Amor Sacro e Amor Profano di Tiziano: la giustizia di Venezia ed il Neoplatonismo

Voglio parlarti di una bella e misteriosa tela del ‘500. Si tratta di un secolo in cui gli artisti stanno vivendo i loro anni d’oro, producendo un sacco di opere d’arte sperando di poter lasciare un segno nella storia. Quella che sto per farti conoscere è sicuramente riuscita nel suo intento ed è un capolavoro che ancora oggi fa discutere, e tra poco capirai il perché. Il quadro di cui voglio raccontarti tutto è del pittore Tiziano, ed è intitolato Amor Sacro e Amor Profano.

Quando avrai finito di leggere questo articolo, ti assicuro che resterai affascinato (oltre che dalla bellezza indiscussa della tela) dai suoi molteplici e nascosti significati. Poi:

  • Conoscerai la storia storia completa del quadro di Tiziano e di come è arrivato a Roma da Venezia
  • Scoprirai chi sono l’Amore Sacro e l’Amor Profano e cosa c’entrano con le 2 donne ritratte
  • Capirai cosa rappresentano i 2 tipi di paesaggio presenti alle spalle delle protagoniste

E tanto altro ancora.

Sei pronto a conoscere quest’opera fino al più piccolo dettaglio? Cominciamo!

Tiziano Amor Sacro Amor Profano
“Amor Sacro e Amor Profano” Tiziano

Data di realizzazione: 1515

Dimensioni: 118 x 279 cm

Dove si trova: Galleria Borghese, Roma

STORIA

Partiamo dalle basi.

Chi ha commissionato questa tela a Tiziano?

Per rispondere a questa domanda, ti suggerisco di dare un’occhiata a quella specie di fontana (che assomiglia più ad un vecchio sepolcro, ma ci torneremo più tardi) a cui sono appoggiate le 2 donne ed il bambino.

Fai finta per un momento che non ci sia tutta quella decorazione sul marmo.

Lo vedi quello stemma?

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Particolare dello stemma di Niccolò Aurelio

È l’emblema di Niccolò Aurelio, il segretario del Consiglio dei Dieci, e che nel giro di 8 anni diventerà anche gran Cancelliere di Venezia.

È lui che, molto probabilmente ha commissionato a Tiziano la tela.

Nel 1514, (un anno prima della realizzazione della tela di Tiziano Vecellio Amor Sacro e Amor Profano) Niccolò sposa Laura Bagarotto, figlia di un certo Bertuccio Bagarotto, il quale, pochi anni prima è stato giustiziato con l’accusa di aver tradito la Repubblica di Venezia.

Perché ti sto parlando di Laura Bagarotto e di suo padre Bertuccio?

Sono dei dettagli che devi tenere bene a mente, perché sono fondamentali per capire il possibile senso di tutto il quadro.

Ma perché Niccolò avrebbe richiesto questa tela a Tiziano?

Non è ancora molto chiaro questo aspetto, ma generalmente si pensa che abbia ordinato questo capolavoro in occasione delle sue nozze con Laura.

Ma se l’opera è nata ed è stata realizzata a Venezia, com’è arrivata a Roma?

Te lo spiego subito.

Nel 1608, il famoso cardinale Scipione Borghese, un appassionato collezionista di opere d’arte (ed anche un importante figura nella vita di Caravaggio) e pronto a tutto pur di avere tra le sue proprietà i capolavori più importanti di quegli anni, compra 61 opere dalla collezione di del cardinale Paolo Emilio Sfondrato.

Sicuramente è un bell’affare per il cardinale Borghese, il quale, nel gigantesco carico di quadri, entra in possesso dell’Amore Sacro e Profano di Tiziano.

Il lavoro veneziano e le altre 60 opere confluiscono nella collezione del cardinale, arrivando, di fatto, a Roma.

DESCRIZIONE

Amore Sacro e Amor Profano è un quadro che ha destato un sacco di discussioni nel corso dei secoli, e molte delle quali sono ancora apertissime tutt’ora.

Ad esempio, non c’è ancora una risposta in grado di soddisfare tutta la critica a proposito del significato generale dell’opera.

Ma prima di parlarti della sua interpretazione e tutto il resto, voglio farti conoscere la bellezza e l’importanza dei dettagli di questo capolavoro.

In primo piano ci sono 2 donne ed un bambino.

La protagonista a sinistra ha un lungo e sontuoso abito bianco, mentre quella a destra è quasi del tutto nuda ed è avvolta soltanto da una veste rossastra.

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Le 2 protagoniste dell’opera

Tutte e 2 sono sedute sul bordo di quella che sembrerebbe una fontana, ma che in realtà assomiglia molto di più ad un antico sarcofago romano (per via delle decorazioni sul fronte), il quale è stato modificato e riadattato per essere una fontana.

A proposito, dà un’occhiata a questa decorazione sulla fascia frontale dell’ex-sarcofago: è abbastanza difficile capire cosa sia rappresentato, anche perché c’è una piccola pianta che nasconde parte del lavoro, senza contare quello zampillo che fa scorrere l’acqua della fontana verso l’esterno.

Cerca di mettere per un momento da parte questi piccoli ostacoli e guarda le figure presenti: sulla sinistra si vede un cavallo ed alcune figure che lo circondano, mentre a destra ci sono un paio di uomini che stanno combattendo, ed ancora più a destra c’è una coppia di figure vicino ad un albero.

Non ha alcun senso, vero?

Ed invece si, potrebbero trattarsi di 3 scene differenti, messe una accanto all’altra.

Alcuni studiosi hanno pensato che:

  1. I personaggi con il cavallo potrebbero alludere alla Conversione di San Paolo al cristianesimo dopo che è caduto dalla sua cavalcatura
  2. I 2 uomini che combattono potrebbero essere identificati con Caino che sta uccidendo Abele
  3. Le 2 figure attorno all’albero assomigliano molto ad Adamo ed Eva vicino all’Albero della Conoscenza
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Descrizione della decorazione della fontana

Sei d’accordo con questa identificazione o pensi che potrebbero rappresentare altro queste scenette? Lascia un commento alla fine di questo articolo e dimmi cosa ne pensi!

Voglio fare un piccolo appunto: il tema di San Paolo che smette di essere un soldato romano a caccia di cristiani dopo la chiamata di Cristo e la sua celebre caduta da cavallo ha moltissimo successo nel ‘500 e nel ‘600.

Giusto per citarne uno: dà un’occhiata alle 2 bellissime versioni del san Paolo di Caravaggio. Sono veramente eccezionali.

Tornando alla decorazione del sarcofago di Tiziano, devi sapere che ci sono anche altre possibili spiegazioni riguardo il significato delle scenette.

Pensa che nel ‘900 molti esperti hanno ipotizzato che queste immagini potessero provenire da 5 opere letterarie differenti.

Comunque, in questo complesso alternarsi di scenette antiche, c’è qualcosa che non va e che è troppo moderno.

Esatto, è proprio quello stemma di cui ti ho parlato prima, ovvero il simbolo di Niccolò Aurelio, l’uomo che ha ordinato la realizzazione di Amor Sacro Amor Profano Tiziano.

Non voglio annoiarti troppo parlandoti soltanto di questo sarcofago, e quindi, voglio fari conoscere i protagonisti della scena.

Ci sono 2 donne ed un bambino che sta smuovendo l’acqua della fontana.

Un bambino? E chi sarebbe? Cupido? Un Angelo?

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Particolare di Cupido

Darti una risposta, così, su due piedi, non è semplice.

Si potrebbe risalire alla sua possibile identità scoprendo prima chi sono le 2 donne accanto a lui.

Guarda la protagonista a sinistra: ha un lungo e sontuoso vestito bianco, da cui spunta una vestaglia più leggera di colore rosa chiaro. Inoltre, indossa dei guanti.

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Particolare della donna di sinistra

Non c’è dubbio: ha tutte le carte in regola per essere una sposa.

Questa potrebbe essere una spiegazione accettabile, ma non è sicuro al 100% che sia così. Pensa che alcuni hanno anche ipotizzato che il suo vestito possa essere di una cortigiana.

Proprio così: non pensare che tutte le cortigiane del ‘500/’600 vestissero in modo succinto e provocante.

Molte di loro amavano agghindarsi con degli abiti fini e di alta qualità; c’è un’opera che è un esempio perfetto per farti capire quello che sto dicendo.

Sto parlando del ritratto di una cortigiana di Caravaggio; Fillide, la protagonista dell’opera indossa un corpetto veramente straordinario ed anche un gran numero di gioielli di alta qualità.

Che la donna dipinta da Tiziano fosse una sposa o una cortigiana non lo sappiamo, ma devo farti scoprire un altro interessante dettaglio tra i suoi capelli.

Se guardi da vicino la sua acconciatura, puoi distinguere chiaramente la presenza di un ramo di mirto.

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Particolare del ramo di mirto

Un ramo di mirto? E cosa c’entra?

Nel mondo dell’arte i fiori hanno sempre un ruolo importante. A volte sono protagonisti indiscussi di tele che hanno scritto la storia, come ad esempio i girasoli di Van Gogh, mentre in altri casi hanno dei ruoli più marginali (come in questo caso), ma non per questo meno importanti.

Nel lavoro di Tiziano, infatti, il mirto ha un valore simbolico molto importante: nell’antichità era il fiore sacro a Venere e successivamente veniva portato tra i capelli delle spose.

Ti ho detto più volte che questa tela è un vero e proprio capolavoro, ma questo non vuol dire che sia privo di errori.

Tiziano è pur sempre un essere umano e questo quadro è uno dei suoi primi incarichi. L’inesperienza si fa sentire e lo si nota sempre in questa “sposa”: il suo vestito è molto ampio ed a causa di ciò, è difficile individuare con precisione la posizione delle gambe.

Mi spiego meglio: le gambe della donna non corrispondono all’altezza del cornicione della fontana, e dà l’impressione che non sia seduta direttamente su questo vecchio sarcofago ma su qualcos’altro.

Prima di parlarti dell’altra protagonista, voglio farti notare un ultimo, importante dettaglio relativo a questa donna: il bacile che tiene sotto braccio.

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Particolare del bacile

Si tratta di un oggetto molto importante in Amore Sacro e Amor Profano Tiziano, rivestito di un significato allegorico: in ambito nuziale, questo oggetto viene utilizzato solitamente dopo il parto, e di conseguenza simboleggia una sorta di augurio di fertilità alla coppia, sperando che possano avere molti figli.

Questo è tutto quello che dovevi sapere a proposito della protagonista di sinistra. Se facciamo un breve riassunto, questa donna può avere ben 3 possibili identità:

  • Può essere Venere
  • Può essere una cortigiana
  • Può essere Laura Bagarotto, la sposa di Niccolò Aurelio

Ora è il momento di conoscere l’altra protagonista, ovvero la donna che sta seduta sul lato destro della fontana e che è del tutto spogliata.

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Particolare della donna di destra

La prima, ovvia differenza che salta subito all’occhio con la donna di cui abbiamo parlato fin’ora è sicuramente l’abbigliamento: se la prima indossa un elaborato e bel vestito bianco, questa è totalmente nuda, con un mantello appoggiato sulla spalla e che avvolge parte del suo corpo e con un piccolo manto bianco che copre il suo pube.

Ma non prova imbarazzo a stare nuda?

A quanto pare no, e guardando la sua faccia, sembra molto tranquilla, sicura di sé e spensierata.

Nel corso della lunga indagine che ha cercato di dare un’identità a questa donna, molti studiosi hanno pensato che possa trattarsi di una sorta di “contrario” della “sposa” sulla sinistra”.

Da questa ipotesi è scaturito un filone di pensiero molto popolare, che ha portato ad identificare le 2 donne come Amor Sacro e Profano.

Dà un’occhiata alla posizione della donna nuda: le sue gambe sono incrociate e si appoggia alla fontana con un braccio con molta leggerezza; l’altro, invece, è tenuto alto e nella mano stringe un piccolo contenitore da cui esce del fumo: forse sta bruciando dell’incenso.

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Particolare dell’incenso

Vogliamo parlare dell’ambiente alle spalle delle protagoniste?

Partiamo prima da sinistra, ovvero ciò che si vede dietro la “sposa”.

Ci sono diversi alberi, alcuni più sottili ed altri più robusti, ma il particolare più interessante è senza dubbi quella città arroccata sulla montagna, da cui spunta un’immensa torre di un castello.

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Particolare della città con il castello

Prima di arrivare alla città, però, c’è una collina più buia, dove si distinguono chiaramente un paio di conigli.

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Particolare dei conigli

Questa coppia non è stata messa lì a caso, ed esattamente come il il ramo di mirto ed il bacile, hanno un significato allegorico: questi animali in particolare possono rappresentare o la fecondità o la lussuria.

E dietro la donna nuda c’è lo stesso paesaggio?

Assolutamente no. Pare di guardare un quadro totalmente diverso: per prima cosa, gli alberi sono del tutto scomparsi ed è più facile guardare tutti i particolari dell’ambiente.

In lontananza, al posto del villaggio arroccato con il castello, c’è un piccolo insediamento dove spicca una chiesa con un campanile, proprio a ridosso di un piccolo fiume.

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Particolare della città con il campanile e la chiesa

Se dall’altra parte c’è la coppia di conigli, da questo lato ci sono 2 uomini a cavallo, che, aiutati da 2 cani, stanno proprio dando la caccia ad una lepre (o forse un coniglio).

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Particolare degli uomini a caccia

Alla destra degli uomini a cavallo, invece c’è un pastore con il suo gregge.

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Particolare del pastore

Più a destra, proprio sul limite della tela c’è una coppia di amanti seduta sul prato.

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Particolare della coppia di amanti

SIGNIFICATO

La tela di Tiziano Amor Sacro e Amor Profano è un mistero sotto tutti i punti di vista.

A cominciare dal motivo per cui è stato realizzato questo capolavoro, fino al significato delle protagoniste e degli oggetti che stanno attorno a loro, si sa veramente pochissimo.

Guarda i volti delle 2 donne: non ti sembrano identiche?

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Particolare del volto delle protagoniste

È vero: i loro vestiti saranno diversi, il loro fisico anche, ma la loro faccia non lascia spazi ad equivoci: sono la stessa persona!

Da questo piccolo ed importante dettaglio, si è intuito che le 2 donne non dovevano essere identificate come delle persone reali, ma come 2 personificazioni.

Ma a voler essere realistici, devi sapere che Tiziano, essendo soltanto un pittore, non avrebbe mai potuto pensare ad un “groviglio” di significati allegorici così complesso per una sua tela.

Probabilmente c’è stato qualcun altro che ha avuto il difficile compito di elaborare un intreccio così vasto di ruoli e significati, e quell’uomo potrebbe essere stato Pietro Bembo.

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Confronto tra il paesaggio di sinistra e quello di destra

Si tratta di un importante studioso del Rinascimento, il quale, potrebbe aver studiato a fondo il tema e tutti i dettagli da inserire nel lavoro di Tiziano.

Amore Sacro Amore Profano Tiziano, è sempre stato al centro di importanti dispute, discussioni e critiche da parte di studiosi di tutto il mondo, i quali non si sono mai dati per vinti nel tentativo di voler svelare tutti i misteri che nasconde.

Come avrai capito, capire effettivamente chi siano queste 2 donne è una delle questioni più importanti a proposito di questa tela, e le risposte di certo non mancano.

Ti faccio un breve elenco delle ipotesi più papabili che sono state avanzate nel corso degli anni:

  • Considerando gli studi di Pietro Bembo, le 2 donne potrebbero alludere alla duplice natura di Venere (un concetto molto importante nella filosofia neoplatonica, molto popolare nel Rinascimento), dove la protagonista vestita di bianco rappresenterebbe il lato di Venere carnale e dedito alla bellezza, mentre l’altra simboleggerebbe l’amore più alto e spirituale.
  • Altri studiosi invece pensano che la donna vestita possa essere una vera e propria sposa (non una modella presa dal vero, ma una donna idealizzata seguendo le rigide regole del tempo a proposito del ritratto in arte), e soltanto la donna nuda sarebbe Venere.
  • Un’altra corrente di pensiero pensa che nell’Amor sacro e Profano Tiziano la storia di Niccolò e Laura c’entri molto di più e che vada oltre alla commissione dell’opera. Un’interessante ipotesi vede quadro come un simbolo dell’innocenza del padre di Laura Bagarotto, il quale è stato giustiziato per tradimento della Repubblica di Venezia; per questo motivo, quell’urna che la donna vestita tiene sotto braccio potrebbe contenere le ceneri di Bertuccio; di conseguenza, la donna nuda sarebbe una personificazione di Venere come Verità o Carità.
  • Il titolo Amore Sacro e Profano Tiziano appare per la prima volta in un inventario del 1693 e da quel momento si è pensato che le 2 figure potessero alludere alla duplice visione dell’amore sacro e profano come raccontato nella filosofia neoplatonica.
  • Un’ultima corrente di pensiero invece, vede le 2 protagoniste molto simili a Polia e Venere, 2 donne presenti nel racconto Hypnerotomachia Poliphili di Francesco Colonna del 1499.

Dario

Sono un blogger curioso ed appassionato di tecnologia. Il mio obiettivo è far conoscere i capolavori della storia dell'arte nell'era digitale.

16 risposte

  1. Francesco De Maio ha detto:

    Tutto il moto di questo dipinto è verso destra. Il destriero col suo cavallo a sinistra sotto il castello (città della guerra) galoppa verso destra, dove si vede lontana una chiesa (città della pace). A sinistra c’è oscurità, a destra sorge il sole, la donna nuda onora con incenzo il nuovo giorno. A destra gli amanti: un nuovo amore che nasce, la lepre e i levrieri vanno verso destra, un destriero con il suo cavallo corre verso destra, l’altro lo seguirà per circondare la preda. I conigli, simbolo di fertilità sono sempre due, come i destrieri a destra, ma sono ancora nell’ombra e sono nella stessa posizione dei destrieri, uno rivolto già a destra e l’altro che probabilmente lo seguirà. Anche il drappo rosso che copre la donna nuda a destra pare voglia andare verso il sole. La donna a sinistra ha il mirto nei capelli ma l’alberto di mirto è l’albero della morte, la donna a destra è invece una donna per la vita. Ma la donna della morte e quella della vita sono la stessa donna. E’ una donna bifronte, la moglie di Giano, Giana, oppure è proprio Giano, il dio bifronte, cioè lo psicopompo Ermes. Veniamo allo stemma, così possiamo concludere. lo stemma nobiliare scolpito sul Talamo è della Famiglia Aurelio e fu individuato nel 1939 dal collezionista e storico d’arte tedesco August Liebmann Mayer. Successivamente, negli anni ‘70, il critico americano Harold Edwin Wethey individuò lo stemma della famiglia Bagarotto. Visto che stiamo ora parlando di stemmi possiamo dire che questo quadro cerca di essere un aiuto alla riconciliazione di una delle famiglie nobili con un’altra. Cioè è uno di quei tanti tentativi che cerca di riconciliare due città, Padova e Venezia. Per riconciliare due città o due famiglie devastate da una guerra ci vuole un simbolo potente come uno stemma, questo simbolo è lo scudo di Achille descritto da Omero nell’Iliade e dove trovano spazio tutte le tematiche a cui ho accennato. Lo schudo di Achille viene forgiato da Efesto su commissione di Teti, la madre di Achille, a causa della morte di Patrolo. Achille riesce a superare il cordoglio con l’aiuto delle tematiche e del sistema valoriale forgiato da efesto sullo scudo e desritte da Omero. Confrontanto il sarcofago con i sarcogagi dell’impero romano si troveranno altri elementi significanti.

  2. Werner ha detto:

    Non concordo.
    Focalizzare prima di tutto i “bianchi” partendo da sinistra quindi:
    2 lepri. Lei con abito bianco e manica rossa, l’altra figura femminile coperta di bianco sulle sole prudenda e col manto rosso. Segue, andando verso destra, il levriere che insegue la lepre. Please remember … la Madonna del coniglio” di … Tiziano (coniglio bianco = castità). Dunque. La figura nuda è Venere (per fare un parallelo, nel “concerto campestre” le figure nude sono una visione delle muse da parte del musico che non inventa ma da esse cerca di ascoltare il dono, nel rinascimento.spesso la figura nuda è visione tranne le veneri di Tiziano che avevano una funzione assai prosaica), lei è la visione della ragazza vestita … che è quasi completamente bianca (= è casta) Con in sè la consapevolezza della sensualità anche se non l’ha ancora vissuta (manica rossa). Visione di Venere, visione dell’imeneo che succede e conferma il rito matrimoniale. Il mirto che incorona la ragazza è si simbolo di Venere ma anche ornamento comune della ragazza italiana che sta per sposarsi. La ragazza vestita, la futura sposa, ha i capelli sciolti. All’epoca della composizione del quadro in Italia solo le ragazze da marito e le bambine potevano girare con i capelli sciolti o in vista. Le sposate dovevano coprirli. Il fatto che Venere (meglio dire Afrodite…) abbia le chiome libere non fa testo, come la sua nudità. È dea. È una visione sacra di perfezione e di buon augurio.
    Due lepri sotto la collina con edifici = vita coniugale puramente animale. Il paesaggio si chiude a sinistra con in sommità la tana/casa = la carnalità termina con la vita matrimon6e i figli. A destra lepre inseguita da levriere (cane di Diana). Il levriere come la freccia di Diana cacciatrice rappresenta il primo rapporto che di solito lascia traccia sulle lenzuola che il giorno successivo alla notte di nozze verranno esposte per considerare legalmente concluso il contratto matrimoniale (se non viene consumato ci di può rivolgere alla sacra Rota per l’annullamento). Lo sfondo va letto da sinistra a drstra. Proseguiamo. Il paesaggio apre, non è bloccato quindi quella è la via giusta che non porta solo alla vita matrimoniale e ai figli, che frappoco spiegherò. Il pastore è Hermmes/Mercurio E dopo i due amanti. Ma che tipo di amore è il loro? Ecco la formula: Pulchritudo, Amor, Voluptas.
    Pulchritudo (bellezza) = la ragazza vestita
    Amor = Cupido
    Voluptas = Venere/Afrodite.
    Ora … la Voluptas è di due tipi. Parte sinistra del quadro = voluttà carnale. Parte destra del quadro = voluttà divina che è l’orizzonte neoplatonico secondo il quale la bellezza sensibile è il primo stadio di un percorso interiore che porta alla contemplazione del divino. Si ricordi che secondo Marsilio Ficino l’amore carnale, fisico, va consumato. È errato considerare l’amore platonico rinascimentale come un insieme di sguardi e sospiri tipo Dante e Beatrice. È nel viverlo sensualmente che si accede al livello superiore.
    Bassorilievo: non centra La conversione di Saulo. Prendere un bestiario…. il cavallo è simbolo dell’amore animalesco. Il ramarro che usa per esempio il Lanfranco in una sua tela (che di nuovo utilizza la formula amor/pulchritudo/voluptas che era assai nota), rappresenta l’amore spirituale. La scena a destra non tratta di Caino e Abele. La figura stesa, ci si faccia caso, è un putto enorme e viene frustato perché sopporti il suo mal d’amore carnale per evolverlo in un percorso spirituale. È il caso di ricordare che all’epoca del quadro se ti arrivava ia casa il figlio innamorato lo consideravi malato e la cura di solito era una scarica di legnate o, come nel quadro, delle frustate per farlo rinsavire.
    Il quadro è dunque una meditazione prematrimoniale commissionata dal Niccolò Aurelio. Per questo c’è solo uno stemma e manca quello della ragazza vestita. Particolare non secondario: la cintura della ragazza. È la tipica cintura/ gioiello delle grandi occasioni. Qualcosa di reale rintracciabile nella moda del tempo.
    L’incenso è per gli dei, degli Dei, va verso l’alto e l’alto è il loro Luogo, per questo lo ha Afrodite. Lo scrigno della ragazza che è un esserecreale e quindi mortale, è pesante e terreno. Può contenere qualsiasi oggetto e non è importante sapere di cosa si tratti perché quando lasceremo il corpo porteremo con noi solo la fede (così si pensava all’epoca) e i ricordi (unica certezza attuale). L’incensiere e il fumo ben si contrappongono concludendo l’ascensionalità della diagonale che inizia con lo scrigno che risulta, in questo esito compositivo, assai più materiale, concreto, pesante che se fosse semplicemente rappresentato senza una relazione compositiva.
    Dimenticavo … son partito con l’invito a focalizzare i bianchi. Provate a fare la misma operazione con quel quadro ingiustamente intitolato “la temprsta” che è opera dell’unico pittore ebreo del rinascimento… scoprirete che fra il suldato e la cingana si trova un un oggetto che è la chiave interpretativa dell’opera.
    Buona serata

    • Dario Mastromattei ha detto:

      Grazie mille per la sua dettagliata interpretazione dei dettagli, molto interessante. Mi documenterò su questa lettura.

  3. Toni Saracino ha detto:

    Mi riferisco ai rilievi del sarcofago/fontana: non penso che si tratti della caduta di Saulo sulla via di Damasco, non vedo una figura maschile in primo piano riversa a terra ma ne vedo tre in piedi in secondo piano rispetto al cavallo che sembra protagonista della scena; poi il riferimento a Caino che uccide Abele mi sembra forzato: vedo un uomo muscoloso chino su una figura che potrebbe essere di donna, vista l’assenza totale di muscoli e il ventre così tondo e un po’ prominente come molte figure femminili hanno in quell’epoca; Adamo ed Eva invece sì, sembrano proprio loro..
    Una domanda (tra le cento che avrei): perché la figura di donna a sinistra ha una manica rossa e una bianca? e dello stesso rosso arancio del drappo poggiato sulla spalla sinistra dell’altra figura?
    E comunque sì, devono essere due aspetti fondamentali della stessa donna che per di più è un’allegoria potente di qualcosa che penso ancora ci sfugga e forse l’Amore non c’entra…

  4. Barnaba Babic ha detto:

    grazie, ci e’ stato milto utile per una tesi.

  5. Rosalba Barruel ha detto:

    Ciao Dario insegno l’italiano a studenti francesi e anch’io sono appassionata come te ma non brava quanto te.
    Mi daresti il permesso di usare parte del tuo lavoro? sto preparando un’unità sul sacro e profano e ho scelto per l’appunto il prisma dell’arte.
    Un saluto dalla Francia.

  6. Monica Privitera ha detto:

    Semplicemente fantastico

  7. Elisa ha detto:

    Complimenti per la semplicità con cui riesci a spiegare così bene un’opera d’arte! 🙂

  8. Cinzia Onorati ha detto:

    Sono davanti al quadro e ti leggo…. Grazie per il meraviglioso Viaggio di Conoscenza e Amore.

  9. Annamaria ha detto:

    Ti scopro solo adesso dopo essere stata alla Galleria Borghese. I tuoi commenti e spiegazioni sono veramente chiarificatori e così si può godere di più di un’opera d’arte e capirla in profondità. Non sempre si riescono a fare le visite guidate…
    Grazie.
    Io opto per la spiegazione dell’Amore carnale e di quello spirituale

  10. Tiziana ha detto:

    Ottima lettura, esaustiva e comprensibile allo stesso tempo. Grazie

  11. Luisa ha detto:

    Ottima lettura

  12. rossano ciocchetti ha detto:

    bravo ! ritengo le varie ipotesi tutte probabili, di più credo, le due facce dell’amore, che racchiude i due aspetti.

  13. francesca ha detto:

    bravo! mi piace il tuo modo di scandire la letura dell’immagine. continua con questo amore per l’arte, continua con la tua bella curiosita’, coltiva la tua anima ne uscirai piu’ raffinato e rafforzerai la tua sensibilita’

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