Campo di grano con volo di corvi di Van Gogh: l’ultimo quadro del pittore olandese?

Il quadro di cui voglio parlarti è tra gli ultimi lavori realizzati da Vincent Van Gogh. Il pittore olandese, passato alla storia per la sua vita tormentata e per il suo talento impareggiabile, ha dato vita a dei capolavori eccezionali, proprio come la tela che sto per farti scoprire, intitolato campo di grano con volo di corvi, riassume egregiamente il suo stile pittorico.

Quando avrai finito di leggere questo articolo, posso garantirti che capirai chiaramente il perché questa è una delle immagini di corvi più suggestive tra quelle esistenti; inoltre, scoprirai ogni singolo dettaglio di questo lavoro del campo di grano con corvi, cominciando dall’anno di realizzazione, passando per le grandi dimensioni della tela, fino a scoprire il museo in cui si trova oggi e poi conoscere in quale momento della sua vita Van Gogh ha ideato e creato questa scena.

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Data di produzione: 1890

Dimensioni: 50,3 x 103 cm

Dove si trova: Van Gogh Museum, Amsterdam

Per prima cosa, cerchiamo di scoprire in quale periodo il quadro campo di grano con volo di corvi Van Gogh  è stato dipinto.

Devi sapere che Vincent, oltre che dipingere, ha scritto tante lettere a suo fratello Theo, nelle quali lo ha sempre tenuto informato sui suoi ultimi lavori e futuri progetti.

Molto probabilmente, questa tela è stata realizzata nel mese di luglio del 1890, proprio nelle ultime settimane di vita del pittore.

Il progetto della tela di Van Gogh campo di grano con corvi, prima di raggiungere questo straordinario aspetto, ha richiesto molto tempo e studi da parte del pittore.

È proprio in una lettera del 10 luglio 1890 indirizzata a Theo (e a sua moglie Jo Bonger) che Vincent scrive di aver completato 3 grandi tele dopo essere andato via da Parigi, il 6 Luglio (si era fermato nella grande città per fare visita proprio a suo fratello).

Ecco uno stralcio della lettera:

Ritornato qui mi sono sentito molto triste, e sento pesare su di me la tempesta che minaccia. […] Di solito cerco di essere di buon umore, ma anche la mia vita è attaccata ad un filo ed […] ho temuto di avervi spaventato di essere un peso per voi, ma la lettera di Jo mi dimostra chiaramente che capite che sono in pensiero ed in pena proprio come voi. […] Tornato qui, mi sono rimesso al lavoro, però il pennello mi cadeva quasi di mano, e sapendo ciò che volevo ho dipinto ancora 3 grandi quadri. Sono delle immense distese di grano sotto cieli nuvolosi e non mi sento assolutamente imbarazzato nel tentare di esprimere tristezza, e un’estrema solitudine.”

In questa lettera cerca di descrivere come può 2 delle 3 tele a cui ha accennato poco prima: scrive che sono caratterizzate da immensi campi di grano sotto dei violenti cieli in tempesta.

Oggi, conoscendo molti più dettagli della vita di questo pittore, sappiamo che le 3 tele a cui Vincent fa riferimento sono il campo di grano sotto un cielo nuvoloso, il campo di grano con corvi ed il Giardino di Daubigny.

Come hai potuto leggere nella lettera, Van Gogh aggiunge che in questi lavori è riuscito ad esprimere la tristezza ed un forte senso di solitudine; parallelamente, però, nel suo scritto si dimostra molto speranzoso, dato che crede che i suoi lavori mostrino gli aspetti positivi del mondo della campagna.

ultimi quadri vita Van Gogh

I possibili ultimi quadri dipinti da Van Gogh (dall’alto in basso): campo di grano sotto un cielo tempestoso, campo di grano con volo di corvi e il giardino di Daubigny.

Ora potresti pensare: cosa c’entrano queste 3 tele con il campo di grano con il volo di corvi?

In realtà 2 di questi lavori sono importanti per un mistero non ancora svelato oggi.

Infatti, molti critici pensano che questa tela con i corvi in volo possa essere, in assoluto, l’ultimo quadro dipinto da Vincent prima della sua morte.

Secondo altri, invece, Vincent sarebbe riuscito a lavorare ad altri quadri dopo di questo, e le possibilità contemplano come ultimo lavoro o Radici d’albero, oppure il Giardino di Daubigny.

Radici d'albero Van Gogh analisi

“Radici d’albero” Van Gogh

Nonostante l’immenso numero di lettere scritte proprio da Vincent e le tantissime opere che, fortunatamente, ci sono giunte, sull’ultimo periodo della vita del pittore e non è stata ancora trovata una risposta a questo enigma.

Adesso guarda con attenzione questo campo di grano di Van Gogh.

Così, ad occhio, non ti sembra che la tela sia un po’ troppo lunga?

Dimensioni tela campo grano volo corvi Van Gogh analisi

Particolare delle due tele quadrate unite per ottenere la superficie più grande

Se hai avuto questa sensazione, non hai sbagliato. Il quadro è stato realizzato unendo due tele quadrate.

Nella parte superiore della scena c’è un cielo nuvolo, inquietante e pronto a trasformarsi in una tempesta, in cui uno stormo di corvi sta volando in cerchio, sovrastando il grande campo di grano.

Uno strano senso di solitudine avvolge tutta la scena, e questo “disagio” è enfatizzato dal grande sentiero che si trova al centro del quadro.

Questa strada, però, sembra non arrivare in nessuna direzione, e guardando anche i corvi che stanno poco più sopra, si ha la sensazione che si siano persi e che non stiano volando in tutte le direzioni, amplificando il senso di smarrimento.

Particolare corvi campo grano volo corvi Van Gogh analisi

Particolare dei corvi

Questo volo di corvi, però, merita un’attenzione in più: guardando con più attenzione sembra quasi che si stiano man mano allontanando, portando con loro la negatività a cui tradizionalmente alludono.

Il ruolo dei corvi, quindi è molto più importante di quanto si possa pensare, ed in questo campo di grano con corvi Van Gogh, possono avere due significati diversi: o, come da tradizione, simboleggiano la morte, oppure, come in casi più rari, rappresentano la resurrezione.

L’ambiguità è uno degli elementi che ha contribuito a rendere quest’opera uno dei capolavori più celebri nella sterminata produzione dei quadri dell’artista olandese.

Il campo di grano Van Gogh lo innalza (quasi) a ruolo di protagonista assoluto di tutta la tela, a tal punto da occupare i due terzi di tutta la superficie pittorica, e così vasto, sembra quasi in un mare in tempesta.

Per molti questo lavoro racchiude un immenso senso di tristezza mescolato all’involontaria consapevolezza da parte di Vincent, della sua prossima morte.

Guarda con attenzione il grande sentiero nel quadro.

Hai notato che è stato dipinto con un rosso/marrone ed il verde?

Particolare colori rosso verde sentiero campo grano volo corvi Van Gogh

Particolare del rosso, il marrone e del verde utilizzati per il colore del sentiero

Si tratta di due colori molto importanti e che secondo alcuni esperti ricordano uno spezzone del romanzo “Il pellegrinaggio del cristiano” di John Bunyan.

Mappa viaggio pellegrino John Bunyan

Mappa del viaggio del pellegrino di John Bunyan

Cos’hanno in comune il quadro ed il romanzo?

 Nel libro di Bunyan, il protagonista è un pellegrino che parte per un lungo viaggio con destinazione la Città Eterna.

Lo strano sentiero dipinto da Van Gogh assomiglia molto alla parte del racconto in cui il pellegrino, stanco e privo di speranze a causa del lungo cammino che è ancora ben lontano dalla fine, decide comunque di non mollare, perché sa che al termine di questo lungo viaggio, troverà la Città Eterna.

Oltre a questo parallelismo, devo raccontarti di una piccola curiosità: sembrerebbe che, negli ultimi mesi della sua vita (ed in particolare tra Giugno e Luglio del 1890), Vincent si sia servito solamente di queste grandi tele allungate, mettendo da parte le superifici più tradizionali e più piccole.

Torna per un momento a guardare il sentiero.

Aspetta.

Sembra che non sia soltanto uno il viale, ma che sia suddiviso in diversi sentieri più piccoli, i quali sono diretti ai due lati opposti del quadro.

Hai notato che è praticamente impossibile capire dove iniziano e dove terminano?

Particolare sentieri campo grano volo corvi Van Gogh analisi

Particolare dei sentieri

Molto probabilmente, più che dei veri sentieri da percorrere, queste strade terrose rappresentano i vari ostacoli mentali che Vincent ha dovuto affrontare nel corso della sua vita, cominciando dalla difficile e violenta litigata con Gauguin, fino a giungere al successivo ricovero all’ospedale psichiatrico di Saint-Remy.

La grande strada centrale, è evidentemente diversa dagli altri sentieri minori, ma sono tutti e 3 accomunati dalla mancanza di una via d’uscita.

Questo piccolo particolare rappresenta tutti quegli individui che hanno perso loro stessi e che non riescono a trovare un senso alla propria esistenza.

Questo sentiero serpeggiante, rappresenta l’angoscia presente nella vita di Vincent, la quale, però, è stata fonte di ispirazione per la creazione di molti capolavori.

Oggi puoi ammirare questo quadro al Van Gogh Museum di Amsterdam, proprio accanto all’altro quadro di Van Gogh ritraente il campo di grano con il cielo nuvoloso.

Campo di grano sotto cielo tempestoso Van Gogh analisi

“Campo di grano sotto il cielo tempestoso” Van Gogh

Anche i colori sono molto importanti, perché rendono alla perfezione l’angoscia e di tristezza che Van Gogh voleva fossero presenti in questa scena.

Le dure ed incisive pennellate del giallo dorato, miste ad un giallo più spento, ed allo stesso modo il cielo, dipinto nella fascia inferiore con un bel celeste, man mano che alzi lo sguardo e giungi a vedere lo stormo di corvi, tende a trasformarsi in un blu tenebroso, quasi come se la notte fosse calata su tutta la campagna.

Dario Mastromattei

Sono un blogger assetato di conoscenza curioso ed appassionato di tecnologia. Il mio obiettivo è far scoprire i capolavori e la bellezza dell'arte nell'era digitale.

2 Risposte

  1. sofy ha detto:

    avrei inserito qualche riferimento riguardante la struttura del quadro (tecnica, linee di forza, ecc…). a parte questo descrizione molto dettagliata e convincente

  2. lucio ha detto:

    I corvi volano senza direzione e senso e come i tre sentieri, anche essi senza alcuna ragione e meta , assistono allo scontro tra la vita e la morte ossia all’impatto tra quel giallo abbacinante del grano e quel nero incombente e raggelante del cielo; vita e morte in un connubio inscindibile che ci accompagna per tutta l’esistenza.

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