Crocifissione di San Pietro di Caravaggio: analisi completa del quadro

Oggi voglio parlarti di uno dei più famosi quadri di Caravaggio, Questo artista ha realizzato alcune delle più belle opere di tutta la storia dell’arte moderna. Adesso voglio raccontarti del quadro di Caravaggio Crocifissione di san Pietro.

Leggendo questo articolo, conoscerai tutto quello che c’è da sapere a proposito della crocifissione di Pietro: data di realizzazione del quadro, storia dell’opera, dimensioni, il luogo di conservazione attuale e l’analisi approfondita del capolavoro.

Crocifissione di San Pietro Caravaggio analisi

“Crocifissione di San Pietro” Michelangelo Merisi da Caravaggio

Data di produzione: 1600-1601

Dimensioni: 230 x 175 cm

Dove si trova: Santa Maria del Popolo, Cappella Cerasi, Roma

Prima di tutto, devi sapere che questo grande quadro, venne realizzato appositamente per la cappella Cerasi, all’interno della chiesa di Santa Maria del Popolo, insieme ad un altro importante quadro di Caravaggio, intitolato la Conversione di san Paolo.

La Crocifissione san Pietro ed il quadro con protagonista san Paolo, sono due tele molto interessanti, poiché, proprio con questi due lavori, Caravaggio collauda dei nuovi schemi compositivi dove porre i suoi soggetti, tenendo in considerazione la destinazione dei suoi quadri.

Per quanto riguarda il quadro a proposito del martirio di san Pietro e quello di san Matteo, l’artista studia l’ambiente dove vengono successivamente verranno poste le opere, obbligando gli osservatori ad ammirare tali capolavori attraverso una visione di scorcio.

Cosa rende questo Caravaggio san Pietro così importante? Per prima cosa, l’artista realizza un quadro dal carattere antieroico, eliminando qualsiasi aspetto sacro dalla tortura della croce di san Pietro; inoltre, ti invito a guardare gli altri protagonisti della scena, impegnati a legare il santo alla croce.

Detaglio soldati crocifissione san Pietro Caravaggio analisi

Dettagli dei soldati che crocifiggono san Pietro

Secondo la tradizione, dovrebbero essere dei soldati romani, ma guardali bene: non sembrano proprio dei membri dell’esercito, ma piuttosto dei modesti operai intenti nel loro lavoro.

I loro movimenti ci aiutano a capire che si tratta di individui che stanno solo seguendo gli ordini, senza capire effettivamente il perché lo stanno facendo, proprio come delle semplici pedine.

In altri capolavori di Michelangelo Merisi, l’illuminazione giunge solo ed unicamente sul protagonista, al fine di renderlo riconoscibile rispetto al resto dei protagonisti; in questo lavoro, l’artista cambia direzione: la luce colpisce sia il santo che i suoi carnefici, quasi come se volesse esonerarli (e perdonarli) dalle proprie colpe.

Proseguendo nell’analisi Caravaggio, nota bene questo particolare: ciascuno dei carnefici, se lo unisci mentalmente all’asse della croce, si formerà una x.

Potrebbe sembrare una cosa di poco conto, ma in realtà non è così: proprio come la luce che crea una sorta di legame tra protagonista ed esecutori, anche questa “unione” è importante, poiché mostra la fatica che accomuna da una parte Pietro, crocifisso a testa in giù e dall’altra gli esecutori della tortura.

Dettaglio piede sporco crocifissione di san Pietro Caravaggio analisi

Dettaglio del piede sporco del soldato

Fai bene attenzione ai piccoli dettagli che rendono quest’opera superba: la croce è stata realizzata in modo sopraffino, poi anche il riflesso della luce sulle unghie del martire ed infine, il piede di uno degli esecutori, sporco di terra.

Caravaggio, per realizzare questa scena, si rifà ai testi biblici: secondo la tradizione, san Pietro scelse di farsi crocifiggere sottosopra come gesto di umiltà nei confronti di Gesù.

Dettaglio volto pietro crocifissione Caravaggio analisi

Dettaglio del volto di san Pietro

Infine, ti invito a guardare il volto del martire: la sua espressione è un misto tra il dolore per la tortura e l’attesa per la morte che lo porterà in Paradiso.

 

Dario Mastromattei

Sono un blogger assetato di conoscenza curioso ed appassionato di tecnologia. Il mio obiettivo è far scoprire i capolavori e la bellezza dell'arte nell'era digitale.

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