Crocifissione di San Pietro di Michelangelo Buonarroti: analisi completa dell’affresco

Andiamo a conoscere uno degli ultimi lavori di Michelangelo Buonarroti, prolifico artista del Cinquecento, il quale ha realizzato alcune delle sculture più conosciute di sempre ed oltre a questi importantissimi marmi, ha dato vita anche a degli stupendi affreschi: tra questi, abbiamo già conosciuto e studiato la Conversione di San Paolo, presente nella Cappella Paolina. Oggi andremo a conoscere la Crocifissione di San Pietro.

Qui potrete leggere tutto ciò di cui avete bisogno di sapere riguardo la Crocifissione di San Pietro Michelangelo, come data di realizzazione, dimensioni e luogo di conservazione; oltre a questo, qui potrete leggere anche la descrizione dell’affresco.

Crocifissione di San Pietro Michelangelo Buonarroti analisi

“Crocifissione di San Pietro” Michelangelo Buonarroti

Data di realizzazione: 1545-1550

Dimensioni: 625 x 662 cm

Dove si trova: Cappella Paolina, Palazzi Vaticani

La storia della realizzazione di questo affresco è la stessa della Conversione di San Paolo: poco dopo il completamento della Cappella Sistina, Michelangelo venne incaricato da Paolo III per affrescare la Cappella Paolina con le storie dei Santi Pietro e Paolo.

Diversi problemi legati all’età avanzata dell’artista ed anche un incendio che divampò nel 1545 portarono a dei grandiosi ritardi per il completamento degli affreschi, che vennero completati nel 1550. Anche se il contratto di Michelangelo prevedeva la decorazione dell’intera Cappella Paolina, questa non fu una cosa fattibile, e completarono il suo incarico altri artisti come Lorenzo Sabatini e Federico Zuccari.

In questo affresco, viene riportato il momento antecedente al martirio di San Pietro, il quale è già stato inchiodato alla croce sottosopra e sta per essere issato. Lo stesso Pietro, prima di morire, rivolge lo sguardo verso lo spettatore.

In questa composizione, sembra completamente essere assente l’intervento divino: il cielo è tenebroso e San Pietro è solo in questo momento di difficoltà; è difficile riuscire ad individuare il vero e proprio protagonista della scena, poiché ci sono molti personaggi nella composizione, ma grazie alla disposizione trasversale del martire, salta all’occhio prima quest’ultimo piuttosto che tutte le persone che lo circondano.

I colori sono molto leggeri, in netto contrasto con il forte vigore delle figure tipicamente massicce di Michelangelo; inoltre, in questa Crocifissione di San Pietro sembra completamente essere assente la prospettiva, dove i personaggi sembrano essere sospesi nel nulla, dando la sensazione che gli astanti non siano lontani, ma proprio attorno allo spettatore.

Dario Mastromattei

Sono un blogger assetato di conoscenza curioso ed appassionato di tecnologia. Il mio obiettivo è far scoprire i capolavori e la bellezza dell'arte nell'era digitale.

2 risposte

  1. Jessica Consalvi ha detto:

    Lo sguardo è rivolto allo spettatore, ma anche a San Paolo.
    Secondo me, c’è un continuo con la scena che ritrae Paolo e pare che lo stia guardando dicendo: “questo è quello che ti aspetta, tu sei il prossimo…
    Ovviamente si riferisce al martirio dei cristiani. Quindi Paolo, che si converte, e come chiusura del cerchio Pietro martirizzato

  2. Sandro Giometti ha detto:

    Ciao Dario, secondo me dovresti soffermarti a chiederti perchè Pietro abbia quello sguardo e verso chi lo sita dirigendo. Inoltre dovresti valutare che rapporto lega l’affresco di Pietro con quello di Paolo ed in fine valutare la circostanza che dopo questi due lavori compare la pietà Rondinini nella quale il volto di Cristo è l’autoritratto di Michelangelo. Anzi a dirla tutta anche Saulo e Pietro hanno il volto di Michelangelo. Questo vuol dire che i tre volti svolgono un discorso unitario , ma quale? Considera che Michelangelo era un genio e pensava con gli occhi, dunque capirlo non è semplicisssimo, anche perchè spesso pensava cose che era meglio non dire, come nel caso della Cappella Paolina e della Rondanini, sopratutto all’inquisizione ….

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