“Morning sun (Sole di mattina)” di Edward Hopper: analisi completa del quadro

Oggi torniamo a parlare ancora una volta del grande pittore americano Edward Hopper, che con il suo contributo ha segnato la storia dell’arte americana nel secondo dopoguerra.

Dopo aver analizzato il suo più famoso quadro The Nighthawks, oggi vediamo un po’ cosa ha cercato di dire Hopper con un’altra grandissima opera intitolata “Morning Sun”. Ad una prima occhiata tutto sembra estremamente semplice.

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Anno di produzione: 1952

La ragazza si trova sul suo letto, dopo essersi svegliata da pochissimo, e scruta quello che si trova fuori nel mondo grazie alla sua finestra. Dalla stessa finestra, entra anche un timido sole che da vita all’intera scena, riuscendo a mescolare colori caldi e freddi, tutti all’interno di questa semplice camera da letto.


Ben poco riesce a scorgersi fuori dalla finestra se non l’ultimo piano di un edificio che sicuramente appartiene a un contesto americano. Nessun altro elemento giunge a rendere più dettagliata questa scena.

Cosa ha cercato di dire Edward Hopper con questo quadro? O meglio, cosa ha voluto mettere in risalto?ancora una volta il tema dominante del quadro, cosi come in “Nighthawks” è la solitudine. La solitudine che permea l’intera scena, attraverso lo sguardo della ragazza, fisso sulla finestra, che sembra essere muta, circondata da un estremo silenzio, prima ancora che cominci completamente la sua giornata. Il letto è rifatto bene, ciò lascia intuire che abbia dormito da sola, senza poter condividere le sue angosce e le sue gioie con qualcuno. Anche guardando i colori sono molto chiari e “smorti” a indicare ancora una volta un senso di solitudine.

La solitudine ancora una volta compone le fila di questo quadro, a dimostrare come ci si possa sentire soli anche in una grande metropoli, filo conduttore di tanti quadri di Hopper. È bellissimo come alcuni pittori di anni fa riescano ad essere cosi attuali.

Dario Mastromattei

Sono un blogger assetato di conoscenza curioso ed appassionato di tecnologia. Il mio obiettivo è far scoprire i capolavori e la bellezza dell'arte nell'era digitale.

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