Autoritratto con orecchio bendato di Van Gogh: uno specchio del difficile periodo vissuto dal pittore

Voglio parlarti di un quadro di Vincent Van Gogh di cui avrai già sentito parlare, ma di cui, probabilmente, non conosci tutta la storia. Questa importante tela fa parte della lunga serie degli autoritratti dipinti dal pittore olandese, ma diversamente dagli altri cela al suo interno, una lunga serie di particolari che raccontano tanti dettagli dello stile di Van Gogh e sulla sua vita. Il quadro che voglio farti conoscere oggi è intitolato autoritratto con orecchio bendato.

Quando avrai finito di leggere questo articolo, posso assicurarti che il ritratto di Van Gogh che sto per spiegarti nei minimi dettagli, non avrà più alcun segreto per te. Oltre a conoscere il significato generale della scena dipinta da Vincent, scoprirai il motivo per cui ha incluso così tanti indizi riguardanti la sua vita in un semplice autoritratto.

Oltre a tutto questo, saprai anche in quale prestigioso museo è conservato il quadro, quanto è grande la tela ed anche in che anno Vincent l’ha dipinta.

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Data di produzione: 1889

Dimensioni: 60×49 cm

Dove si trova: Courtald Galleries, Londra

Nella lunga serie di autoritratti di pittori famosi, questo occupa una posizione di tutto rispetto.

La “moda” dell’autoritratto non nasce di certo con Van Gogh, anzi è molto più antica di lui: secoli prima della nascita del pittore olandese, leggendari artisti come Raffaello Sanzio e Caravaggio hanno dato vita a delle opere di cui loro stessi erano i protagonisti (sto parlando, rispettivamente dell’Autoritratto di Raffaello e di Davide con la testa di Golia).

Gli autoritratti di Van Gogh, però, sono completamente diversi dagli esempi che ti ho mostrato dei due maestri antichi.

Prima di tutto, i lavori con protagonista Vincent, oltre ad essere davvero tanti, sono tutti diversi tra loro.

Ciascun Van Gogh autoritratto ha delle caratteristiche uniche, e questo con l’orecchio bendato merita una spiegazione dettagliata di ogni sua parte, per essere compreso alla perfezione.

Partiamo dall’inizio. È il 1888 e Vincent si è trasferito da poco nella piccola città di Arles, un paesino francese sul Rodano.

Qui affitta una casa che divide con un suo amico pittore, Paul Gauguin. La loro convivenza dura circa 9 settimane, e durante questo periodo dipingono tanti quadri, e senza rendersene conto, lo stile artistico di uno influenza l’altro, e viceversa.

Sembra andare tutto bene, ma non è così. I due hanno un carattere molto difficile e spesso le litigate ormai facevano parte della routine quotidiana.

Un giorno, dopo l’ennesimo litigio, Vincent, in un impeto di rabbia compie un’azione sconsiderata e si taglia l’orecchio sinistro.

Purtroppo la sua frenesia non termina con questa follia e diventa protagonista di un articolo del quotidiano di Arles.

Stando a ciò che è stato scritto in quell’articolo, Vincent dopo essersi tagliato l’orecchio si è allontanato da Gauguin ed ha regalato il suo orecchio ad una donna di nome Rachel, dicendole di doverlo difendere a tutti i costi, e dopo averle rivelato ciò, si è allontanato in fretta e furia.

Dato che la situazione si stava aggravando, la polizia è stata avvertita del pericoloso comportamento del pittore, e dopo essersi messi sulle sue tracce, lo hanno ritrovato a casa sua, agonizzante.

Fortunatamente gli agenti sono arrivati in tempo e lo hanno portato all’ospedale dove è stato ricoverato.

Dopo questa notte agitata, Van Gogh e Gauguin si separano definitivamente.

Questa è la storia precedente alla nascita di questo autoritratto e che dovevi conoscere necessariamente per comprendere tutta l’opera.

Se ben ricordi, all’inizio di questo articolo ti ho detto che questa tela, diversamente dagli altri ritratti di Van Gogh, nasconde al suo interno tanti, importanti particolari che sono in grado di raccontare lo stile di Van Gogh e la sua vita alla perfezione.

Questo autoritratto nasce circa 2 settimane dopo che Vincent si è tagliato l’orecchio ed oltre al grande pubblico, ha due destinatari in particolare: Paul Gauguin ed i dottori.

Per il primo, questo lavoro rappresenta un addio e simboleggia quindi la separazione delle loro carriere; mentre, per i secondi è una perfetta testimonianza della serietà da parte di Vincent di voler seguire alla lettera le indicazioni date dai suoi dottori per rimettersi il più velocemente possibile dopo quello che è successo.

Quindi, oltre ad essere uno degli autoritratti famosi del pittore olandese, è un’opera che racconta nei particolari uno spaccato della vita di Van Gogh.

Ora ti parlo di quei piccoli particolari a cui ho fatto ripetutamente riferimento in tutto l’articolo.

Guarda la scena con attenzione: Vincent sceglie di ritrarsi voltato di tre quarti verso destra piuttosto che optare per una tradizionale rappresentazione frontale.

Adesso dà un’occhiata all’ambiente circostante: si tratta della camera da letto del pittore, la quale è già stata protagonista di un altro celebre quadro di Van Gogh.

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Immagino tu abbia già notato il fatto che, Vincent, pur essendo in una stanza chiusa indossi un cappotto pesante ed un cappello di lana, senza contare la grande benda che copre l’orecchio destro.

Perché indossare dei vestiti così ingombranti? C’è un motivo ben preciso ed ora te lo spiego.

I dottori, dopo aver curato il pittore, per far si che si rimettesse completamente, gli dicono che ha bisogno di aria fresca.

Vincent, vestendosi in questo modo, vuol far capire ai dottori che ha capito il loro avvertimento e che sta seguendo alla lettera i loro suggerimenti.

Questo motivo spiega il perché del cappotto pesante e del cappello, ma la benda? Non preoccuparti, c’è un motivo anche per quello, e non è così scontato.

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Dettaglio della benda sull’orecchio

Van Gogh dipinge con molta attenzione il bendaggio sull’orecchio destro e lo mette in risalto: questa scelta simboleggia il fatto che è ben felice di seguire le indicazioni che gli sono state date dai dottori; insomma, vuol far capire che si sta comportando bene.

Ma aspetta un attimo. Van Gogh si è tagliato l’orecchio sinistro e non l’altro.

Perché sta coprendo l’orecchio destro?

Ecco il motivo: il pittore sceglie di coprire con la benda l’orecchio destro e non l’altro poiché per realizzare l’opera si è dovuto servire necessariamente di uno specchio, e per via del riflesso, tutta la scena è al contrario.

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Particolare del cavalletto alle spalle di Van Gogh

Adesso guarda a sinistra del protagonista: come puoi vedere c’è un cavalletto da pittore con una tela sopra, su cui è abbozzata una piccola natura morta; se guardi con attenzione, puoi notare anche che questa tela sia stata tagliata per avere una forma diversa da quella tradizionale.

Se invece guardi a destra di Vincent, puoi vedere che c’è una finestra blu ed un grande ritratto di due geishas con alle spalle il Monte Fuji.

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Particolare del quadro giapponese

Cosa c’entra questo quadretto con Van Gogh? Devi sapere che in quegli anni l’arte giapponese stava spopolando in Francia e molti artisti (Vincent compreso) sono stati affascinati dai colori e dallo stile artistico completamente nuovo.

Per farti capire la passione per questa nuova arte da parte del pittore olandese, puoi dare un’occhiata alla sua rappresentazione dell’albero di prugna che sta fiorendo.

Oltre ai quadri, Vincent ha scritto anche un mucchio di lettere, molte delle quali erano indirizzate a suo fratello Theo, mentre altre a pittori ed amici.

In una delle sue lettere per Theo, Van Gogh scrive di avere una vera e propria ossessione per l’arte giapponese: in effetti, considerava gli artisti orientali, padroni di una tecnica che coniugava perfettamente teoria e pratica.

Inoltre, la nuova “scuola” artistica che Van Gogh voleva creare con Gauguin si sarebbe basata sui principi dei pittori giapponesi. Le cose, però, non sono andate come Vincent sperava.

Adesso mettiamo un attimo da parte questa storia dell’arte giapponese e Van Gogh.

C’è anche un altro motivo per il quale Van Gogh ha dipinto questo particolare autoritratto: come ti ho già detto, voleva dimostrare ai dottori di essere in grado di prendersi cura di se stesso e che non rappresentava un pericolo per se stesso e per gli altri.

D’altra parte, però, era passato pochissimo tempo dalla sua violenta separazione con Gauguin, ed il suo sogno d’arte era andato in pezzi.

Nonostante ciò, Vincent, con questo quadro vuole dimostrare il proprio ottimismo e la sua voglia di rimettersi in carreggiata.

Purtroppo i suoi vicini non la pensavano allo stesso modo ed erano rimasti scossi dal folle gesto di Vincent: per questo motivo fanno firmare una petizione per far allontanare Van Gogh dalla sua abitazione di Arles per farlo rinchiudere in isolamento presso l’ospedale di Arles.

I vicini non riescono nel loro intento e nonostante il loro fallimento, poco tempo dopo Van Gogh sceglie di sua spontanea volontà di farsi ricoverare all’ospedale psichiatrico di Saint-Rémy.

Come ti ho detto all’inizio, questo autoritratto di Van Gogh è un perfetto esempio per conoscere il difficile periodo che il pittore attraversava e la costante evoluzione del suo stile artistico.

Dario Mastromattei

Sono un blogger assetato di conoscenza curioso ed appassionato di tecnologia. Il mio obiettivo è far scoprire i capolavori e la bellezza dell'arte nell'era digitale.

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