La Pubertà di Edvard Munch: la donna e l’oscuro futuro dell’800

Voglio farti conoscere un particolare quadro di fine ‘800. Sicuramente avrai già sentito parlare dell’artista che lo ha realizzato, dato che è lo stesso autore di un altro famoso capolavoro intitolato l’urlo. Sto parlando di Edvard Munch, un pittore norvegese caratterizzato da uno stile senza precedenti in tutta la storia dell’arte. La sua opera che voglio farti scoprire oggi è intitolata La Pubertà.

Ho voluto scrivere questo articolo apposta per te, in modo tale da farti conoscere gli elementi più importanti di questa tela. Voglio approfondire la conoscenza di questa tela così che non abbia più alcun segreto per te.

Quando avrai finito di leggere questo testo, ti assicuro che:

  • Conoscerai tutta la storia della pubertà di Munch e capirai com’è nata
  • Scoprirai i motivi per cui viene considerata una delle opere più importanti del ‘900 e di tutta l’arte contemporanea
  • Capirai il perché la tela di Munch ha a che fare con un altro pittore tedesco, Ludwig Kirchner

E tanto altro ancora, garantito.

Sei pronto per scoprire tutto a proposito di questo capolavoro? Cominciamo!

Pubertà Edvard Munch Analisi

“Pubertà” Edvard Munch

Data di realizzazione: 1894-1895

Dimensioni: 151,5×110 cm

Dove si trova: Galleria Nazionale, Oslo

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STORIA

Siamo agli sgoccioli dell’800, precisamente nell’ultimo ventennio.

È un periodo di grande fermento e di cambiamenti nella storia dell’arte europea.

Sono anni di innovazioni e di scoperte scientifiche, molte delle quali portano ad un abbandono graduale dell’arte tradizionale; per questo motivo, i pittori di fine ‘800 ed inizio ‘900 intraprendono dei sentieri inesplorati che li avrebbero portati a dare vita a delle correnti artistiche senza precedenti.

Edvard Munch fa parte di questo rivoluzionario “gruppo” di artisti.

Tra il 1880 ed il 1890 Edvard ha soltanto 25 anni: nonostante la sua giovane età, il suo talento per la pittura è conosciuto da moltissimi nella città di Berlino.

È un periodo in cui il pittore norvegese ha tutto quello che si potrebbe desiderare: fama, denaro e molti amici.

Munch, però, non è un artista come tutti gli altri.

Lui non vuole né fama né soldi né gloria; in poco tempo si rende conto che le persone che lo circondano per via della sua popolarità non gli danno la felicità che sta cercando.

E così, con il passare del tempo, comincia a chiudersi dentro sé stesso.

La situazione prende una brutta piega ed Edvard cerca di sfogarsi con l’unico mezzo che ha a disposizione: la pittura.

E così nasce la pubertà di Munch.

La sua condizione peggiora e si ritrova ad affrontare una brutta depressione sessuale che si riversa direttamente sui quadri che realizza, portandolo a dipingere esclusivamente soggetti a tema sessuale, dove spiccano più di una volta il tema della pubertà e dell’adolescenza.

Ma quanto dura questo brutto periodo per Munch?

10 anni.

Il pittore norvegese non ha vita facile e non riesce a vincere contro questa forte depressione, la quale si impossessa di lui a tal punto da diventare la sua musa ispiratrice nel corso della sua carriera.

Ecco perché gran parte delle opere di Edvard sono caratterizzate da colori scuri, soggetti tristi ed atmosfere angoscianti.

DESCRIZIONE

Cos’ha di tanto speciale la tela di Munch la pubertà?

Ora te lo spiego, ma prima, guarda con attenzione questo lavoro.

Pubertà Edvard Munch Analisi

“Pubertà” Edvard Munch

Come puoi vedere, la protagonista dell’opera è un’adolescente, seduta su un grande letto che occupa la zona inferiore dell’opera.

Non ha alcun vestito addosso e cerca di coprirsi come meglio può mettendo le sue braccia sul basso ventre, mentre i suoi occhi sono fissi su di noi.

Ma non ti sembra che sia un po’ troppo statica? Assomiglia ad una statua, non trovi?

Se la stai guardando per la prima volta, potresti avere la sensazione che la protagonista dell’adolescenza Munch sembra un po’ troppo tesa in effetti.

Sta seduta sul letto, immobile e che sembra non avere intenzione di muoversi, proprio come se fosse un’antica statua.

Ma non farti ingannare: guarda meglio.

In effetti ci sono un paio di particolari che rendono questa ragazza un po’ meno statica ed attiva.

E quali sarebbero questi dettagli?

Per prima cosa, Munch non ritrae questa ragazza in modo perfettamente frontale, anzi, è leggermente inclinata verso destra.

Particolare direzione corpo protagonista Pubertà Munch analisi

Particolare della protagonista rivolta verso destra

Inoltre, se guardi con attenzione le sue mani, puoi vedere che non sono appoggiate in modo perfettamente simmetrico sulle sue gambe, proprio come accadrebbe nella realtà.

Ma dov’è ambientata questa scena?

L’unico elemento presente nella scena è il letto, quindi ci troviamo sicuramente all’interno di una camera.

Non trovi un po’ strano che non ci siano altri oggetti?

In effetti il resto dell’ambiente è completamente vuoto.

La pubertà Munch è un quadro caratterizzato dall’assenza di dettagli e dalla presenza di questo muro dipinto con un marrone chiaro ed un pavimento sempre dello stesso colore, soltanto molto più scuro.

La mancanza di dettagli secondari e l’utilizzo di tonalità così pesanti e marcate danno la sensazione che la protagonista si trovi all’interno di una stanza di prigione piuttosto che in una camera da letto.

A spezzare la monotonia di questi colori scuri e pesanti è quel grande letto bianco su cui è seduta la ragazza.

Particolare letto bianco pubertà Munch analisi

Particolare del letto bianco

Ma a dirla tutta, c’è anche un altro colore che risalta in modo evidente in più parti della scena: il rosso.

Guarda con attenzione la struttura del letto: Munch la colora con un marrone mescolato al rosso; poi si nota qualche richiamo anche sul contorno della pelle e sui riflessi dei capelli della ragazza.

Particolare colore rosso pubertà Munch analisi

Particolare del colore rosso

Ma cosa c’entra il rosso in mezzo a tutti questi colori spenti?

È un colore molto importante per Edvard.

Il rosso è il colore del sangue e gli ricorda il dolore che ha provato dopo la perdita di sua madre e di sua sorella, entrambe causate dalla tubercolosi.

La paura e l’oppressione sono 2 sensazioni che potresti avere guardando la scena di Edvard Munch Pubertà.

Devi sapere che sono 2 temi fondamentali dell’opera del pittore norvegese.

Munch rinuncia alla presenza di dettagli, oggetti e particolari che possano distogliere la nostra attenzione dallo sguardo timido (ma anche ipnotico) della protagonista seduta sul letto.

Così ottiene questo grande vuoto, il quale, sommato all’uso di colori pesanti e marcati, non fanno altro che amplificare il senso di disagio e solitudine provate dalla protagonista.

Cosa c’entra la pubertà con tutto ciò?

La risposta ha a che fare sempre con la giovane protagonista dell’opera.

Se la guardi attentamente, puoi notare che ha il volto giovane di una ragazzina, ma il suo corpo sta attraversando la pubertà e presto diventerà adulta.

In questo difficile periodo il suo fisico subisce dei cambiamenti, ma la sua mente è ancora legata ai giochi e alla sua infanzia.

La ragazza percepisce che il suo fisico sta gradualmente cambiando, ma non riesce a capire le ragioni di questa “trasformazione”.

Adesso concentrati sul suo volto.

Particolare volto protagonista Pubertà Munch analisi

Particolare del volto

La sua espressione non nasconde un certo imbarazzo misto alla paura, mentre si trova seduta completamente spogliata all’interno della sua camera da letto.

Ma perché Munch sceglie proprio la camera da letto e non un altro ambiente?

In effetti avrebbe potuto scegliere un luogo diverso dalla stanza da letto, come accade nella colazione sull’erba di Manet.

Il motivo della sua scelta è semplice.

Pensaci un attimo: la camera da letto è il luogo più privato che una persona ha all’interno della propria casa.

Per rendere ancora più evidente l’atmosfera riflessiva che domina in questa tela, non c’era luogo migliore, non trovi?

Adesso guarda con attenzione la sua ombra.

Non la trovi un po’ strana con quella forma minacciosa sul lato destro del quadro?

Particolare ombra pubertà Munch analisi

Particolare dell’ombra

Il fatto che sia orientata proprio in quella direzione ci fa capire che la debole luce che illumina abbastanza l’opera, proviene da sinistra.

Ma questo inquietante dettaglio non è stato aggiunto solo per dare un tocco più reale all’opera.

Ah si?

Per prima cosa, è colorata con un tono davvero molto scuro in modo tale da contrastare con la pelle pallida della protagonista.

Poi, non parliamo della sua forma: è davvero inquietante e non corrisponde minimamente al profilo della ragazza!

Per via di queste caratteristiche, più che un’ombra sembra un vero e proprio fantasma.

Munch potrebbe aver sbagliato nel disegnare l’ombra?

Assolutamente no.

Il pittore norvegese ha studiato la scena nei minimi dettagli e c’è un motivo ben preciso per cui l’ombra ha questa forma inquietante.

Cioé?

Questo particolare simboleggia l’angoscia e la confusione che la ragazza sta provando nel corso della pubertà.

Non capisce cosa sta accadendo al suo corpo e non riesce a spiegarsi questi cambiamenti; ma c’è una paura che domina sopra tutte: quella per il futuro e per la morte.

Cosa significa?

Facciamo un passo indietro.

Siamo negli ultimi anni dell’800 e le donne non godono degli stessi diritti e la libertà sociale degli uomini.

In quel tempo, le donne sono condannate a rimanere dentro casa ed hanno solo 2 priorità: generare dei figli ed occuparsi della casa.

Non hanno possibilità di sfuggire a questo triste destino scritto fin dalla loro nascita.

Questa brutta condizione viene ignorata dalle bambine, le quali non hanno idea del futuro che le aspetta, ma quando queste crescono ed affrontano la pubertà, cominciano a confrontarsi con la terribile realtà che le circonda.

Ed è così che quell’ombra che prima era innocente ed inerme ora diventa un mostro che le opprime.

Le giornate spensierate passate a giocare ora appartengono al suo passato infantile: davanti alla protagonista ora c’è solo un futuro oscuro al quale non si può sfuggire, e dopo aver svolto il suo compito, dovrà affrontare la morte.

Questo è uno dei più importanti lavori di Edvard Munch, ed oggi è considerato un capolavoro in tutto il mondo.

Ma devi sapere che non c’è voluto molto prima che suoi colleghi si rendessero conto di quanto fosse interessante questa tela.

Sto parlando di Ludwig Kirchner, un pittore tedesco che ha fatto parte della corrente artistica “Il ponte”, vissuto nella prima metà del ‘900.

Cosa c’entra Kirchner con Munch?

Il pittore tedesco ha dipinto un quadro intitolato Marcella e che si richiama, in modo molto evidente, al quadro di Munch.

Pubertà Munch Marcella Kirchner analisi

Confronto tra “La Pubertà” di Munch e “Marcella” di Kirchner

Non trovi che si assomiglino?

Si, lo so che ad una prima occhiata le ragazze potrebbero sembrarti totalmente diverse, ma ti assicuro che non è così.

Ad esempio, l’imbarazzo e la paura per il periodo che stanno affrontando sono dei particolari che le accomunano; poi, entrambe cercano di coprire la loro nudità come meglio possono.

Se la ragazza ritratta da Munch usa solo le mani per coprirsi il pube, quella di Kirchner si chiude su sé stessa incrociando sia braccia che gambe.

Particolare copertura pube Marcella Kirchner Pubertà Munch analisi

Confronto dei movimenti delle 2 protagoniste

Adesso voglio parlarti un momento dei colori.

Munch si serve di toni scuri, pesanti ed angoscianti; Kirchner invece preferisce dare vita ad una scena con contorni forti, decisi ma non troppo spigolosi.

Dà un’occhiata a quel grande fiocco bianco che Marcella ha tra i capelli.

Particolare fiocco bianco Marcella Kirchner analisi

Particolare del fiocco bianco tra i capelli di Marcella

Sono più che sicuro che quando hai guardato il quadro, quello sia stato uno dei primissimi dettagli che è saltato alla tua attenzione; dopo di ciò, avrai notato anche tutti i colori dell’ambiente circostante e quel trucco pesante che invecchia notevolmente la ragazza.

In pratica, la scena che Kirchner realizza non è altro che un perfezionamento della scena originale ideata da Munch.

Dario Mastromattei

Sono un blogger laureato in Studi storico-artistici all'Università degli Studi di Roma "La Sapienza" assetato di conoscenza. Sono appassionato di tecnologia e voglio far conoscere al pubblico i capolavori e la bellezza dell'arte nell'era digitale.

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