Bruto di Michelangelo Buonarroti: analisi completa della scultura

Analizziamo e scopriamo tutto quello che riguarda un importante lavoro di Michelangelo Buonarrorti, celebre scultore ed artista vissuto nel Cinquecento, il quale ha realizzato tantissimi lavori degni di nota e che al giorno d’oggi sono considerati dei veri e propri capolavori della storia dell’arte in generale. Abbiamo già conosciuto ed apprezzato lo stile di Michelangelo attraverso lo studio della statua Notte, un lavoro allegorico riferente alle parti della giornata. Oggi andremo a conoscere tutto quello che riguarda invece il Bruto.

Qui potrete leggere tutte le informazioni di cui avete bisogno riguardo il Bruto Michelangelo, come data di realizzazione dell’opera, la storia, le dimensioni, il luogo di conservazione attuale e la descrizione della stessa statua.

Bruto Michelangelo Buonarroti analisi

“Bruto” Michelangelo Buonarroti

Data di realizzazione: 1538

Dimensioni: 74 cm

Dove si trova: Museo nazionale del Bargello, Firenze

L’opera è stata realizzata da Michelangelo dopo la richiesta effettuata da parte del cardinale Niccolò Ridolfi; la scelta di voler rappresentare proprio Bruto, il celebre assassino di Giulio Cesare, era legato ai fatti politici di quegli anni: Lorenzino de’ Medici, nel 1537 aveva ucciso Alessandro de’ Medici, dando un notevole contributo alla liberazione di Firenze dal dominio dei Medici, permettendo la nascita di un nuovo governo. Secondo fonti dell’epoca, lo stesso Lorenzino era denominato Bruto nuovo, ricordando la stessa azione omicida che collegava i due.

Stilisticamente, l’opera di Michelangelo ricorda molto le statue antiche: secondo lo studio da parte dei critici, questo busto si richiama al ritratto di Caracalla, realizzato nel 211 d.C e conservato attualmente in Russia; la somiglianza è data proprio dalla testa ruotata verso destra, che rende i due lavori molto similari.

Il Bruto di Michelangelo presenta una muscolatura più vistosa e massiccia rispetto all’antica statua di Caracalla, e ricorda altri lavori di Michelangelo, come il David. Guardando la statua è possibile notare l’espressione concentrata ed in tensione del protagonista, ritratto mentre trattiene una forte rabbia. Tutti i dettagli del volto e l’eccellente panneggio della veste del Bruto rendono questo uno dei lavori più popolari di Michelangelo.

Dario Mastromattei

Sono un blogger assetato di conoscenza curioso ed appassionato di tecnologia. Il mio obiettivo è far scoprire i capolavori e la bellezza dell'arte nell'era digitale.

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