Calunnia di Sandro Botticelli: analisi completa dell’opera

Sandro Botticelli è stato un eccellente pittore del Quattrocento, e le botticelli opere sono alcuni tra i quadri più apprezzati di tutta la storia dell’arte moderna. Tra le Sandro Botticelli opere più importanti possiamo ricordare la Nascita di Venere ed il San Sebastiano, mentre ora andremo a conoscere un altro importante lavoro di questo artista, intitolato la calunnia .

Qui potrete scoprire la calunnia significato , ed ovviamente leggere la descrizione ed analisi di questa celebre tempera su tavola realizzata da Sandro Botticelli.

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“Calunnia” Sandro Botticelli

Data di realizzazione: 1496

Dimensioni: 62 x 91 cm

Dove si trova: Galleria degli Uffizi, Firenze

Quest’opera fa parte dell’ultima fase della produzione di Botticelli (gli anni ottanta del Quattrocento), caratterizzata soprattutto da una crisi interiore che lo portò a trasformare radicalmente lo stile che aveva adottato per i suoi capolavori più celebri, concentrandosi su forte plasticismo delle figure, un chiaroscuro più deciso e forte teatralità nei movimenti dei protagonisti delle sue opere.

Quest’opera di Botticelli è una citazione della calunnia di Apelle , un’opera di un antico artista, realizzato per rispondere all’infame calunnia di aver cospirato contro Tolomeo, mossa da un suo avversario.

Botticelli la calunnia è un’opera la cui iconografia è molto complessa ed ogni protagonista ha un ruolo ben preciso.

Per comprendere correttamente la calunnia botticelli è necessario leggerla da destra verso sinistra: sul trono si trova Re Mida, riconoscibile per le tradizionali orecchie d’asino, il quale rappresenta il giudice cattivo; le due donne che gli stanno sussurrando all’orecchio rappresentano Ignoranza e Sospetto.

Re Mida sta tendendo la mano ad un uomo con un cappuccio nero davanti a lui, il quale, a sua volta, cerca di avvicinarsi al re: quest’ultimo rappresenta il livore; il livore significato odierno è rancore, e proprio quest’uomo con il cappuccio ed i vestiti rovinati, sta trattenendo per il braccio una ragazza, la quale rappresenta la Calunnia.

Tra gli altri personaggi che sono allegoria esempio ci sono poi le due ragazze che stanno acconciando i capelli alla Calunnia, e queste rappresentano Insidia e Frode.

La ragazza che rappresenta la Calunnia sta trascinando per i capelli il Calunniato, il quale, con le mani giunte, sembra chiedere clemenza.

La Calunnia, nell’altra mano ha una fiaccola, la quale però non fa luce: questa, infatti rappresenta la finta conoscenza, che è inutile.

Scorrendo ancora più a sinistra il quadro c’è una donna anziana, con il volto coperto e rivolto verso un’altra ragazza, nuda: la vecchia rappresenta il Rimorso, mentre la donna nuda più a sinistra, indicando il cielo, allude alla Nuda Veritas, e con lo sguardo rivolto verso l’alto indica che è proprio il cielo colui che può dare la vera giustizia.

Nella parte alta, a contornare tutta la scena, si trova un loggiato, composto da pilastri ed archi a tutto sesto; a rendere più ricca tutta l’architettura, ci sono anche delle nicchie, con all’interno delle grandi statue di protagonisti biblici e grandi personaggi dell’antichità classica.

Sandro Botticelli, inserendo figure appartenenti all’universo cristiano e quello classico, si ricollega alle teorie dell’Accademia Neoplatonica.

Spostando lo sguardo oltre gli archi, sullo sfondo non si nota alcun tipo di paesaggio, ma solo un cielo sereno e privo di nuvole.

Botticelli, piuttosto che concentrarsi sull’aspetto narrativo dell’opera, cerca piuttosto di realizzare una sorta di tribunale, dove l’imputato è il mondo antico, nel quale sembra che la giustizia non esista.

Muovendo tale accusa, Botticelli non fa altro che mettere in primo piano tutti i problemi e le mancanze della conoscenza dell’uomo e del classicismo, distruggendo così tutte le certezze donate dall’umanesimo del Quattrocento.

Questa mancanza di certezza e perdita di fiducia a cui Botticelli fa riferimento sono legate alle prediche del Savonarola, che proprio nel 1492 stava rivoluzionando Firenze e coinvolgendo tantissime persone, tra cui anche lo stesso Botticelli.

Stilisticamente, il quadro non è molto reale: Sandro Botticelli dipinge le figure composizione in posizioni agitate, come se tutta la scena fosse attraversata da una forte folata di vento, lasciando però ferma e statuaria la figura della Nuda Veritas.

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Dario Mastromattei

Sono un blogger assetato di conoscenza curioso ed appassionato di tecnologia. Il mio obiettivo è far scoprire i capolavori e la bellezza dell'arte nell'era digitale.

2 Risposte

  1. Isabel ha detto:

    Grazie, quest’opera è meravigliosa. L’eternita’ vibra in ogni dove

  2. Teresa ha detto:

    Grazie! Sono anziana e sola : ho trascorso piacevolmente un po’ di tempo.
    Che il 2019 sia per altrettanto piacevole.
    Teresa

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