Annunciazione di Cestello di Sandro Botticelli: analisi completa dell’opera

Sandro Botticelli nella sua lunga carriera di pittore, ha realizzato innumerevoli tempere su tavola, ed alcune di queste sono diventate molto popolari: tra le più importanti possiamo ricordare Pallade e il Centauro e la Calunnia, due lavori che riassumono lo stile di Sandro Botticelli. Oggi andremo a studiare un altro importante lavoro di Botticelli, intitolato Annunciazione di Cestello.

Qui potrete leggere tutto quello che c’è da sapere su questa annunciazione botticelli , partendo prima da alcuni semplici appunti: data di realizzazione, dimensioni e luogo di conservazione, per poi passare alla storia dell’annunciazione di Cestello , ed infine giungere alla descrizione di quest’opera.

annunciazione-di-cestello-sandro-botticelli-analisi

“Annunciazione di Cestello” Sandro Botticelli

Data di realizzazione: 1489-1490

Dimensioni: 150 x 156 cm

Dove si trova: Galleria degli Uffizi, Firenze

Questa botticelli annunciazione venne commissionata da Benedetto di Ser Francesco Guardi, un cambiavalute, il quale, aveva nella chiesa del monastero di Cestello in Pinti una cappella di famiglia.

Circa cinquanta anni dopo il completamento di questo quadro annunciazione quest’opera sta sempre nella stessa chiesa, tranne per il fatto che la struttura era passata alle monache di Santa Maria Maddalena de’ Pazzi.

Nel diciottesimo secolo, questo annunciazione quadro venne trasferito all’interno della cappellina di san Martino della villa a Fiesole di Terenzano. Per un po’ non si ebbero più notizie di questo lavoro, fino a che, sempre nello stesso secolo, l’opera venne ritrovata e portata definitivamente nella Galleria degli Uffizi.

I due protagonisti sono l’Angelo e la Vergine Maria, che si trovano all’interno di una stanza spoglia con il pavimento a scacchi, e sullo sfondo si nota un’apertura sull’esterno, dov’è si scorge una porzione di paesaggio fluviale.

Botticelli rappresenta l’Angelo che ha appena toccato terra dopo il volo, come si può notare dal velo che lo avvolge, il quale è ancora in movimento; Maria, invece, stacca il proprio sguardo dal libro che stava leggendo per incrociare quello dell’Angelo dell’Annunciazione.

Entrambi i personaggi sono legati tra loro, oltre che dal già citato gioco di sguardi, anche dai movimenti (come si nota dalle braccia tese di entrambi i protagonisti).

L’Angelo, nella mano che non sta tendendo verso Maria, ha un giglio bianco, fiore che simboleggia la purezza della Vergine.

Questo lavoro, così come anche altre opere botticelliane degli anni ottanta del Quattrocento, manifesta l’influsso delle critiche del Savonarola verso la peccaminosa società fiorentina di quegli anni.

I movimenti dei due protagonisti sono molto teatrali, e ciò si nota anche nell’eccessivo movimento delle vesti dei protagonisti, che risultano quasi irreali.

Anche la cornice di questo lavoro è molto interessante: nella parte bassa c’è lo stemma della famiglia Guardi, una doppia iscrizione con parole evangeliche, ed al centro una Pietà, con protagonista Cristo che si sta rialzando dal sarcofago aperto.

 

Dario Mastromattei

Sono un blogger assetato di conoscenza curioso ed appassionato di tecnologia. Il mio obiettivo è far scoprire i capolavori e la bellezza dell'arte nell'era digitale.

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *