Cadeau (Il Dono) di Man Ray: Il Regalo Di Una Contraddizione

“Cadeau” Man Ray (Replica conservata alla Tate Modern)
Data di Realizzazione1921
DimensioniVaria
Dove si TrovaOriginale: Rubata
5.000 Repliche: In Tutto Il Mondo
Informazioni Cadeau Man Ray

Caratteristiche Chiave

  • Il nome dell’opera è Le Cadeau che in italiano si traduce con Il dono
  • È un controsenso: si chiama “Dono” ma non è un regalo, anzi, sembra un’arma
  • La versione originale è stata rubata il giorno della sua prima esposizione
  • Oggi esistono più di 5.000 repliche autorizzate da Man Ray
  • È un oggetto inutilizzabile: i chiodi sulla piastra rendono impossibile usare il ferro per stirare
  • È il 1° oggetto Dadaista che Man Ray ha realizzato in Francia

Storia

Man Ray ha realizzato quest’opera per la sua 1° mostra individuale a Parigi, presso la Galerie Six di Philippe Soupault.

Era il 3 dicembre 1921.

A raccontare la storia di com’è nato questo lavoro ci pensa proprio Man Ray, che nelle sue memorie racconta di quando ha conosciuto Erik Satie, un compositore francese – suo grande fan – che lo ha ispirato.

Ecco cosa ha scritto:

Un piccolo e volubile omino cinquantenne è venuto da me e mi ha portato vicino ad uno dei miei dipinti.. Io ero stanco per la preparazione per l’apertura [della mostra], la galleria non aveva riscaldamento, avevo i brividi ed ho detto in inglese che avevo freddo. Lui mi ha risposto in inglese, mi ha preso per il braccio e mi ha portato fuori dalla galleria ad un café all’angolo, dove ha ordinato degli alcolici caldi. Si è presentato come Erik Satie ed ha cominciato a parlare in francese ed io gli ho detto che non lo capivo. Con una scintilla nei suoi occhi ha detto che non importava. Così abbiamo preso un altro paio di alcolici; ho cominciato a scaldarmi ed avere la testa leggera. Lasciando il café, siamo passati vicino ad un negozio che aveva diversi utensili per la casa esposti. Così ho preso un ferro da stiro, quello che viene messo sulle stufe a carbone [per farlo riscaldare] ed ho chiesto a Satie di entrare con me, dove, con il suo aiuto, ho comprato una scatola di chiodi ed un tubo di colla. Una volta tornato in galleria ho incollato una fila di chiodi sulla superficie liscia del ferro, l’ho chiamata Il dono e l’ho aggiunta alla mostra. Questo è stato il mio primo oggetto Dada in Francia”.

Man Ray, “Self Portrait”, Andre Deutsch, Londra, 1963

Man Ray e Satie sono rimasti amici fino alla morte di quest’ultimo nel 1925.

L’artista, poi, voleva donare l’opera a Philippe Soupault per ringraziarlo di avergli dedicato la mostra, ma il ferro con i chiodi è stato rubato dalla galleria lo stesso giorno dell’esposizione e non è stato più ritrovato.

Nel corso degli anni poi Man Ray ha fatto altre riproduzioni dell’opera, e quand’era più anziano, ha autorizzato 2 edizioni limitate:

  • Una serie di 11 pezzi da collezione pubblicati dalla Galleria II Fauno a Torino nel 1972
  • Più di 5.000 repliche in scala nel 1974

Invece, alcune delle repliche del Cadeau Man Ray sono conservate a:

  • Tate Modern a Londra
  • Museum of Modern Art di New York
  • Smithsonian American Art Museum di Washington
“Cadeau” di Man Ray (a sinistra la replica della Tate Modern, al centro quella del MoMA di New York ed a destra quella dello Smithsonian)

Descrizione

Il ferro da stiro è messo in verticale, nella stessa posizione quando non è in uso.

È composto da una piastra in metallo con 14 chiodi attaccati. Anche il manico è in metallo.

Questo vecchio modello – in passato – per farlo scaldare veniva messo sulla superficie bollente della stufa.

Sul lato sinistro c’è il titolo dell’opera e la data di realizzazione.

Ma perché si chiama Il Dono?

È un controsenso volontario poiché un ferro da stiro con i chiodi è più un’arma che un regalo.

Una tipica caratteristica del Dadaismo.

Nota: Il Dadaismo è una corrente artistica del ‘900. Il manifesto dle movimento è stato realizzato da Tristan Tzara nel 1918, dove scrive che la parola Dada non significa niente. Gli studiosi pensano che questo termine ricordi una delle prime “parole” dei neonati, mentre altri dicono che sia una parola trovata a caso sul dizionario. Tzara aggiunge che gli artisti del movimento non producono teorie. Loro provocano e negano qualsiasi possibilità di etichettare il loro lavoro. Vanno contro alle regole della società e delle gaellerie d’arte. Sono contrari alla guerra e ce l’hanno con la classe borghese, poiché pensano che siano stati loro a causare il conflitto di quegli anni.

Il ferro da stiro è un oggetto utile per rendere più bello un vestito, mentre i chiodi sono oggetti da lavoro.

Quindi da una parte c’è la bellezza e dall’altra la necessità del lavoro.

Come per la Ruota di bicicletta di Duchamp (se ti interessa puoi leggere qui l’analisi) anche Cadeau è inutilizzabile: i chiodi sono proprio al centro della piastra e quindi il ferro da stiro non funziona.

Si tratta di 2 oggetti legati tra loro senza un legame logico.

Dario Mastromattei

Sono un blogger curioso ed appassionato di tecnologia. Il mio obiettivo è far conoscere i capolavori della storia dell'arte nell'era digitale.

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