Compianto sul Cristo morto di Sandro Botticelli: analisi completa del’opera

Andiamo a conoscere un fondamentale lavoro di Sandro Botticelli, pittore del Quattrocento di grande rilievo, il quale ha realizzato tanti importanti opere pittoriche, tra cui la Nascita di Venere, ma anche la Madonna col Bambino, un lavoro che mostra tutte le caratteristiche tipiche dello stile di Botticelli. Oggi andremo a studiare invece il Compianto sul Cristo morto.

Qui potrete leggere la storia, la data di realizzazione, le dimensioni, il luogo di conservazione e la descrizione stilistica di questo compianto sul Cristo morto di Botticelli.

Compianto sul Cristo morto Sandro Botticelli analisi

“Compianto sul Cristo morto” Sandro Botticelli

Data di realizzazione: 1495-1500

Dimensioni: 107 x 71 cm

Dove si trova: Museo Poldi Pezzoli, Milano

Nella lunga produzione artistica di Botticelli ci sono ben due Compianto sul Cristo morto, uno conservato a Milano (ed è quello di cui parleremo oggi), e l’altro, conservato all’Alte Pinakothek di Monaco di Baviera, intitolato Compianto sul Cristo morto con Santi.

Quest’opera, in origine doveva far parte di una pala di un altare funerario nella chiesa di Santa Maria Maggiore a Firenze, commissionato da Donato d’Antonio (anche se su quest’ultimo punto è fonte di discussione, poiché tale personaggio al tempo non poteva disporre di denaro sufficiente per commissionare un’opera del genere).

Nel Seicento, l’altare venne distrutto e la pala di cui faceva parte questo Compianto sul Cristo morto di Botticelli, scomparve letteralmente nel nulla, per poi riapparire circa duecento anni dopo nella collezione di Gian Giacomo Poldi Pezzoli, dove poi l’opera venne restaurata ed attualmente si trova in mostra a Milano.

Stilisticamente, l’opera è collocabile nell’ultima fase della produzione artistica di Botticelli, caratterizzata soprattutto dall’abbandono del realismo delle figure a favore della forte ed incisiva espressività.

A fare da sfondo a questa triste scena c’è il sepolcro di Gesù, il cui cadavere in primo piano, è sollevato dal gran numero di figure che lo circondano, tutte unite tra loro attraverso dei movimenti confusionari.

Maria, al centro della composizione, a causa del forte dolore, sviene, mentre viene sorretta da Giovanni evangelista, mentre le altre Marie sono vicine al corpo di Cristo: una di loro sta reggendo il volto di Gesù, cercando di appoggiarvi un sudario, un’altra, disperata piange e si copre gli occhi per non vedere tale scena, mentre Maria Maddalena, abbraccia con grande tenerezza i piedi di Cristo.

Tutti questi protagonisti formano una composizione piramidale, alla cui punta si trova Giuseppe d’Arimatea, il quale, ha tra le mani la corona di spine che fino a poco prima era sulla testa di Gesù ed i chiodi con cui Cristo era stato inchiodato alla croce; tenendo questi oggetti, volge lo sguardo verso il cielo, incredulo per la morte del figlio di Dio.

Curiosamente, nessuno dei personaggi presenti nella composizione, ha lo sguardo rivolto verso Cristo: c’è chi ha gli occhi chiusi, o chi volge lo sguardo altrove.

I colori utilizzati da Sandro Botticelli sono soprattutto quelli primari, forti e densi.

Dario Mastromattei

Sono un blogger assetato di conoscenza curioso ed appassionato di tecnologia. Il mio obiettivo è far scoprire i capolavori e la bellezza dell'arte nell'era digitale.

3 Risposte

  1. alex ha detto:

    salve…adesso ho capito perche sono tre….perche per I piedi hanno usato un chiode …. comunque grazie a Lei

  2. alex ha detto:

    buongiorno :mi spiega perche I chiodi sono 3 grazie

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