.

Vincent lo segue con molto interesse e, dal 1885 ,comincia a collezionare stampe ukiyo-e.

L’opera più famosa che mostra le caratteristiche del Giapponismo è il Ritratto di Père Tanguy.

Due Versioni del “Ritratto di Père Tanguy” di Vincent Van Gogh

Il protagonista è Julien Tanguy, il mercante di colori di Vincent.

Quest’ultimo ha realizzato 2 versioni di questo lavoro, entrambe con lo sfondo di stampe giapponesi ed utilizzando colori intensi tipici del mondo giapponese (poiché pensava che a più nessuno piacessero i colori spenti dell’arte europea).

Edgar Degas

Degas comincia a collezionare stampe giapponesi dal negozio La Porte Chinoise e da altri locali in girpo per Parigi.

Dal mondo giapponese apprende la possibilità di poter dividere la scena in più parti inserendo barriere orizzontali, verticali e diagonali.

E proprio come gli artisti asiatici, Degas ritrae le donne durante la loro routine quotidiana, ma in posizioni non comuni (ispirandosi ad Hokusai, Utamaro e Sukenobu).

Una delle opere del Giapponismo più famose di Degas è Mary Cassatt al Louvre: la Galleria Etrusca.

“Mary Cassatt al Louvre” Edgar Degas

Qui ci sono 2 figure, una in piedi ed una seduta, che seguono una composizione tipica dell’arte giapponese. Poi usa le linee per aggiungere profondità alla scena e per dividere gli spazi.

Giapponismo in Teatro e Giardini

Il Giapponismo non ha influenzato solo gli artisti, ma anche il teatro ed i giardini:

  • Teatro: il primo spettacolo sull’Asia è una rappresentazione del Giappone dal punto di vista degli inglesi, intitolata La Mikado. Nel 1896 viene realizzata La Geisha che ha un successo strepitoso. Dal teatro giapponese viene ripreso il palco girevole che viene inserito in molti teatri d’europa
  • Giardini: l’estetica dei giardini giapponesi viene introdotta nel mondo inglese dal libro Landscape Gardening in Japan di Josiah Conder. Seyemon Kusumoto, un giardiniere artistico ha realizzato più di 200 giardini in Inghilterra. In Francia, anche Monet ha modellato delle parti del suo giardino di Giverny seguendo le caratteristiche giapponesi (come il ponte sullo stagno con le ninfee che ha dipinto molte volte).

Dario Mastromattei

Sono un blogger curioso ed appassionato di tecnologia. Il mio obiettivo è far conoscere i capolavori della storia dell'arte nell'era digitale.

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