Conversione di San Paolo di Michelangelo Buonarroti: analisi completa dell’affresco

Scopriamo tutto quello che riguarda un interessantissimo e popolare lavoro di Michelangelo Buonarroti, artista, scultore ed architetto del Cinquecento, il quale ha realizzato moltissime opere che nel mondo contemporaneo sono considerate delle leggende. Tra le opere più importanti che ci hanno permesso di conoscere al meglio il Michelangelo architetto e scultore, c’è la complessa e sofferta Tomba di Giulio II, che ha impegnato per diversi motivi il Buonarroti per molti anni. Oggi scopriremo tutto quello che riguarda un affresco realizzato da Michelangelo, intitolato Conversione di San Paolo.

Qui potrete leggere tutte le informazioni riguardo la Conversione di San Paolo Michelangelo, come data di realizzazione, dimensioni dell’affresco, dove si trova ed ovviamente la descrizione del lavoro realizzato dal Buonarroti.

Conversione di San Paolo Michelangelo Buonarroti analisi

“Conversione di San Paolo” Michelangelo Buonarroti

Data di realizzazione: 1542-1545

Dimensioni: 625 x 661 cm

Dove si trova: Cappella Paolina, Città del Vaticano

Papa Paolo III aveva già avuto a che fare con Michelangelo, poiché fu proprio lui ad incaricarlo della realizzazione del Giudizio Universale all’interno della Cappella Sistina. Terminato il grandioso lavoro, il pontefice volle rinnovare il sodalizio con il Buonarroti proponendogli di decorare la Cappella legata al proprio nome, presente nel palazzo Apostolico.

I soggetti della pittura dovevano essere i santi a cui era dedicata la cappella, ovvero i santi Pietro e Paolo; diverse problematiche, legate dapprima all’avanzata età dell’artista ed anche ad un incendio avvenuto nel 1545, portarono ad un netto ritardo nel completamento dell’affresco, terminato solo nel 1550.

Paolo III avrebbe voluto incaricare Michelangelo di decorare tutto il resto della Cappella, ma a causa della vecchiaia del Buonarroti, egli realizzò solo la Michelangelo conversione di San Paolo, lasciando il resto del lavoro successivamente ad altri artisti,  come Lorenzo Sabatini e Federico Zuccari.

Stilisticamente, questo affresco mostra l’influsso di altri artisti nel lavoro realizzato da Michelangelo: al centro, sul terreno, si trova la figura di San Paolo, rappresentato vecchio (andando contro la tradizione che lo vedeva di solito molto più giovane) e che ricorda moltissimo lo stesso Papa Paolo III rappresentato da Tiziano.

Saulo, viene rappresentato nell’affresco a terra, appena caduto da cavallo mentre si trovava sulla via di Damasco, accecato da un raggio di luce inviato da Cristo in cielo, il quale viene affrescato proprio sopra lo stesso Saulo, mentre schiere di angeli lo circondano.

Saulo cerca di coprirsi dalla fortissima luce portando una mano davanti agli occhi, e questo gesto ricorda moltissimo la figura in basso a destra presente nella Cacciata di Eliodoro di Raffaello, dimostrando la conoscenza da parte di Michelangelo delle opere del Sanzio.

La scena è molto dinamica: il gesto di Cristo divide in due gruppi simmetrici gli angeli, causando panico nel gruppo degli uomini, che cercano di ripararsi all’interno scappando qua e la tra le colline; a rendere ancora più dinamica ed attiva la scena c’è un movimento vorticoso tra i due gruppi di personaggi della scena; molto realistica è anche la rappresentazione del cavallo imbizzarrito davanti allo straordinario evento.

Infine, facendo attenzione, è possibile notare che sulla destra del grande affresco, è presente una rappresentazione dell’ideale città di Damasco.

Dario Mastromattei

Sono un blogger assetato di conoscenza curioso ed appassionato di tecnologia. Il mio obiettivo è far scoprire i capolavori e la bellezza dell'arte nell'era digitale.

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