Ritratto di Alof de Wignacourt di Caravaggio: il potente Gran Maestro dei Cavalieri di Malta

Voglio farti scoprire un quadro di Caravaggio che forse non conoscerai. Il nome di Caravaggio, al contrario, sicuramente ti sarà familiare: è stato un artista molto eccentrico del ‘600, passato alla storia per il suo indiscusso talento e per la sua vita molto avventurosa, diventando, di fatto, uno dei più grandi pittori della storia. Per farti comprendere a pieno il suo genio, però, devi vedere cosa ho da dirti a proposito di questo ritratto di Alof de Wignacourt.

Quando avrai finito di leggere questo articolo ti assicuro che la tela di Caravaggio non avrà più alcun segreto per te, e in più, conoscerai:

  • La storia di Alof de Wignacourt e la sua ascesa al potere
  • Come si sono conosciuti Caravaggio e Wignacourt
  • Chi è l’altro ragazzo ritratto nel quadro e cosa c’entra il leggendario pittore Tiziano

Ti assicuro che si tratta di una storia bellissima.

Allora: Sei pronto a scoprire tutto a proposito di questo lavoro di Caravaggio?

Ritratto Alof de Wignacourt Caravaggio analisi

“Ritratto di Alof de Wignacourt” Caravaggio

Data di realizzazione: 1607-1608

Dimensioni: 195 x 134 cm

Dove si trova: Musée du Louvre, Parigi

STORIA

Cominciamo dall’inizio e voglio rispondere subito alla domanda più importante: chi è Alof de Wignacourt?

Siamo nel 1564, ed un giovanissimo Alof entra a far parte dell’Ordine dei Cavalieri di San Giovanni (sono conosciuti anche come i Cavalieri di malta).

In quell’anno Alof aveva 17 anni, ma al contrario di quanto potresti pensare, aveva già tutte le carte in regola per diventare un membro di spicco di questo importante ordine di cavalieri.

L’anno successivo, l’impero ottomano attacca l’isola di Malta con l’obiettivo di eliminare l’Ordine dei Cavalieri; dopo una tenace resistenza da parte dei cavalieri (durata più di 4 mesi), gli ottomani, non trovando una strada per ribaltare le sorti della battaglia, sono costretti a ritirarsi.

Cosa c’entra questa battaglia con Alof? È questa l’occasione che segna il destino del giovane cavaliere. Dopo essersi distinto per sul campo di battaglia, comincia a farsi strada tra i ranghi dell’Ordine e, gradino dopo gradino, acquista sempre più potere.

Nel 1601 viene eletto Gran Maestro e dimostra uno spiccato senso del comando.

La sua missione ora è quella di rendere Malta e l’Ordine dei Cavalieri una potenza che non ha nulla da invidiare agli altri grandi regni europei.

La capitale viene spostata a La Valletta ed Alof concentra qui tutti i suoi sforzi, smistando risorse e lavorando con grande strategia.

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Per aumentare il prestigio dei cavalieri c’era bisogno di opere d’arte che testimoniassero l’ascesa del gruppo e che sarebbero state ammirate in tutto il mondo conosciuto.

Ed è qui che entra in gioco Caravaggio.

E che c’entra Caravaggio con Malta? Per risponderti, dobbiamo fare un piccolo passo indietro.

Torniamo al 1606, a Roma.

Caravaggio sta vivendo il momento più importante della sua carriera: ha realizzato delle tele su san Matteo ed altri quadri su san Paolo che lo hanno consacrato come l’artista più importante e richiesto di tutta la capitale.

 

Il giovane Michelangelo ha tutto: soldi, popolarità e donne. Ma questo non gli basta.

Più di una volta è stato pizzicato dalle autorità in delle risse o con delle prostitute, ma è sempre riuscito a farla franca per via dei suoi importanti protettori.

Il 28 Maggio 1606 però tutto cambia: durante una partita a pallacorda, Caravaggio uccide Ranuccio Tomassoni, un uomo con cui aveva avuto ripetutamente delle discussioni.

Davanti ad un omicidio così plateale nessuno può più proteggerlo e così diventa un criminale come tutti gli altri; il Papa non può fare altro che emettere un ordine di cattura e la conseguente condanna a morte.

Terrorizzato dal suo possibile futuro, Caravaggio fugge da Roma: in un primo momento approda a Napoli, dove cerca di non dare nell’occhio, ma ormai la sua fama è troppo grande e tutti lo riconoscono per le strade.

In cambio di alcune sue opere, riesce a farsi proteggere temporaneamente da diversi signori, e con la costante paura di essere catturato, realizza dei capolavori eccezionali come Sette opere di Misericordia e la Flagellazione di Cristo.

Sembra non esserci più via di fuga per il giovane genio. Ormai è costretto ad essere un latitante. O forse no.

Cercando una soluzione al suo problema, scopre che se si fosse unito all’Ordine dei Cavalieri di Malta, la condanna del Papa non avrebbe più avuto effetto.

Caravaggio non ci pensa 2 volte e si reca subito a Malta.

Nel 1607 arriva sulla piccola isola e viene accolto con tutti gli onori ed entra immediatamente nell’ordine.

Ma non ci sono delle prove che bisogna superare per diventare un Cavaliere? Si, ma per Caravaggio la storia era differente, perché la sua protettrice, Caterina Sforza Colonna lo aveva raccomandato ad Alof, il quale ha dei piani per il giovane artista.

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Diventato cavaliere, la condanna del Papa svanisce temporaneamente, e Caravaggio si mette all’opera per Alof, dipingendo un ritratto che lo vede protagonista e poi lavora anche ad altri quadri con altrettanti, importanti membri dell’ordine.

DESCRIZIONE

Cerchiamo di capire perché questo ritratto di Alof de Wignacourt di Caravaggio è così importante.

I protagonisti della tela sono 2: a sinistra c’è il Gran Maestro Alof, con addosso la sua lucente armatura cerimoniale e tra le mani ha il bastone del comando; a destra c’è un giovane ragazzo, di cui ti parlerò tra poco.

Particolare bastone potere ritratto Alof Wignacourt Caravaggio analisi

Particolare del bastone del comando

Pensa che ogni piccolo particolare che vedi in questa tela è stato studiato “a tavolino” per mettere in risalto il prestigio ed il potere dell’Ordine dei Cavalieri di Malta.

Quando posa per il quadro, Alof ha 60 anni ed il suo potere è smisurato: ha potenziato le difese dell’isola, poi ha costruito un acquedotto nella città della Valletta e dal punto di vista bellico, ha condotto diversi attacchi contro i Turchi.

Non è più un semplice Gran Maestro; ora è un signore a tutti gli effetti, al pari degli altri regni europei.

L’unica differenza con gli altri signori, è che lui deve sottostare al Papa (l’Ordine dei Cavalieri è un gruppo religioso) e deve essere pronto ad eseguire i suoi ordini.

Ma adesso parliamo un attimo del giovane ragazzo che si trova sul lato destro del quadro.

Nel tentativo di imitare i signori dei grandi regni europei, Alof aveva preso l’abitudine a circondarsi di giovani paggi.

Il paggio del Gran Maestro veniva selezionato dalle più importanti famiglie cattoliche europee.

Ma conosciamo l’identità di questo ragazzo ritratto da Caravaggio?

Secondo alcuni studiosi si tratta di Nicholas de Paris Boissy, un giovane aristocratico francese che, nel 1657, sarebbe diventato Grande Priore della Francia.

Particolare Paggio Nicholas ritratto Alof Wignacourt Caravaggio analisi

Particolare del paggio

Voglio farti notare un piccolo particolare: i suoi piedi sono perfettamente allineati con quelli di Alof, ma la mano con cui regge l’elmo del Gran Maestro si trova esattamente alla stessa altezza del gomito del Gran Maestro, dando l’impressione che con il busto sia rivolto verso quest’ultimo.

Particolare piedi paggio Alof Wignacourt Caravaggio analisi

Particolare dei piedi

Perché c’è questo errore? Non lo definirei proprio un errore, ma piuttosto una “correzione”.

Devi sapere che Caravaggio ha sempre avuto l’abitudine di dipingere i protagonisti delle sue opere in momenti differenti.

In poche parole, Alof de Wignacourt ed il paggio molto probabilmente, non sono stati ritratti nello stesso istante.

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C’è altro da dire sul giovane Nicholas.

Guarda la sua espressione: è molto curiosa, non trovi?

Si tratta di un piccolo particolare che ha avuto un successo straordinario dopo la morte di Caravaggio; pensa che molti artisti, successivi al giovane Merisi hanno visitato Malta e guardando quest’opera, sono rimasti affascinati dalla spassionata espressione del ragazzo, arrivando al punto di disegnarlo più e più volte.

Ma torniamo per un momento su Wignacourt.

La sua armatura è veramente splendida: è color oro e nero, decorata in ogni sua parte.

Particolare armatura ritratto Alof Wignacourt Caravaggio analisi

Particolare dell’armatura

Il suo volto è alto e dignitoso ed il suo sguardo è rivolto verso destra: in questa posizione acquisisce una forte regalità e valore.

Particolare espressione ritratto Alof de Wignacourt Caravaggio analisi

Particolare del volto di Alof

Sono proprio questi piccoli particolari a mettere in contrasto gli atteggiamenti dei 2 protagonisti: da una parte Alof sembra incutere timore a noi che osserviamo; il giovane paggio, invece, armato soltanto della sua semplicità, dona un’atmosfera umana a tutta l’opera.

Ma alla fine, cosa c’entra questo paggio? È una bella domanda.

Il suo inserimento nell’opera potrebbe essere stato un particolare richiesto dallo stesso Wignacourt per mettere in risalto la dignità del suo “regno”.

Particolare elmo ritratto Alof de Wignacourt Caravaggio

Dettaglio dell’elmo

C’è anche un’altra possibilità: potrebbe essere stato lo stesso Caravaggio ad includere Nicholas nel ritratto, forse ispirandosi ad un quadro di Tiziano che aveva visto anni prima, intitolato Allocuzione di Alfonso d’Avalos.

Allocuzione di Alfonso d'Avalos Tiziano analisi

“Allocuzione di Alfonso d’Avalos” Tiziano

Nel lavoro di Tiziano, il protagonista (che era il governatore spagnolo della città) viene ritratto mentre adempie alle sue mansioni ed è accompagnato a sinistra da un giovane paggio.

Dà un’occhiata ai colori che Caravaggio usa nel suo quadro: sono caldi e coinvolgenti.

La fonte di luce proviene dall’esterno del quadro, dalla sinistra per la precisione.

Da cosa lo si capisce? Se guardi l’ombra di Alof, vedrai che è proiettata verso destra, e quindi, la luce doveva trovarsi a sinistra.

Ora guarda lo sfondo: è povero, scarno e privo di qualsiasi decorazione: sembra quasi un moderno set fotografico, ed è stato realizzato in questo modo così che potessimo rivolgere tutta la nostra attenzione unicamente ai 2 protagonisti.

La tradizionale “pittura a risparmio” di Caravaggio (l’uso dello sfondo nero, per intenderci) qui non c’è: il pittore utilizza quella tecnica soprattutto in momenti in cui + braccato durante la sua fuga, così da non dover spendere molto tempo nella realizzazione di elementi superflui.

Mentre si trova a Malta, Caravaggio si sente al sicuro e può lavorare con tutta la tranquillità alle opere che gli vengono commissionate.

 

Dario Mastromattei

Sono un blogger, studente ed assetato di conoscenza. Autore di articoli di arte e tecnologia. Il mio obiettivo e quello del mio blog, è quello di far conoscere al grande pubblico del web, i capolavori e le potenzialità dell'arte nell'era digitale.

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