Athena Parthenos: La Leggendaria Statua Oro ed Avorio Di Atene

“Atena Parthenos” (Disegno Ipotesi di Ricostruzione) Fonte: Wikipedia
Data di Realizzazione438 a.C. circa
Altezza11,50 metri circa
MaterialeOro ed Avorio
Dove si TrovaDistrutta o Scomparsa
Informazioni Atena Parthenos

Caratteristiche chiave

  • La statua è andata distrutta (o è scomparsa) e non ci sono informazioni sufficienti per conoscere il suo aspetto con certezza
  • È stata realizzata dallo scultore Fidia
  • Era stata messa all’interno del Partenone
  • Era composta da 1,3 tonnellate di oro e tantissimo avorio
  • Sullo scudo alla sua destra c’erano rappresentate l’Amazzonomachia e la Gigantomachia
  • In mano reggeva la statua di Nike, simbolo della vittoria
  • La statua era su un piedistallo su cui era scolpita la scena della nascita di Pandora con la presenza di 20 dèi
  • Esistono tantissime copie e possibili ricostruzioni della statua conservate in tutto il mondo

Storia

Ci sono davvero pochissime notizie a proposito di quest’opera, quindi se alcune parti della vicenda ti sembreranno sconnesse o prive di senso è perché non ci sono informazioni sufficienti.

Siamo nel 438-432 a.C.

In questo periodo viene consacrata la statua di Athena Parthenos, poco prima della Guerra del Peloponneso.

L’immensa statua verrà messa all’interno del Partenone.

L’autore della statua è Fidia, ma viene accusato di aver fatto deviare i materiali richiesti per la statua e di averli presi per sé.

E questo è un sacrilegio: l’oro destinato alla statua era proprietà della dea Atena.

Così Fidia viene arrestato, ma riesce a scappare.

Con questo folle gesto non fa altro che dimostrare la sua colpevolezza.

Nella sua fuga arriva ad Olimpia dove morirà.

Moltissimi anni dopo, il Partenone viene incendiato ed il tetto crolla.

La statua di Atena Parthenos è danneggiata, ma viene sottoposta subito ad un restauro.

Soltanto nel 5° secolo a.C. verrà distrutta del tutto.

Costruzione Della Statua

Anche se la sua storia è piena di buchi, ci sono abbastanza informazioni riguardo la costruzione di questa immensa statua.

E la maggior parte delle informazioni arrivano dagli autori greci Pausania e Plutarco.

Stando a loro, la statua sarebbe stata realizzata non solo da Fidia ma anche da un’intera squadra di artigiani.

Non sappiamo in quale bottega di preciso sia stata avviata la costruzione della statua, ma con grande probabilità doveva essere una lontano dal centro cittadino.

Questo perché i materiali usati per la statua sono molto costosi (oro ed avorio) e per evitare qualsiasi danno causato dal caos delle strade principali o dalla polvere, è più conveniente lavorare in un posto meno affollato.

Stando alle fonti, questa immensa statua è costata ben 704 talenti, l’equivalente del costo di 200 Trireme (sono le navi da guerra greche).

Ma in un certo senso, l’Athena Parthenos è una sorta di riserva finanziaria finale: l’oro presente sulla statua, infatti, poteva essere fuso in qualsiasi istante ed essere utilizzato per pagare.

Su quest’opera infatti, c’erano circa 1,3 tonnellate d’oro.

L’avorio invece è stato usato per realizzare:

  • Faccia
  • Braccia
  • Piedi
  • Testa della gorgone sul petto della dea

Per modellare l’avorio ed utilizzarlo su questa statua, è stato necessario “trasformarlo” in tanti piccoli strati sovrapposti e poi gli è stata data la forma rammollendolo prima e poi plasmandolo secondo le necessità.

Il risultato sono state delle placche di avorio flessibili come delle placche di cera (che già venivano usate per le statue di bronzo e che Fidia in passato aveva sfruttato spesso).

I punti di giuntura tra le placche in avorio sono stati nascosti nelle parti più in ombra della statua e dai gioielli che la dea indossava.

Una volta posizionato sia l’oro che l’avorio, è stato il momento di procedere con la pittura.

Le guance, labbra ed unghia di Atena sono state dipinte di rosso e forse anche le parti in oro sono state trattate o modificate utilizzando delle gemme preziose.

L’immenso lavoro deve essere terminato nel 438 a.C., al momento della consacrazione della statua e del suo trasferimento nel Partenone.

Curiosità: l’oro e l’avorio che sono avanzati e che non sono stati usati per decorare la statua, sono stati messi in vendita.

Atena Parthenos ed Il Partenone

Facciamo un passo indietro.

Nel 480 a.C. i persiani hanno messo a ferro e fuoco l’acropoli di Atene, distruggendo molti degli edifici che si trovavano lì.

In seguito gli ateniesi hanno sconfitto i persiani.

Ed hanno fatto una promessa: non avrebbero restaurato i templi distrutti ma li avrebbero lasciati così per ricordare la malvagità degli avversari.

Poi il tempo passa, Atene diventa la città più importante di tutta la Grecia.

Ed è il momento di celebrare la gloria di questa città.

Vengono avviati dei lavori di miglioramento e di ricostruzione.

Ed è anche il momento del Partenone.

Questo non sarebbe stato un tempio, ma un luogo che avrebbe custodito un tesoro: la gigantesca statua di Atena Parthenos.

C’è chi pensa che sia stata – addirittura – progettata la statua prima del Partenone.

I lavori per la struttura vengono completati tra il 447 e 438 a.C.

La statua deve essere stata collocata nella parte est, in una stanza:

  • Lunga circa 30 metri
  • Larga 19 metri
  • Alta 12,50 metri

Curiosità: Il nome Atena Parthenos alla statua è stato dato da Pausania. Prima di lui tutti la chiamavano “Statua d’oro di Atena“, “l’Atena” o “La statua d’avorio di Atena“.

Descrizione

Dato che la statua è andata distrutta nell’antichità, non ci sono immagini originali della statua, ma soltanto ricostruzioni, ipotesi e disegni. Per questo motivo ci saranno pochissime foto ed immagini in questa sezione.

La statua di Atena doveva trovarsi nella stanza principale del Partenone, sul lato orientale.

Era circondata da colonne doriche che sostenevano il soffitto e creavano l’illusione che la dea dovesse trovarsi su una sorta di baldacchino.

Davanti a lei si trovava una grande bacinella d’acqua che serviva a:

  • Mantenere un buon livello di umidità nella stanza (così da conservare l’avorio alla perfezione)
  • Riflettere la luce dall’esterno ed illuminare meglio la statua

La statua doveva essere alta circa 11,50 metri (base compresa), arrivando quasi a toccare il soffitto.

In pratica Atena riempieva la stanza con la sua enorme presenza.

L’idea dello scultore Fidia era quella di rappresentare la dea quanto più reale possibile: doveva essere maestosa, bella e grande. Secondo i greci, poi, gli dei erano molto più grandi degli uomini.

La statua doveva trovarsi su un grande piedistallo, alto circa 1,50 metri.

Sulla parte anteriore c’era una placca con scolpita una scena mitologica: la nascita di Pandora con 20 dèi presenti.

Perché mettere una scena del genere sotto la statua di Atena?

Ci sono diverse ipotesi:

  • Pandora poteva essere simbolo di femminilità
  • Poteva rappresentare il ruolo sempre più centrale delle donne nell’Atene del 5° secolo a.C.
  • Poteva essere un avvertimento che con gli dèi, nulla è mai dato per scontato
  • Poteva essere un promemoria per ricordare che anche nelle situazioni più difficili, la speranza può sempre rinascere

E poi c’è un’altra possibilità.

Quella ritratta sul piedistallo poteva essere Pandora di Atene, una donna di cui ha parlato Pausania nei suoi scritti. Lei, in passato, si sarebbe sacrificata per salvare la città di Atene.

E questa Pandora porterebbe con sé benefici e valori positivi.

Ma torniamo alla statua.

Atena doveva indossare un peplo mezzo aperto sul lato destro, simile a tutte le statue femminili realizzate nella prima metà del 5° secolo a.C.

Ma c’erano delle novità.

La dea aveva la gamba sinistra un po’ piegata, il ginocchio spostato in avanti ed un piede alzato da terra.

Questa innovativa posizione doveva essere stata scelta per ragioni di equilibrio e volume della parte inferiore della statua e non per ragioni decorative.

Sul petto Atena indossava l’egida con dei serpenti e con al centro una gorgone in avorio.

Anche sul volto di Atena c’era l’avorio; e la sua espressione era neutra, rispettando i canoni artistici di quel periodo.

Indossava un elmo, da cui spuntavano lunghe ciocche di capelli.

L’elmo era di tipo attico con delle protezioni su guance e decorato con dei grifoni.

Atena indossava anche dei gioielli:

  • Pendenti alle orecchie
  • Braccialetti a forma di serpente sui polsi e sulle braccia
  • Collana

Nella mano sinistra reggeva sia lo scudo che la lancia.

E lo scudo era doveva essere ampio 5 metri ed era decorato nei minimi dettagli.

Sul lato più esterno dello scudo era rappresentata l’Amazzonomachia, ovvero il conflitto tra Amazzoni e greci. C’erano ben 30 guerrieri in questa scena, con Teseo alla guida delle truppe greche.

Dall’altro lato le Amazzoni che invece avanzavano verso l’acropoli per combattere.

Curiosità: stando a quanto scritto da Plutarco, tra gli ateniesi doveva esserci anche un “autoritratto” di Fidia, che si era rappresentato come un anziano calvo pronto a lanciare una pietra con due mani. Accanto a lui aveva aggiunto anche Pericle armato con una lancia.

Al centro dello scudo c’era una gorgone, mentre nella parte più interna del gigantesco scudo era rappresentata invece la Gigantomachia, la guerra tra dèi e Giganti.

Alla sinistra della dèa doveva trovarsi il sacro serpente.

Nella mano destra, invece, Atena reggeva una statua di Nike alta 2 metri.

Lei era il simbolo della vittoria ed aveva tra le mani una corona di alloro che avrebbe poggiato sulla testa della dea.

Tutti i temi e particolari scelti per decorare questa gigantesca statua facevano parte di un programma iconografico e politico per celebrare la città attraverso Atena, la dea guardiana.

Atene era al picco del potere ai tempi di Pericle, il quale ha sconfitto caos, disordine ed avversari.

Così i punti di forza e le virtù della città vengono donate alla dea.

Il leggendario potere navale (ed il suo imbattibile ruolo commerciale) di Atene si vede nei materiali usati per il lavoro: oro ed avorio, due elementi costosissimi e che arrivano da molto lontano.

Possibili Copie e Repliche

Devi sapere che esistono almeno 69 copie in piccola scala di questa statua.

Fin dall’antichità è stata una statua che ha riscosso un enorme successo.

Pensa che ci sono dei medaglioni d’oro nella Tomba di Kul-Oba (in Crimea) e che oggi sono conservati all’Hermitage Museum che ritraggono la testa dell’Atena Parthenos.

Gli artisti dell’Impero Romano hanno fatto – negli anni- moltissime copie di questa statua, modificandola e semplificando sempre di più la decorazione.

L’Atena di Varvákeion è uno degli esempi più famosi.

“Atena Varvákeion”

Un’altra famosa copia è l’Atena Lenormant.

“Atena Lenormant”

Poi c’è anche la Minerva con la collana del Louvre.

“Minerva con collana”

E c’è anche la copia di età romana firmata da Antioco conservata a Palazzo Altemps.

“Atena Parthenos” (Palazzo Altemps)

Per concludere c’è una replica in dimensioni reali realizzata nel 1990 per il Partenone di Nashville dallo scultore americano Alan LeQuire.

“Atena Parthenos” (Nashville)

Per farlo ha usato alluminio, acciaio, intonaco, fibra di vetro e ben 8 chili di foglie d’oro.

Dario Mastromattei

Sono un blogger curioso ed appassionato di tecnologia. Il mio obiettivo è far conoscere i capolavori della storia dell'arte nell'era digitale.

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