Fattorie vicino Auvers di Van Gogh: analisi completa del quadro

Proseguiamo ancora tra le analisi dei moltissimi quadri di Vincent Van Gogh, prolifico e leggendario pittore olandese di fine ‘800, il quale con i suoi quadri ha stravolto completamente il mondo dell’arte. Durante la sua vita ha costruito uno stile in costante evoluzione, avvicinandosi anche alla tradizione nipponica per poi creare un qualcosa di nuovo ed inarrivabile per chiunque altro. L’analisi che vedremo oggi riguarda il quadro chiamato fattorie vicino Auvers.

Fattorie-vicino-Auvers-van-gogh-analisi

Data di produzione: 1890

Dimensioni: 50,2×103 cm

Dove si trova: Tate Gallery, Londra

Il quadro fattorie vicino Auvers è stato realizzato nel periodo estivo del 1890, quando il pittore olandese è vissuto presso Auvers-sur-Oise, un’altra tappa del suo viaggio all’interno di gran parte della Francia. Dopo essere stato ricoverato presso l’ospedale psichiatrico di Saint-Rémy, Van Gogh decide di ripartire per cercare nuova ispirazione per altri quadri e la trova proprio in questo piccolo paese di campagna, che si trova poco distante dalla grande capitale Parigi.

Qui passa gli ultimi mesi della sua vita prima della sua tragica fine, e all’interno di fattorie vicino Auvers riusciamo a scoprire nuovamente un Van Gogh impressionista, il quale però non abbandona lo stile che lo renderà famoso dopo la sua morte (e poco famoso durante la sua travagliata vita).

Appena arrivato in questo piccolo paese il pittore olandese manda una lettera alla sorella Wil, dove la rincuora dicendole che il posto è bellissimo e che sicuramente con questa ambientazione riuscirà a creare qualcosa di sensazionale.

Non c’è un significato nascosto dietro fattorie vicino Auvers, ma solo la voglia da parte dell’artista di voler mettere su tela un piccolo paesaggio naturale, reso eccezionale grazie a un saggio uso di colori che non stonano; a proposito dei colori presenti all’interno della tela, si nota un grande uso del verde e delle sue varianti, che donano al quadro un senso di pace e tranquillità, quasi come se lo spettatore si trovasse proprio all’interno del luogo rappresentato.

Questo quadro è molto simile ad un altro quadro di Van Gogh, ovvero cottage di paglia e case, quasi come se si trattasse di due aree adiacenti rappresentate in due tele diverse.

Questo quadro, poi, rappresenta l’ennesimo esempio di tecnica delle doppie tele quadrate che il pittore utilizzerà molto spesso nella rappresentazione di questi ultimi paesaggi della sua vita.

Dario Mastromattei

Sono un blogger assetato di conoscenza curioso ed appassionato di tecnologia. Il mio obiettivo è far scoprire i capolavori e la bellezza dell'arte nell'era digitale.

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