Autoritratto con un amico di Raffaello Sanzio: analisi del quadro

Proseguiamo nel nostro viaggio tra i lavori di Raffaello Sanzio, e man mano che andiamo avanti abbiamo sempre più chiaro il percorso artistico di questo leggendario pittore del Cinquecento. Oggi andremo a scoprire all’interno di questo articolo un importante lavoro, studiato più e più volte dagli studiosi e che affascina per il suo significato ancora non molto chiaro. Il quadro in questione è “Autoritratto con un amico”.

L’articolo sarà suddiviso nel seguente schema: commissione dell’opera, trasmissione e successivamente analisi e descrizione della composizione, per avere un quadro completo di tutto il lavoro.

Autoritratto con un amico Raffaello Sanzio analisi

“Autoritratto con un amico” Raffaello Sanzio

Data di produzione: 1516-1520

Dimensioni: 99 x 83 cm

Dove si trova: Musée du Louvre, Parigi

L’opera è molto interessante, anche perché abbiamo veramente poche informazioni riguardo la committenza e la trasmissione stessa del lavoro, se non per il fatto che sappiamo per certo che tale lavoro appartenne per un periodo indeterminato a Francesco I di Francia; di come sia giunto al Louvre o quale sia stata la sua storia di passaggio dalle mani di Francesco I fino al museo, sappiamo veramente poco e nulla.

La cosa che affascina di più di questo lavoro, è l’identità dell’uomo su cui l’uomo di sinistra, ovvero lo stesso Raffaello Sanzio, poggia la mano sulla spalla. Le ipotesi riguardo la sua identità sono state davvero tantissime e tutte quante hanno un fondo di verità che potrebbero dare un nome ed un cognome a questa persona: da una parte c’è chi pensa che si tratti del maestro di scherma del Sanzio, poiché l’uomo ignoto trattiene nella mano destra una spada; c’è chi pensa che si tratti di uno dei suoi allievi prediletti, come ad esempio Giulio Romano, dove, il maestro, toccando affettuosamente la spalla del suo apprendista è come se lo nominasse suo “erede” artistico.

Altre ipotesi lasciano intuire che la figura di destra potrebbe essere anche un committente, ovvero Giovanni Battista Branconio dell’Aquila, per il quale Raffaello aveva progettato il Palazzo Branconio. Tra le varie identità affibbiate a questo individuo, spiccano anche i nomi di Baldassarre Peruzzi e di Antonio da Sangallo il Giovane.

Anche se la questione dell’identità del soggetto è ancora irrisolta, passiamo all’analisi stilistica dell’opera: la scena è ambientata in un luogo molto scuro e dove emergono chiaramente i volti dei due protagonisti ed il loro abbigliamento. Raffaello guarda lo spettatore e con il gesto della mano sulla spalla, sembra voler presentare all’osservatore l’altro personaggio, il quale sentendosi toccare la spalla, si volta verso Raffaello e tende la mano in avanti, proprio come se volesse presentarsi ufficialmente.

Ad aver dato vita alle varie ipotesi di riconoscimento del soggetto sulla destra (elencate in precedenza), hanno contribuito le similari vesti dei due protagonisti e allo stesso modo anche la barba portata allo stesso modo.

Qualora voleste aggiungere ulteriori informazioni su questo lavoro del Sanzio, potete lasciare un commento qui sotto e noi provvederemo a rispondervi nel minor tempo possibile.

Dario Mastromattei

Sono un blogger assetato di conoscenza curioso ed appassionato di tecnologia. Il mio obiettivo è far scoprire i capolavori e la bellezza dell'arte nell'era digitale.

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