Battaglia dei Centauri di Michelangelo Buonarroti: analisi completa dell’altorilievo

Andiamo a conoscere tutto quello che riguarda uno dei lavori più importanti realizzati da Michelangelo Buonarroti, artista e scultore del Seicento di grande rilievo, già molto popolare presso i propri contemporanei e sempre più famoso fino a diventare uno degli artisti più conosciuti di sempre ai giorni nostri. Abbiamo già conosciuto molto dello stile di Michelangelo attraverso l’analisi di uno dei lavori realizzati da quest’ultimo in tarda età, ovvero la Pietà Bandini, ed oggi proseguiremo nel percorso andando a conoscere la Battaglia dei Centauri.

Qui potrete leggere tutto quello di cui avete bisogno riguardo questo altorilievo con protagonista la centauromachia, partendo da alcuni dati tecnici, come data di realizzazione, dimensioni, luogo di conservazione e poi successivamente la descrizione completa della centauromachia Michelangelo.

Battaglia dei Centauri Michelangelo analisi

“Battaglia dei Centauri” Michelangelo Buonarroti

Data di realizzazione: 1492

Dimensioni: 84,5 x 90,5 cm

Dove si trova: Casa Buonarroti, Firenze

Facendo bene attenzione alla data di realizzazione di questo altorilievo, è possibile notare che è stato realizzato poco dopo il completamento della Madonna della Scala, un importante lavoro del Buonarroti.

Grazie ad approfonditi studi, si ritiene che questo sia un lavoro di un giovane Michelangelo per Lorenzo il Magnifico, però non portato a termine: nonostante il titolo, questa centauromachia di Michelangelo è ancora oggetto di innumerevoli studi, poiché secondo il Vasari, tale altorilievo rappresenterebbe il combattimento tra Ercole ed i Centauri, mentre per il Condivi invece si tratterebbe del rapimento di Deianira e la successiva rissa con i Centauri.

Altre teorie ipotizzano invece la rappresentazione di alcune favole con protagonisti i centauri o anche alcune storie narrate nelle Metamorfosi di Ovidio. Le fonti narrano che questo lavoro è da sempre stato all’interno di casa Buonarroti, e non c’è stato alcuno spostamento nel corso dei secoli.

Passando ad analizzare l’opera, si nota che la scena è estremamente confusa e dominata da tante figure che combattono tra loro: al centro si erge un giovane con un braccio alzato, mentre lo circondano molti altri combattenti, che nel caos formano una piramide, la cui punta è rappresentata proprio dalla testa del giovane al centro della lastra.

Spostando lo sguardo a sinistra, si nota un uomo anziano che sta per lanciare una grande pietra, un altro si sposta verso destra, e tanti altri che stanno combattendo in modo frenetico: un uomo trascina per i capelli il suo avversario, un altro è bloccato da un terzo avversario ed è presente anche una donna che sta soffocando il suo avversario.

Nella parte bassa della scena si trovano coloro che sono stati sconfitti e che non stanno più partecipando alla zuffa: c’è chi cerca di ripararsi davanti al conflitto e chi è già sconfitto definitivamente e si è accasciato. Molte figure si confondono tra loro, con alcune che emergono con più forza ed altre che passano in secondo piano.

Michelangelo per la realizzazione di quest’opera, ha tratto ispirazione dagli antichi sarcofagi romani, ma si è distaccato dalla tradizione grazie all’introduzione di grande fluidità nei gesti dei personaggi e di grande abilità nella realizzazione della complessa scena.

 

Dario Mastromattei

Sono un blogger assetato di conoscenza curioso ed appassionato di tecnologia. Il mio obiettivo è far scoprire i capolavori e la bellezza dell'arte nell'era digitale.

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