La Vita e Le Opere Più Importanti di Georges Seurat, Il Pittore Del Puntinismo

Vita

  • Nasce a Parigi il 2 dicembre 1859
  • Nel 1878 si iscrive all’École des beaux-arte
  • Due anni dopo abbandona la scuola e prende un atelier con gli amici per lavorare e studiare per conto proprio
  • Nel 1883 presenta i Bagnanti ad Asnières
  • Nel 1884 realizza Una domenica pomeriggio sull’isola della Grande-Jatte
  • Nel 1886 studia per utilizzare la tecnica divisionista per realizzare opere con protagoniste le persone e non i paesaggi
  • Nel 1889 conosce la modella Madeleine Knoblock, va a convivere con lei ed hanno un figlio
  • Litiga con Signac ed il “gruppo” dei Divisionisti si scioglie
  • Muore il 29 marzo 1891 a 31 anni a causa di difterite o encefalite

Stile

  • Elabora lo stile chiamato Puntinismo: questa tecnica consiste nell’applicare piccole pennellate di colore puro su fondo bianco
  • Si concentra sullo studio scientifico della natura dei colori
  • I colori nelle sue opere sono divisi ma mai mescolati tra loro

Opere Più Importanti

Vita

Georges-Pierre Seurat nasce a Parigi il 2 dicembre 1859.

Suo padre, Antoine-Chrysostome prima faceva l’avvocato, ma dopo è diventato ricco attraverso la speculazione immobiliare.

Quando nasce suo figlio, la famiglia Seurat si trasferisce alla casa materna vicino Parigi.

Dopo essere cresciuto un po’, George Seurat viene iscritto al collegio e lo frequenta fino al 1875.

Qui si innamora del disegno e della pittura e comincia ad allenarsi sotto la guida di suo zio Paul Haumontré-Faivre, il quale è un pittore dilettante.

Nel 1876 si iscrive alla scuola municipale di disegno e segue le lezioni del maestro Justin Lequien.

Curiosità

In questa scuola c’è anche il Dottor Paul-Ferdinand Gachet, insegnante di anatomia. Il dottore conoscerà anche Vincent Van Gogh nel 1890 durante i suoi ultimi mesi di vita.

Mentre è a scuola, Georges conosce uno dei suoi più grandi amici, Edmond Aman-Jean.

Tra i suoi studi si dedica anche alla copia dei capolavori dei maestri antichi (come quelli di Raffaello Sanzio) e si appassiona al pittore neoclassico Ingres.

Georges – in questi anni – non si distingue rispetto agli altri studenti, ma studia parecchio.

È interessato soprattutto all’influenza reciproca tra i colori per ottenere la massima espressività nella pittura e sul ruolo delle linee per dare ritmo all’opera.

Nel 1878 Georges Pierre Seurat ed il suo amico Edmond si iscrivono all’École des beaux-arte (sarebbe la scuola delle belle arti).

Qui segue i corsi tenuti dal pittore Henri Lehmann (un allievo di Ingres), il quale ama moltissimo la pittura del Rinascimento in Italia (ed ha vissuto a lungo a Firenze).

Nei suoi studi scopre anche un saggio scritto dal chimico Michel Eugène Chevreul chiamato Legge del contrasto simultaneo dei colori e ne rimane molto colpito.

Da qui nasce la sua passione per il ruolo del colore all’interno della pittura ed inizierà una ricerca che durerà per tutta la sua vita.

Nel 1879 Seurat va con Aman-Jean ed il loro amico Ernest Laurent alla quarta Mostra degli Impressionisti.

Qui ammirano le opere di Edgar Degas, di Claude Monet e di Camille Pissarro.

I ragazzi sono stupefatti davanti ai loro capolavori e si rendono conto di una cosa.

La scuola che stanno frequentando non può dargli tutte le nozioni necessarie per realizzare dei lavori del genere.

E così tutti e 3 abbandonano l’École des beaux-arts ed affittano uno studio comune.

Ad ottobre, però, Seurat deve prendere una pausa perché viene richiamato con la leva militare.

In questo periodo testa nuovi approcci artistici e continua a leggere libri in proposito.

Nel novembre 1881, Georges affitta un atelier a Parigi soltanto per lui (senza litigare con gli amici) e si concentra al 100% sulla funzione della luce e del colore nelle opere d’arte.

In questo periodo realizza Fiori in un vaso, l’unica natura morta del Seurat pittore (e qui si vedono anche alcune tracce dello stile impressionista).

Qui realizza Fiori in un vaso, unica natura morta del Seurat pittore (ed anche 1° tentativo dello stile impressionista).

“Fiori in un vaso” Georges Seurat

Tra il 1882 e 1883 si appassiona alle opere d’arte con soggetto il tema del lavoro nei campi e riprende il capolavoro di Courbet gli Spaccapietre.

A differenza di quest’ultimo, però, Seurat dipinge l’opera eliminando qualsiasi traccia di denuncia sociale, concentrandosi solo sulla composizione e sugli effetti del colore.

Nel 1883 il pittore Seurat si prepara per realizzare la sua 1° grande tela, i Bagnanti ad Asnières.

Bagnanti Asnieres Seurat analisi
“Bagnanti ad Asnières” Seurat

Vuole esporre quest’opera al Salon del 1884, ma viene respinta.

Ma Georges non si perde d’animo ed aderisce al Gruppo degli Artisti Indipendenti, dove ci sono moltissimi pittori che sono stati rifiutati dal Salon Ufficiale.

La mostra dei “rifiutati” si tiene il 15 maggio e partecipano ben 450 artisti.

Qui Georges conosce Signac e diventano amici.

Da questo momento in poi, un pittore influenzerà l’altro (e viceversa):

  • Seurat infatti elimina tutti i colori della terra dalla sua tavolozza di tonalità
  • Signac invece riprende la legge del contrasto dei colori utilizzata da Seurat

Nel 1884 Georges decide di mettere in pratica le ultime cose che ha appreso e realizza un’opera simile a Bagnanti ad Asnières.

Ma questa volta si chiama Una domenica pomeriggio sull’isola della Grande-Jatte.

Domenica pomeriggio isola della Grande-Jatte Seurat
“Domenica pomeriggio sull’isola della Grande-Jatte” Seurat

Seurat lavora per 3 anni a questa immensa tela e nel frattempo fa diversi viaggi nella zona della Manica.

Qui realizza diverse opere senza persone con unica protagonista la natura.

Quando ritorna a Parigi conosce molti intellettuali e pittori, tra cui anche Camille Pissarro.

È quest’ultimo ad organizzare una mostra d’arte a Parigi con opere di impressionisti e neo-impressionisti.

L’evento si tiene nel giugno 1886 all’interno di una casa in affitto.

Ma non ha successo, anzi, tutto il contrario.

Però qualcosa va bene: in questa occasione Georges Seurat conosce Charles Henry, un suo coetaneo che ha scritto diversi saggi sull’estetica musicale (che poi influenzeranno lo stile artistico del pittore).

A settembre espone di nuovo il suo capolavoro della Grande-Jatte al Salon des Artistes Indepéndantes e viene poi invitato ad presentare i suoi lavori a Les XX, I Venti insieme ad altri pittori belgi d’avanguardia.

Accetta l’invito e porta qui ben 7 lavori (compresa Domenica pomeriggio sull’isola della Grande-Jatte) ed ha un grande successo.

Gli studi di Seurat, però, non si fermano mai.

Nel 1886 si concentra sulla figura umana: vuole dimostrare che la sua tecnica va bene – oltre che per i paesaggi – anche per ritrarre le persone.

Ma è un lavoro difficile ed incontra più di qualche intoppo.

Produce un sacco di studi e bozzetti che ricordano la stessa architettura di luce vista nel capolavoro della Grande-Jatte realizzato qualche anno prima.

L’estate di quell’anno fa ritorno sulla Manica, a Port-en-Bessin, dove realizza 6 vedute marine dipinte a puntini.

Sono sempre di più gli ammiratori (e gli imitatori) di Seurat, ma a lui non interessa.

Anzi, gli dà fastidio perché pensa che quelli che lo imitano siano soltanto delgi impostori.

Ad aggravare la situazione ci pensa un articolo del critico Arséene Alexandre che va a generare tensione tra Signac e Seurat.

Nel 1889 Georges conosce la modella Madeleine Knoblock e va a convivere con lei.

In questo periodo rompe i rapporti con i suoi amici e non gli dice neanche dove va ad abitare con la sua compagna.

Quest’ultima, nel frattempo, rimane incinta ed il 16 febbraio 1890 nasce il piccolo Pierre-Georges Seurat.

Nonostante ciò, le cose vanno sempre peggio.

Altri colleghi di Seurat lasciano il gruppo dei Divisionisti e prendono altre strade.

L’abbandono più importante è quello di Camille Pissarro, il quale pensava di aver trovato – nel Divisionismo – la tecnica perfetta per rappresentare la realtà.

Ma ora è soltanto un ostacolo.

Così Seurat prosegue da solo e cerca di affrontare – nell’arte – ciò che ha sempre evitato: il movimento.

Secondo lui questo si può identificare benissimo in ambienti con la presenza di una bella luce artificiale.

Ed allora i luoghi perfetti sono:

  • Mondo dello spettacolo
  • Circo con i suoi artisti
  • Pista con i cavalli

Una delle opere più importanti è Il Circo. La espone al Salone degli Indipendenti nel 1891 ed ottiene un buon successo.

“Il Circo” Georges Seurat

Le cose sembrano che stiano andando meglio, ma passa qualche giorno e Georges ha un forte mal di gola che lo costringe a stare a letto.

La situazione si aggrava e muore il 29 marzo a 31 anni.

La causa della morte potrebbe essere difterite o encefalite acuta.

Purtroppo anche suo figlio morirà 2 settimane dopo per la stessa causa.

Stile

Nel campo artistico, a Seurat interessano soprattutto gli studi sui rapporti cromatici.

Per questo usa un disco cromatico.

Disco Cromatico di Chevreul

Sul lato più esterno ci sono i colori prismatici ed intermedi.

Per ottenere questo disco bisogna prendere – per cominciare – i 3 colori primari:

  • Rosso
  • Giallo
  • Blu

E poi 3 colori composti:

  • Arancio, composto da unione di rosso e giallo ed è anche complementare del blu
  • Verde: composto dall’unione di giallo e blu ed è anche complementare del rosso
  • Viola: composto dall’unione del rosso e del blu ed è anche complementare del giallo

Seurat vuole cercare l’esatto complementare di ogni colore: per lui ogni tono si intensifica quando si avvicina al suo complementare e si annulla quando si mescola a quest’ultimo.

E raggiunge altre conclusioni:

  • Due colori non complementari non stanno bene se vicini tra loro ma stanno bene se vengono separati da una tinta bianca
  • Due tinte dello stesso colore ma di intensità diversa generano contrasto ed armonia

I colori sono determinati ma non mescolati tra loro e sono messi vicini grazie a leggeri colpi di pennello.

Così si generano punti più grandi e punti più piccoli (ma guardando i suoi quadri da lontano sembra tutto unito).

Seurat diventa famoso per questa tecnica a puntini con cui raggiunge la mescolanza ottica dei colori.

Curiosamente lui non chiamerà mai la tecnica puntinismo ma preferirà cromo-luminarismo o divisionismo.

Con questa tecnica a puntini raggiunge la mescolanza ottica dei colori. Seurat non la chiama mai puntinismo ma cromo-luminarismo o divisionismo.

Quando – nel corso di una mostra – conosce l’intellettuale Charles Henry, Seurat ne rimane influenzato.

Da lui apprende che l’arte è armonia di colore, il tono e la linea possono esprimere gioia, serenità o dolore.

I Migliori Libri su Seurat

Dario Mastromattei

Sono un blogger curioso ed appassionato di tecnologia. Il mio obiettivo è far conoscere i capolavori della storia dell'arte nell'era digitale.

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