Il Cristo morto di Andrea Mantegna: l’invenzione di uno scorcio mortale

Voglio farti conoscere un quadro davvero fuori dal comune. È un’opera che quando è stata realizzata, ha gettato delle basi completamente nuove per fare arte. L’artista che ha voluto fare questo “salto nel buio” è Andrea Mantegna: è un pittore vissuto nella metà del ‘400, il quale ha dedicato gran parte della propria carriera a studiare degli approcci nuovi da applicare nelle opere d’arte. L’opera di cui voglio parlarti oggi è intitolata il Cristo morto.

Mettiamo subito in chiaro una cosa. Molti critici e studiosi hanno parlato di questo quadro e spesso si riferiscono a quest’ultimo chiamandolo con titoli diversi.

Ecco quali sono i più utilizzati:

  • Il Cristo morto
  • Lamento sul Cristo morto
  • Cristo morto e 3 dolenti

Se stai leggendo un libro e trovi uno di questi nomi legati a Mantegna, allora non c’è dubbio, stanno parlando proprio del quadro che sto per farti scoprire.

Ho deciso di scrivere questo articolo per farti conoscere tutti i dettagli del Cristo di Mantegna, sopratutto perché si tratta di un lavoro che trovo molto interessante.

Quando avrai finito di leggere questo articolo, ti assicuro che:

  • Conoscerai l’intera storia del Cristo del Mantegna e del mistero dei suoi 2 quadri uguali
  • Scoprirai le ragioni per cui questo è considerato un capolavoro innovativo dell’arte del ‘400
  • Vedrai chi sono i personaggi che circondano il Cristo del Mantegna e perché sono così importanti

Ma non ti dirò soltanto queste 3 cose, te lo garantisco.

Allora, sei pronto a conoscere per bene questo capolavoro?

Cominciamo!

Cristo morto Andrea Mantegna analisi

“Cristo morto” Andrea Mantegna

Data di realizzazione: 1475-1478

Dimensioni: 68 x 81 cm

Dove si trova: Pinacoteca di Brera, Milano

STORIA

Siamo negli ultimi 30 anni del ‘400.

Andrea Mantegna è un pittore proiettato nel futuro.

Lui ama dare l’illusione dello spazio con le sue opere e stupire fa parte del suo mestiere. È così bravo con questi particolari che molti studiosi ritengono che questo quadro Cristo morto possa essere stato dipinto nell’ultimo periodo della sua vita; per essere precisi, l’ha fatto prima o dopo aver completato un altro suo capolavoro: la Camera degli Sposi.

Andrea Mantegna camera degli sposi oculo

“Camera degli Sposi” (particolare)

È davvero bellissimo, non trovi?

Io penso che siano 2 dei più grandi capolavori del ‘400.

E cosa avrebbero in comune?

Una cosa: lo scorcio.

Mi spiego meglio: in quest’opera con Cristo disteso, Andrea utilizza una particolare tecnica che ci dà un’illusione a proposito della visuale; nel quadro degli sposi, invece, sembra quasi che ci sia davvero un’apertura nella parte alta della stanza.

Confronto oculo camera sposi cristo morto mantegna analisi

“Cristo morto” (sopra) e “Camera degli sposi” (sotto)

Illusione. Ecco cosa unisce i 2 lavori.

Ma torniamo a parlare della storia.

Ti ho detto che il Cristo morto di Mantegna è da collocare nell’ultima fase della carriera di questo artista.

Come lo faccio a sapere?

Devi sapere che nel 1506, l’anno della sua morte, questo Cristo morto fa parte della serie di quadri ritrovati nella bottega di Andrea.

E dopo cos’è successo?

Ora te lo racconto.

Questo Gesu morto è totalmente diverso da quelli che vengono dipinti da altri suoi colleghi contemporanei e precedenti.

Le persone, davanti a quest’opera di Andrea potevano avere 2 reazioni diverse: o stupore o rifiuto.

Il cardinale Sigismondo Gonzaga è rimasto affascinato alla vista dell’intrigante tela e nel 1507 decide di acquistarlo.

Non si hanno notizie del quadro per un po’ fino a che, 30 anni dopo, riappare nel camerino di Margherita Paleologa, la futura sposa di Federico II Gonzaga.

Adesso fai molta attenzione perché la storia del Cristo morto Andrea Mantegna si fa molto complessa.

È il 17° secolo e l’opera passa tra le mani di tanti proprietari diversi.

Sono talmente tanti i passaggi di proprietà che ad un certo punto sembra che ci siano 2 quadri di Mantegna e non solo uno!

Non sto scherzando: ora ti spiego.

Ci sono diversi documenti che indicano che nel 1603 il lavoro di Andrea si trova nelle mani di Pietro Aldobrandini.

Pietro aveva prelevato diverse opere dalla collezione della prestigiosa famiglia Estense di Ferrara, dato che qualche anno prima (nel 1598), quella città era diventata un possedimento della famiglia Aldobrandini.

Fin qui tutto ok.

Ma nel 1627, salta fuori un secondo Cristo morto del Mantegna in un inventario del duca Ferdinando Gonzaga.

Ancora oggi non si riesce a dare una spiegazione a questo mistero.

Ma com’è arrivato alla Pinacoteca di Brera?

C’è un interessante ipotesi a proposito.

Nel 1628, un gran numero di quadri appartenenti alla famiglia Gonzaga vengono venduti a Carlo I d’Inghilterra.

Poco tempo dopo, il capolavoro di Andrea Mantegna e tante altre opere finiscono in vendita tra le merci dell’antiquario.

Fortunatamente, il cardinale Giulio Mazzarino riconosce il famoso quadro del ‘400 e lo acquista.

Da quel momento, si perdono nuovamente le notizie di questa tela; soltanto nel 1806 ci sono nuovi risvolti sulla faccenda.

In quell’anno, Giuseppe Bossi, il segretario dell’Accademia di Brera invia una lettera ad Antonio Canova (si, è proprio lui, il famoso scultore autore della Paolina Borghese), il quale è un consulente per l’acquisto di opere d’arte.

Bossi chiede a Canova di acquistare il Cristo di Mantegna, e lo scultore lo compra nel 1824, facendolo arrivare alla Pinacoteca.

So cosa ti stai domandando: quale dei 2 quadri è quello esposto a Milano? L’originale o quello apparso successivamente?

È una domanda da un milione di dollari.

Anche a questo proposito, le ipotesi si sprecano.

Molti studiosi pensano che si tratti del quadro originale, e dopo i dovuti approfondimenti, ecco che salta fuori una seconda versione del lavoro del Mantegna.

Questo “nuovo” lavoro si trova a New York, nella collezione privata di Glenn Head.

Cristo morto Mantegna Glenn Head analisi

“Cristo morto” Collezione Glenn Head

Molti critici hanno avuto la possibilità di analizzarlo con attenzione ed hanno ipotizzato quasi immediatamente che si tratta solo di una copia fatta alla fine del ‘500.

Confrontando i 2 lavori, puoi notare che, diversamente dal lavoro di Andrea Mantegna Cristo morto originale, nella versione americana mancano i 3 personaggi a lato che stanno piangendo la scomparsa di Gesù.

Confronto originale Cristo morto Mantegna copia Glenn Head analisi

Confronto tra l’opera originale e la copia americana

Altri hanno fatto un ragionamento più complesso e pensano che quei protagonisti presenti sul lato siano stati aggiunti in seguito da Mantegna; in questo modo il lavoro nella collezione Glenn Head acquisirebbe il ruolo di bozza preparatoria o addirittura di variante della celebre tela.

A rendere ancora più intricata la questione è un disegno (sempre di Mantegna) oggi conservato al British Museum.

Uomo sdraiato su pietra Mantegna disegno British Museum analisi

“Uomo giacente su una lastra di pietra” Mantegna (disegno conservato al British Museum)

Questo piccolo schizzo fa capire che prima di giungere alla versione definitiva, l’artista ha studiato a fondo ogni minimo dettaglio della scena.

Se confrontiamo questo disegno con il quadro originale, non trovi che la prospettiva di scorcio sia molto simile?

Confronto disegno British Museum Cristo morto Mantegna analisi

Confronto tra “Uomo giacente su una lastra di pietra” e “Cristo Morto”

DESCRIZIONE

Dà un’occhiata a questo lavoro di Andrea Mantegna il Cristo morto.

Cristo morto Andrea Mantegna analisi

“Cristo morto” Andrea Mantegna

Lascia senza parole, vero?

Io lo trovo davvero sensazionale.

Nella storia della vita di Cristo, questo è il momento successivo a quello in cui viene deposto dalla croce e preparato per la sepoltura.

Si tratta di momenti cruciali nella vita di Gesù, e tanti pittori, nel corso della storia hanno cercato di rappresentarli con il loro stile artistico.

Io penso che una delle opere più rappresentative di questo tema è la Deposizione Borghese di Raffaello Sanzio.

Ma ora non voglio parlarti di Raffaello, ma del compianto sul Cristo Morto Mantegna.

Prima ti dicevo che siamo nell’esatto istante in cui Gesù viene preparato per essere sepolto.

Bada bene: potrebbe sembrarti che sia steso su un letto, ma non è così.

Si tratta di una lastra di pietra utilizzata per l’unzione. Il suo corpo è avvolto in un sudario e grazie ad alcuni particolari, si capisce che siamo in una fase avanzata del processo preparatorio.

E quali sarebbero questi particolari?

Guarda in alto a destra: c’è un piccolo vaso con all’interno alcuni ungenti che venivano utilizzati per far sparire la “puzza” tipica dei cadaveri.

Particolare unguenti Cristo morto Mantegna analisi

Particolare degli unguenti

Mantegna vuol dare vita ad una composizione quanto più reale possibile, ma l’aspetto più interessante riguarda soprattutto la volontà di sperimentare dei nuovi approcci pittorici che ho citato continuamente in precedenza.

Te la faccio breve: il Cristo morto di Mantegna ha una composizione costruita in modo tale che se stiamo guardando questa scena per la prima volta, c’è un fortissimo impatto emotivo.

Chi si aspetterebbe di vedere Cristo con i piedi proiettati verso di noi?

Fai attenzione: se partiamo dal basso, possiamo tracciare delle “linee invisibili” che ci portano, inevitabilmente, a porre la nostra attenzione sul centro della scena, ovvero Cristo ed il dolore dei personaggi che lo circondano.

Schema linee cristo morto Mantegna analisi

Schema delle linee

Ma c’è qualcosa che non va.

Tieni bene a mente che si tratta di un’opera “sperimentale” e quindi ci sono alcune imperfezioni.

Ad esempio: i piedi di Cristo, messi così in primo piano, non ti sembrano un po’ troppo piccoli rispetto al resto del corpo?

Poi ci sono le gambe che sono più corte, mentre le braccia sono troppo lunghe ed il torace di Cristo è troppo largo.

particolare lunghezze braccia gambe torace Cristo morto Mantegna analisi

Particolare delle proporzioni del corpo di Cristo

Insomma, le proporzioni sono tutte sbagliate!

Concentrandosi sulla visione di scorcio con questo suo Cristo Mantegna non riesce a fare una resa corretta di questi dettagli fondamentali del protagonista.

Ma devo dirti qualcosa anche a proposito dei personaggi che vedi in alto a sinistra in questo dipinto Cristo morto.

Chi sono?

Particolare Maria Maddalena Vergine san Giovanni Mantegna Cristo Morto analisi

Dall’alto in basso: Maria Maddalena, la Vergine Maria e san Giovanni

In primo piano più vicino a noi c’è san Giovanni che sta piangendo con le mani giunte; al centro c’è la Vergine Maria, disperata anche lei e si asciuga le lacrime con un fazzoletto (dà un’occhiata alla resa delle lacrime che scendono sul suo volto, sono spettacolari!); in penombra, si distingue a malapena un’altra donna che sta piangendo: si tratta di Maria Maddalena.

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Particolare delle lacrime della Vergine e di san Giovanni

C’è qualcosa da dire a proposito dell’ambiente?

In realtà no, e ti dico anche il perché.

Come puoi notare, gran parte della scena è occupata da Cristo e dalla superficie su cui è steso.

Si alto a destra si intravede giusto un pezzettino di pavimento ed un corridoio che dà su un’altra stanza ma all’interno è tutto buio.

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Particolare della stanza buia e del pavimento a destra

La fonte di luce si trova a destra ed in questo modo si crea un notevole gioco di ombre.

A rendere più evidenti i dettagli sono le linee dure con cui Andrea disegna tutta la scena; attraverso queste linee, infatti, il nostro sguardo cade, in modo inevitabile, sui particolari più cruenti e reali, come i muscoli irrigiditi del Cristo morto.

Mantegna però vuole strafare: non gli basta creare un’opera completamente nuova, vuole renderla reale in ogni suo minimo aspetto.

Se fai attenzione, puoi vedere che sulle mani e sui piedi di Cristo ci sono i fori causati dai chiodi con cui era attaccato alla croce in precedenza.

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Particolare delle ferite di Cristo

Ma hai visto quanto è realistico il drappo che ricopre il ventre di Gesù?

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Particolare del sudario

È arrotolato attorno alla sua vita in modo così stretto da mettere in risalto le forme del suo corpo. Poi, è impossibile non notare questo bellissimo panneggio che rende ancora più dettagliato questo lavoro.

C’è un’ultima cosa che voglio dirti, e che riguarda sempre la curiosa prospettiva utilizzata da Andrea.

Non hai la sensazione che la testa ed il collo di Cristo siano “staccati” dal resto del corpo?

Particolare testa Cristo morto Mantegna analisi

Particolare della testa di Cristo

Si tratta di un curioso effetto ottico ed alcuni studiosi ci hanno visto un significato “nascosto”: tale dettaglio potrebbe simboleggiare la doppia natura di Cristo, quella umana e quella divina.

In sostanza, in questo momento Cristo sarebbe contemporaneamente vivo e morto: vivo perché è Dio, ma morto perché la sua esistenza terrena si è conclusa.

Dario Mastromattei

Sono un blogger assetato di conoscenza curioso ed appassionato di tecnologia. Il mio obiettivo è far scoprire i capolavori e la bellezza dell'arte nell'era digitale.

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