Gian Lorenzo Bernini: la biografia e le opere più importanti

Andiamo a studiare uno degli scultori più importanti del Seicento, Gian Lorenzo Bernini, o più semplicemente il Bernini, che attraverso i suoi lavori ha cambiato radicalmente il mondo dell’arte moderna. La straordinaria abilità di questo artista ha fatto si che diventasse uno degli scultori più apprezzati di sempre, ed oggi in questo articolo andremo a scoprire tutto quello che riguarda la sua vita.

Attraverso il gran numero di opere scultoree (e non solo), i vari documenti e le biografie, abbiamo un gran numero di fonti che ci permetteranno di poter conoscere al meglio Gian Lorenzo Bernini, partendo dai primi anni della sua vita, per poi passare allo sviluppo della carriera artistica, fino alla sua morte.

Gian Lorenzo Bernini biografia

Gian Lorenzo Bernini

LA NASCITA

Gian Lorenzo Bernini nasce a Napoli il 7 Dicembre 1598 da Pietro Bernini, scultore e pittore toscano e da Angelica Galante, donna del popolo napoletana. Il piccolo Bernini nasce a Napoli perché il padre si trovava per questioni di lavoro a Napoli, e proprio grazie a questo incarico, Pietro conosce Angelica, e nel 1598 nasce il piccolo Gian Lorenzo.

Ne 1605, la famiglia si trasferisce a Roma, e fin da piccolo, Gian Lorenzo Bernini venne istruito al lavoro artistico; proprio grazie agli insegnamenti del padre, riesce a farsi notare e successivamente essere sotto la protezione del cardinale Scipione Borghese, il quale in futuro monopolizzerà il lavoro del Bernini, ordinandogli la commissione di tantissime opere.

APPRENDISTATO CON IL PADRE

Negli anni successivi, il padre Pietro Bernini continua a lavorare a Roma e realizza alcune delle sue opere più importanti, e durante questi momenti il piccolo Gian Lorenzo lo segue, apprendendo molte delle sue caratteristiche; il Bernini a Roma, quindi, entra in contatto con il mondo dell’architettura e della scultura, conosce il mondo del lavoro e comincia a studiare le tecniche paterne, che gli saranno molto utili in futuro.

Roma, in quegli anni era in forte periodo di transizione, durante il quale il barocco andava via via conquistando più spazio: le forme complesse, l’eccesso e la complessità stavano diventando delle caratteristiche tipiche di ogni opera realizzata durante quegli anni, ed il Bernini sarebbe stato uno dei migliori esponenti di questo genere.

LE PRIME OPERE

Le Bernini opere della gioventù sono quelle che gli hanno permesso di costruirsi una fama di tutto rispetto che lo accompagnerà per tutta la carriera artistica; tra i primi lavori in assoluto del Bernini scultore, si può notare un forte interesse da parte di quest’ultimo per le opere ellenistiche: uno dei suoi primi lavori è proprio la Capra Amaltea, dove dimostra a tutti il proprio talento.

Gian Lorenzo Bernini dimostra di essere un ottimo “apprendista”, coniugando perfettamente all’interno dei propri lavori non solo lo stile paterno, ma anche quello di altri artisti di indubbio talento, come quello di Michelangelo Buonarroti, come dimostra nella realizzazione del San Lorenzo sulla graticola“.

I LAVORI PER SCIPIONE BORGHESE

Dopo i primi lavori, dove il Bernini scultore affina il proprio stile, passa poco tempo per vedere riapparire all’interno della sua vita, il Cardinale Scipione Borghese, suo protettore fin da bambino; proprio nel primo ventennio del Seicento, il Cardinale commissiona al Bernini diversi lavori che lo tengono impegnato a lungo.

Le opere richieste dal Cardinale sono le seguenti: Enea, Anchise e Ascanio“, “Ratto di Proserpina“, “David, e Apollo e Dafne“. Questi lavori continuano a modellare lo stile del Bernini, il quale ancora non è ancora giunto ad una perfetta definizione della sua tecnica, come se stesse ricercando la perfezione stilistica per realizzare dei veri e propri capolavori.

Le caratteristiche che accomunano i lavori sopracitati del Bernini sono un forte virtuosismo delle figure, attenzione a tutti i minimi particolari e la resa perfetta del chiaroscuro: tutti elementi che rappresentano perfettamente l’influenza barocca sull’artista.

Qualche anno più tardi, dimostra anche una grande abilità nel restauro: nel 1620 aggiunge un elemento di grande rilievo alla scultura ellenistica intitolata Ermafrodito dormiente, conservata al Louvre, e la sua fama continua a crescere man mano che l’artista matura il proprio stile.

Gli anni passano, ed il Cardinale Scipione Borghese continua a non mollare Gian Lorenzo Bernini, il quale continua a realizzare delle opere per il suo protettore, specializzandosi nella realizzazione di alcuni busti ritratti; tra questi, possiamo ricordare la coppia di Busto del Cardinale Scipione Borghese (ne sono stati realizzati due, poiché il primo manifestava un problema non di poco conto), realizzati nel 1632.

LE OPERE PER URBANO VIII

Nel 1623, diventa pontefice Matteo Barberini, acquisendo il nome di Urbano VIII, il quale aveva l’obiettivo di far ritornare in auge la Chiesa attraverso la realizzazione di opere spettacolari e che dovevano colpire i fedeli, legandoli sempre di più al mondo cristiano. Gian Lorenzo Bernini viene convocato immediatamente dal nuovo pontefice per la realizzazione della statua di Santa Bibiana, dove dimostra ancora una volta i suoi miglioramenti tecnici e stilistici.

Terminata la realizzazione della statua, il Bernini a Roma si trova impegnato ancora una volta in una commissione da parte di Urbano VIII, il quale gli chiede di lavorare sul vistoso ed oggi famosissimo “Baldacchino di San Pietro”. Per completare il monumentale lavoro, riassunto perfetto del mondo barocco, il Bernini ci impiega ben nove anni, completando il lavoro nel 1633.

Durante i lavori per il Baldacchino, comincia a studiare un progetto per il “Monumento sepolcrale di Urbano VIII”, e nel 1629 conoscerà anche altri artisti, tra cui Francesco Borromini, prima collega e poi rivale. Negli anni quaranta del Seicento, Gian Lorenzo Bernini realizza anche la “Fontana del Tritone”, altra straordinaria opera del Bernini a Roma.

IL PAPA INNOCENZO X PAMPHILJ

Nel 1644 il nuovo papa Innocenzo X Pamphilj ribalta completamente la carriera artistica di Gian Lorenzo Bernini; il successore di Urbano VIII effettua un nuovo cambiamento nella chiesa, mettendo da parte i progetti costosi e le opere spettacolari; allo stesso modo, anche il Bernini, che durante il pontificato di Urbano VIII aveva monopolizzato la “scena romana”, viene messo da parte, permettendo ad altri scultori di poter lavorare nella capitale.

Proprio durante questi anni, lo scultore si dedica alla realizzazione non completa della Verità scoperta dal Tempo, fino a che, negli anni successivi, riesce a trovare un compromesso con il Papa e così può continuare a lavorare a nuovi progetti a Roma. Fatta la pace con Innocenzo X Pamphilj, il Bernini a Roma realizza uno dei suoi lavori più celebri, ovvero Estasi di Santa Teresa d’Avila” all’interno della Chiesa di Santa Maria della Vittoria.

Oltre a questo importante capolavoro, durante questi anni realizza anche la “Fontana dei Quattro Fiumi”, il Monumento di Suor Maria Raggi, i “Busti di Innocenzo X” ed il “Busto di Francesco I d’Este”.

I LAVORI CON PAPA ALESSANDRO VII CHIGI

Termina il pontificato di Innocenzo X, diventa Papa Alessandro VII Chigi, che aveva piani “espansionistici” per la Chiesa molto simili a quelli di Urbano VIII. Durante questi anni, Gian Lorenzo Bernini realizza alcune molte opere architettoniche che lo faranno passare alla storia: tra le più importanti possiamo ricordare la “Cattedra di San Pietro” e successivamente anche il “Colonnato di Piazza San Pietro”.

Questi lavori permettono al Bernini scultore di aumentare progressivamente il proprio prestigio, tant’è che viene convocato per mezzo del ministro Colbert nel 1664 da Luigi XIV per la realizzazione di alcuni lavori in Francia, tra cui il restauro del palazzo del Louvre. La permanenza di Gian Lorenzo Bernini in Francia non fu molto lunga, ma nei pochi mesi che si trovò fuori dall’Italia realizzò la Statua equestre di re Luigi XIV, che non venne molto apprezzato dallo stesso soggetto.

Tornato in Italia, comincia a lavorare sul “Sepolcro di Alessandro VII”, introducendo alcune novità stilistiche che dimostrano lo spirito innovatore del Bernini.

GLI ULTIMI LAVORI

Morto il Papa Alessandro VII, prende il suo posto Clemente IX Rospigliosi, ed il Bernini, proprio negli anni Settanta del Seicento, continua ad essere uno scultore attivo e richiesto: realizza diversi angeli da collocare su Ponte Sant’Angelo, poi nel 1674 completa Estasi della Beata Ludovica Albertoni richiesta proprio dall’omonima famiglia. Nel 1673 realizza anche il Busto di Gabriele Fonseca.

Ormai molto vecchio, il Bernini realizza anche il Busto del Salvatore, commissionato dalla regina Cristina di Svezia, ed infine nel 1680 muore e viene seppellito nella tomba di famiglia nella basilica di Santa Maria Maggiore.

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Dario Mastromattei

Sono un blogger assetato di conoscenza curioso ed appassionato di tecnologia. Il mio obiettivo è far scoprire i capolavori e la bellezza dell'arte nell'era digitale.

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