Cristo della Minerva di Michelangelo Buonarroti: analisi completa della scultura

Andiamo a conoscere un importante lavoro scultoreo di Michelangelo Buonarroti, artista eclettico del Cinquecento, il quale è conosciutissimo ai giorni nostri, e che già mentre era in vita si era affermato come uno degli scultori ed artisti più prolifici ed efficienti dei suoi tempi. Abbiamo apprezzato e conosciuto diversi elementi dello stile di Michelangelo attraverso lo studio del Crepuscolo, ed oggi andremo ad approfondire questo artista andando a conoscere il Cristo della Minerva.

Qui potrete trovare tutti i dettagli sul Cristo della Minerva Michelangelo, partendo prima dalla data di realizzazione, dimensioni della scultura e luogo di conservazione, e successivamente oltre a riassumere brevemente la storia, andremo a descrivere l’opera stessa.

Cristo della Minerva Michelangelo Buonarroti analisi seconda versione

“Cristo della Minerva” Michelangelo Buonarroti

Data di realizzazione: 1519-1520

Dimensioni: 205 cm

Dove si trova: Basilica di Santa Maria sopra Minerva, Roma

La scultura è stata realizzata da Michelangelo mentre era completamente assorbito dalla realizzazione della Tomba di Giulio II, grazie ad una commissione ricevuta da Bernardo Cencio, Mario Scappucci, Pietro Paolo Castellano e Metello Vari, per andare a realizzare questo Cristo che successivamente sarebbe stato destinato alla basilica di Santa Maria sopra Minerva a Roma.

Michelangelo lavorò in modo efficiente e rapido per realizzare quanto prima questo Cristo della Minerva, ma proprio negli ultimi momenti prima del completamento, sul volto di Gesù apparve una vena nera che lo costrinse a mettere da parte definitivamente questo lavoro. Cominciò così a dedicarsi ad una seconda versione nel 1518, quando il contratto per la realizzazione di questo lavoro era ormai terminato, e nonostante il supporto di vari aiutanti, la seconda versione (inviata a Roma nel 1520) venne realizzata in modo banale e pieno di errori.

Michelangelo voleva realizzare una terza versione di questo Cristo della Minerva, ma il committente aveva terminato la pazienza, così chiese di ricevere solo la statua completata. Di questo Cristo della Minerva ve ne sono quindi due versioni: la prima versione (con la vena nera) si pensa possa essere quella ritrovata a Bassano Romano in tempi recenti, mentre la seconda è quella conservata a Roma.

Cristo della Mierva Michelangelo Buonarroti prima versione analisi

“Cristo della Mierva ” (Prima versione) Michelangelo Buonarroti

Nella descrizione dell’opera, faremo riferimento a quella conservata a Roma. Il Cristo, qui viene scolpito mentre si trova in piedi appoggiato ad una croce, la quale è molto più piccola rispetto a quella su cui è stato inchiodato; nelle mani trattiene oggetti come una spugna ed un piccolo bastone, mentre rivolge lo sguardo nella direzione opposta.

La prima versione di questo Cristo della Minerva Michelangelo Buonarroti venne concepito come un “nudo integrale”, mentre dopo il Concilio di Trento, nella seconda versione, le nudità di Cristo vennero coperti con un piccolo drappo color oro. La posizione di questa statua dimostra l’eccezionale talento e bravura di Michelangelo nella realizzazione di soluzioni sempre più innovative nella realizzazione delle proprie sculture.

 

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Dario Mastromattei

Sono un blogger assetato di conoscenza curioso ed appassionato di tecnologia. Il mio obiettivo è far scoprire i capolavori e la bellezza dell'arte nell'era digitale.

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