Nighthawks (o i nottambuli) di Edward Hopper: il ritratto dell’incubo americano

Voglio farti scoprire un quadro che ha lasciato un segno nella storia dell’arte americana dell’ultimo secolo. Il mondo americano ha cominciato a dire la propria nell’arte recentemente, ed Edward Hopper è stato uno dei più grandi pittori, il quale è riuscito a raccontare nelle sue tele la bellezza (ed il disagio) della società americana dei suoi anni. Per fartelo conoscere meglio, voglio parlarti di un quadro intitolato Nighthawks.

Il titolo originale della tela è proprio Nighthawks, ma molti in Italia si riferiscono a questa tela traducendo il titolo e chiamandola i nottambuli Hopper: si tratta sempre dello stesso quadro.

Oltre a questa piccola curiosità, quando avrai finito di leggere questo articolo ti assicuro che:

  • Capirai il motivo per cui questo quadro è così importante nella storia dell’arte americana
  • Ti renderai conto di come è rappresentata la solitudine quadro (e cosa c’entra)
  • Scoprirai il mistero che circonda il locale ritratto nel quadro

Ma questo è solo un assaggio: ci sono un sacco di cose da dire a proposito di questa tela.

Allora, sei pronto per conoscere per bene questo lavoro?

Cominciamo subito.

Edward Hopper - Nighthawks

Data di realizzazione: 1942

Dimensioni: 84 x 152 cm

Dove si trova: Art Institute of Chicago

STORIA

Il quadro Nighthawks di Edward Hopper viene completato il 21 Gennaio del 1942, e non c’è voluto molto prima che l’Art Institute di Chicago lo acquistasse per 3000 $.

Ti racconto com’è andata.

Il quadro Nighthawks Edward Hopper, subito dopo essere stato disegnato e colorato con attenzione, è stato esposto nella galleria d’arte di Rehn, in cui il pittore aveva già portato qualche altro suo lavoro tempo prima.

Appena messo nella galleria, il quadro era ufficialmente in vendita.

Passa poco più di un mesetto ed il giorno di San Patrizio, Edward e sua moglie Josephine partecipano all’inaugurazione della mostra su Henri Rousseau al Museum of Modern Art.

Si tratta di un’occasione molto importante; l’evento è stato organizzato da Daniel Catton Rich, il direttore dell’Art Institute of Chicago.

Nello svolgersi della festa, Daniel si ritrova a chiacchierare con il direttore del Museum of Modern Art, il quale spende delle buonissime parole a proposito dei precedenti lavori di Edward.

Incuriosito dalla discussione, Daniel dà un’occhiata al lavoro di Hopper Nighthawks e rimane molto colpito dalla bellezza di quest’opera.

Senza pensarci due volte, la compra per 3000$ e la fa portare all’Art Institute of Chicago, dove la puoi ammirare ancora oggi.

Daniel ha comprato la tela il 13 Maggio 1942.

Questa è la storia di come l’opera è arrivata a Chicago, ma ora voglio rispondere ad altre 2 domande, ovvero: come è nato questo quadro? C’è un committente?

Per darti una risposta, dobbiamo fare un passo indietro.

Devi sapere che il pittore americano Hopper si era sposato con una donna di nome Josephine nel 1924.

Quest’ultima, oltre ad essere la moglie di Edward, spesso lo aiutava nel suo lavoro, suggerendogli delle idee o con dettagli per le sue opere, come vedremo tra poco.

TI svelo un’altra piccola curiosità, molto importante: Edward aveva l’abitudine di conservare un piccolo quadernino in cui, con una matita, faceva delle piccole bozze dei progetti per i suoi quadri futuri.

Nei momenti in cui era ispirato, prendeva questo quadernino e cominciava a scrivere appunti e a fare dei disegni precisissimi, senza tralasciare nemmeno un piccolo dettaglio.

E Josephine lo aiutava anche in questo, infatti, spesso era proprio lei ad aggiungere delle informazioni fondamentali per i nuovi quadri.

E cosa c’entrano questo quadernino e Joesphine con il lavoro di Hopper i nottambuli?

Sono 2 elementi fondamentali: in una pagina del quadernino di cui ti ho parlato c’era anche una bozza del quadro di cui stiamo parlando, con un’annotazione fatta proprio da  Edward Hopper.

È proprio di questa scritta che ti voglio parlare ora. La parola riportata sul foglio era Night Hawks, che molto probabilmente doveva essere il titolo del futuro quadro.

Poi, dobbiamo sempre ringraziare questo quadernino se sappiamo che The Nighthawks Hopper è stato completato proprio il 21 Gennaio del 1942.

Ok. Ora ho capito cosa c’entra il quadernino. Ma Josephine?

Ora ti racconto che ruolo ha avuto in questa storia.

Come ti ho già anticipato, spesso era proprio lei ad ideare dei dettagli molto importanti per il lavoro del marito, e tra questi, ce ne è uno molto importante e che riguarda il motivo per cui è stato scelto proprio questo titolo per il quadro.

Ci sono diverse ipotesi a proposito della scelta del nome: quella più sostenuta riguarda il fatto che l’uomo appoggiato al bancone del bar avesse un naso a becco.

Particolare uomo vestito blu naso aquila nighthawks Hopper analisi

Particolare dell’uomo con il naso aquilino

Cosa c’entra il naso a becco con il titolo del quadro?

Devi sapere che in inglese la parola hawk vuol dire falco, e in questo caso potrebbe riferirsi al naso di quest’uomo che frequenta il locale notturno.

DESCRIZIONE

Nel quadernino che il pittore teneva sempre con sé, c’è scritta l’intera struttura della scena di questo quadro.

Ecco come Hopper pittore americano, se lo immaginava all’inizio il quadro:

Notte + interno brillante di un ristorante economico. Oggetti luminosi: bancone in legno di ciliegio + una serie di sgabelli attorno; la luce riflessa sui serbatoi metallici sulla destra in secondo piano; una serie di piastrelle luminose di giada messe di tre quarti, sotto la vetrina che gira all’angolo. Le pareti chiare di colore giallo ocra fino alla porta della cucina sulla destra.

Un bel ragazzo biondo vestito di bianco (giacca e cappello) dietro al bancone. Una ragazza con la camicetta rossa, con i capelli castani e sta mangiando un panino.

Uomo con naso a becco con vestito scuro, cappello grigio scuro con banda nera, una camicia blu semplice e tra le mani regge una sigaretta. C’è un’altra figura scura di spalle a sinistra.

Il marciapiede all’esterno è di un verde chiaro quasi pallido. Sul lato opposto ci sono delle case fatte con mattoni rosso scuro. L’insegna del ristorante è scura e c’è scritto “Philies 5c Sigari”, con il disegno di un sigaro.

Fuori al negozio è buio e verde.

Nota: l’interno del soffitto è luminoso e contrasta con il buio della strada esterna e sull’angolo della vetrina c’è una piccola finestra.”

Particolare insegna Phillie's Nighthawks Hopper analisi

Particolare dell’insegna

Questo è il progetto iniziale che, a quanto pare, non ha subito molte modifiche prima di essere realizzato su tela nel 1942.

Particolare ragazza panino nighthawks Hopper analisi

Particolare della ragazza

Poi, sembra che sia stata la stessa Josephine a decidere il titolo dell’opera di Hopper Nottambuli.

Come lo faccio a sapere?

C’è una lettera scritta dalla moglie del pittore indirizzata a Marion, la sorella di Edward, in cui dice:

Ed ha appena completato un’immagine molto bella — un locale per mangiare di notte con 3 figure. Night Hawks sarebbe un nome adatto. È stato lo stesso Edward a posare per i 2 uomini grazie ad uno specchio, ed io (ho posato) per la ragazza. Ci ha lavorato un mese e mezzo”.

Potrebbe sembrarti senza senso, ma devi sapere che c’è un piccolo particolare che unisce Edward Hopper al leggendario pittore Vincent Van Gogh.

Di Hopper, conosciamo tutti i dettagli di questo suo capolavoro grazie al quadernino e alle lettere di sua moglie, e così anche Van Gogh ne scriveva un sacco a suo fratello Theo ed ai suoi amici in cui gli spiegava come nascevano e come si stavano sviluppando alcuni suoi quadri, come la notte stellata.

Mettiamo per un momento da parte questo legame tra i 2 pittori e torniamo a parlare del quadro americano.

Hai notato che la città è totalmente deserta?

Si, è vero: può darsi che non ci sia nessuno fuori dal locale perché è notte fonda. Ma può essere anche un dettaglio importante che ci suggerisce quale è il vero tema dell’opera: la solitudine.

Particolare edificio esterno Hopper NIghthawks analisi

Particolare dell’edificio esterno a mattoni rossi

Infatti, se guardi più da vicino i protagonisti dell’opera, ti renderai subito conto che nessuno di loro sta parlando o chiacchiera con qualcun altro nel locale: sono tutti imbambolati e persi nei loro pensieri.

Questa particolare atmosfera silenziosa e quasi ipnotica, mi ricorda tanto quella che era presente nell’assenzio di Degas.

Prendendo in considerazione questi particolari, puoi intuire che è proprio la solitudine la vera protagonista dell’opera.

Quella che mette in scena Hopper, però, non è una solitudine generica, ma quella provata dall’americano di quegli anni, perso nei suoi problemi in una gigantesca New York che forse non sa nemmeno che esiste.

Particolare Protagonista spalle Hopper Nighthawks analisi

Particolare del protagonista di spalle

Pensaci bene: siamo negli anni ’40 del ‘900 e l’America stava vivendo gli ultimi anni della Seconda Guerra Mondiale e cercava di espandersi in tutti i settori possibili: le città si evolvevano ad una velocità straordinaria, gli edifici spuntavano qua e là come dei funghi e gli Stati Uniti stavano diventando la potenza numero 1 al mondo.

Nonostante gli innumerevoli passi in avanti fatti a livello urbano e scientifico, c’erano anche queste persone ritratte da Hopper, che, piene di solitudine, mostravano il volto di un’America ferita e triste.

Se dai un’occhiata a tutta l’opera in generale, puoi percepire questa atmosfera di tristezza che avvolge la scena: ti basta guardare il chiaroscuro denso e deciso riportato sui personaggi e che si estende fino al più piccolo particolare del quadro, dando la sensazione che nulla e nessuno riesca a sfuggire a questa notte dipinta da Hopper Edward.

Ma nel disegno di Hopper bar esiste sul serio o è un locale inventato?

È una bella domanda.

Stando a ciò che ha detto lo stesso pittore, in origine, questa scena doveva essere ambientata in un locale a Greenwich Village, il quartiere di Manhattan dove abitava Hopper.

Oggi quel locale è stato demolito e non esiste più, ma molti appassionati del quadro di Edward Hopper Nighthawks hanno cercato in tutti i modi di scoprire dove fosse questo piccolo angolo ritratto nel quadro.

Particolare barista Nighthawks Hopper analisi

Particolare del barista

Molti pensano che il locale dovesse trovarsi in un posto (ora vacante) conosciuto come Mulry Square, all’incrocio tra la 7° Avenue South, Greenwich Avenue e l’11 West Street, a 7 isolati di distanza dallo studio che Hopper aveva a Washington Square.

A contrasto di questa ipotesi c’è un’indagine fatta dal giornalista Jeremiah Moss, il quale, in un articolo scritto sul New York Times, diceva che quel preciso spazio (in cui tutti pensavano dovesse esserci il locale del quadro) a Mulry Square, dagli anni ’30 fino agli anni ’70, c’era un benzinaio e non un locale per mangiare.

Molto probabilmente, Hopper, ha preso ispirazione per il suo disegno da un ristorante vero, ma ne ha semplificato le caratteristiche, rendendolo essenziale e mostrando pochi elementi: i protagonisti, il bancone, un marciapiede, l’insegna e qualche edificio nelle vicinanze.

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Dario Mastromattei

Sono un blogger assetato di conoscenza curioso ed appassionato di tecnologia. Il mio obiettivo è far scoprire i capolavori e la bellezza dell'arte nell'era digitale.

4 Risposte

  1. SYLVIE ha detto:

    interessante e bello

  2. Stefano Giannuzzi ha detto:

    non una parola sul figura del barista, l unico li per forza e non per scelta che non trasmette solitudine ma sembra quasi divertito e stanco

  3. Chiara ha detto:

    recensione stupenda

  4. Lila ha detto:

    Grazie Dario! 🙂

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