Chimera di Arezzo: Il Capolavoro Dell’Arte Etrusca

Chimera d’Arezzo
Data di RealizzazioneSeconda Metà o Fine 5° secolo a.C
DimensioniAltezza: 78,5 cm
Lunghezza: 12, cm
MaterialeBronzo
Dove Si TrovaMuseo Archeologico Nazionale, Firenze
Informazioni Chimera d’Arezzo

Elementi Chiave

  • È uno dei migliori esempi di arte etrusca
  • La Chimera è un animale mitologico con testa di leone, testa di capra e coda di serpente
  • La statua potrebbe essere un dono per il dio etrusco Tinia
  • Forse doveva far parte di un gruppo di sculture con l’eroe Bellerofonte ed il cavallo alato Pegaso

Chi È La Chimera

La Chimera è un mostro che fa parte della mitologia greca.

Era in grado di lanciare palle di fuoco e viveva in Licia, in Asia Minore.

Si tratta di una creatura composta da diversi animali:

  • Testa e corpo di leone
  • Testa di capra
  • Coda di serpente

È stata generata da Tifone ed Echidna, e – secondo le storie – vagava libera distruggendo tutto ciò che incontrava.

Davanti alla sua forza, Iobate, il re della Licia ordina al guerriero Bellerofonte di combattere e di uccidere la bestia.

Quest’ultimo salta in groppa a Pegaso, il suo cavallo volante e sconfigge la chimera.

In cambio ottiene il permesso di sposare la figlia di Iobate e diventa così erede al trono.

Questa storia fa pensare che la Chimera di Arezzo faccia parte di un gruppo di sculture con Bellerofonte e Pegaso.

C’è un buco sulla groppa sinistra della chimera: forse quella potrebbe essere una ferita inferta dalla lancia di Bellerofonte.

Storia Della Statua

La statua della chimera etrusca è stata ritrovata il 15 novembre 1553 da dei costruttori che stavano lavorando vicino al cancello di San Lorentino, ad Arezzo.

Nota: Chi Erano Gli Etruschi?

Gli etruschi erano una ricca civiltà che si trovava nella penisola italica, all’interno dell’antica regione dell’Etruria (si estendeva in Toscana, parte dell’Umbria e del Lazio). Sono entrati a far parte dell’Impero Romano dopo essere stati sconfitti durante le guerre romano-etrusche. Le loro opere d’arte sono ispirate all’antica cultura greca ed hanno realizzato lavori con terracotta, metalli (soprattutto bronzo) e gioielli con gemme incastonate.

Appena riportata alla luce, tutti si rendono conto che è un capolavoro.

E così diventa uno dei pezzi più pregiati della collezione di Cosimo I de’ Medici, il quale la mette in bella vista all’interno di Palazzo Vecchio, a Firenze.

Ma quando è stata ritrovata, alla chimera mancavano la coda di serpente ed anche la zampa anteriore e posteriore sinistra.

A causa dei danni, molti pensavano che si trattasse di una statua di un leone.

Ma poi è arrivato Giorgio Vasari (artista e uno dei primissimi storici dell’arte in assoluto), il quale ha indagato più a fondo andando a cercare ulteriori informazioni sulle antiche monete greche e romane.

Ed è lì che ha capito che la Chimera d’Arezzo – in origine – doveva far parte di un gruppo di sculture più grande che doveva comprendere anche il suo nemico, l’eroe greco Bellerofonte.

La coda è stata restaurata soltanto nel 1785 per mano dello scultore di Pistoia Francesco Carradori (o forse è stato il suo maestro Innocenzo Spinazzi).

Ma c’è stato un errore, perché l’artista ha “messo” il serpente nella posizione sbagliata, pensando che questo stesse cercando di mordere la capra.

Non è possibile: è più probabile che il serpente stesse cercando di attaccare Bellerofonte per difendersi (anche perché colpire la capra significava colpire sé stesso).

Sulla zampa anteriore destra c’è un’importante iscrizione in etrusco antico.

Particolare dell’iscrizione sulla zampa anteriore destra

Sembra che ci sia scritto TINSCVIL: vuol dire offerta appartenente a Tinia.

È probabile che la statua sia un’offerta al dio etrusco del giorno, Tin o Tinia.

Forse la chimera etrusca è stata realizzata attorno al 400 a.C. (l’artista, però, è sconosciuto).

Nel 1718 la scultura è stata portata agli Uffizi e poi al Palazzo della Crocetta.

Oggi, invece, fa parte della collezione permanente del Museo Archeologico Nazionale di Firenze.

Descrizione

Chimera d’Arezzo

La chimera ha:

  • La testa di un leone
  • La coda a forma di serpente
  • Una testa di capra sulla schiena

Data la sua posizione ed espressione, sembra che stia per saltare addosso ed attaccare un nemico. Infatti ha la bocca spalancata e la criniera alzata.

La testa di capra sulla schiena invece è già morente (forse è stata colpita da qualche nemico).

Particolare della testa di capra

Sul ventre e sulle gambe sono molto evidenti i dettagli delle vene.

Al contrario, la criniera è schematica, mentre il volto del leone ricorda altre sculture greche del 5° secolo a.C., così come il corpo secco e povero di dettagli.

La chimera ha una posa drammatica, come si vede dalla posizione del corpo e delle zampe.

Uno dei particolari più importanti è la criniera lavorata e piena di dettagli.

Particolare della criniera

Altre Informazioni

In altre opere antiche la chimera viene sempre rappresentata mentre combatte Bellerofonte, con quest’ultimo che lotta stando sopra di lei o al suo fianco.

La chimera Arezzo, invece, ha un’espressione dolorante, come se stesse soffrendo a causa degli attacchi.

La bocca e la faccia mostrano rabbia a seguito di un colpo subito, mentre il corpo mette in risalto la tensione e la potenza della bestia.

La scultura è realizzata in bronzo perché questo metallo ha una forza di trazione maggiore rispetto al rame ed è più facile da modellare.

Dario Mastromattei

Sono un blogger curioso ed appassionato di tecnologia. Il mio obiettivo è far conoscere i capolavori della storia dell'arte nell'era digitale.

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