Fortezza di Sandro Botticelli: analisi completa dell’opera

Le opere di Botticelli sono dei veri e propri capolavori dell’arte moderna, di cui alcune sono estremamente popolari a livello mondiale, come ad esempio la Nascita di Venere o la Primavera, ma ci sono anche altri lavori come la Madonna del Magnificat che non sono molto conosciuti tra il grande pubblico, ma sono assolutamente degni di nota. La tempera su tavola di cui ci andremo ad occupare oggi è Fortezza Botticelli .

La fortezza Botticelli è l’opera più antica di Botticelli di cui abbiamo nota, e qui potrete leggerne la storia, la descrizione, la fortezza significato ed anche l’analisi stilistica.

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“Fortezza” Sandro Botticelli

Data di realizzazione: 1470

Dimensioni: 167 x 87 cm

Dove si trova: Galleria degli Uffizi, Firenze

Questa Fortezza di Botticelli fa parte della serie di Sette Virtù, commissionate dal Tribunale della Mercanzia nel 1469 a Piero del Pollaiolo, al fine di decorare la sala delle Udienze, presso la Piazza della Signoria.

Il Pollaiolo si mise immediatamente all’opera per realizzare l’intera serie, ma riuscì a realizzare solo sei di sette lavori, mentre l’ultimo, la Fortezza, venne affidato al giovane Sandro Botticelli, il cui nome venne suggerito dal magistrato della Mercatura Tommaso Soderini e da Piero il Gottoso de’ Medici.

La fortezza virtù venne immediatamente realizzata da Botticelli, il quale realizzò un vero e proprio capolavoro, riuscendo a stupire i committenti a tal punto che avrebbero voluto dare un ulteriore incarico a questo giovane artista.

Il Pollaiolo, urtato dalla situazione, si ribellò, eliminando la possibilità di realizzazione di un secondo lavoro per Sandro Botticelli.

Dopo l’eliminazione del Tribunale della Mercanzia, la Fortezza di Botticelli venne immagazzinata, e successivamente venne portata agli Uffizi, ma prima di poter essere esposta al pubblico, fu oggetto di innumerevoli restauri.

Stilisticamente, quest’opera giovanile dell’arte botticelli mostra innumerevoli influssi di altri artisti: Filippo Lippi, per quanto riguarda l’idealizzazione della bellezza della donna, mescolata sapientemente con la tradizionale malinconia che accompagna tutte le figure di Botticelli; la postura decisa, quasi monumentale ricorda invece lo stile del Pollaiolo.

In netto contrasto con le altre virtù realizzate dal Pollaiolo, Botticelli, dona alla Fortezza un vistoso trono finemente decorato e lontano dalla realtà, mentre nelle altre opere, il Pollaiolo pone queste virtù su un trono spartano.

Con un grande utilizzo del chiaroscuro, Botticelli riesce a far risaltare il soggetto rispetto al trono alla sue spalle.

Con l’utilizzo di questi colori, unito al vistoso panneggio della veste, dona due effetti illusori: è poco chiaro se il soggetto sia in piedi o se sia seduta; inoltre, con il panneggio della veste, sembra che l’abbigliamento della donna sia pesante e bagnato, ma allo stesso tempo leggero ed inconsistente.

Dario Mastromattei

Sono un blogger assetato di conoscenza curioso ed appassionato di tecnologia. Il mio obiettivo è far scoprire i capolavori e la bellezza dell'arte nell'era digitale.

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