La zingara di Frans Hals: quando un ritratto diventa provocante

Voglio farti scoprire un quadro molto interessante. È del 600, o, per essere più precisi, del grande periodo d’oro della pittura olandese. Forse non ne avrai mai visto o sentito parlare di questo lavoro (o magari non conoscerai neanche l’autore Frans Hals), ma ti assicuro che si tratta di un lavoro straordinario, il quale ha lasciato un segno molto importante nella storia dell’arte moderna. Il quadro di cui sto per parlarti oggi è intitolato La zingara.

Prima di andare avanti, devo fare una precisazione per evitare delle incomprensioni o malintesi: molte persone parlano di questa tela chiamandola la zingara ridente e leggendo questo articolo scoprirai il perché.

Ho preparato questo testo per farti conoscere tutto a proposito dell’opera di Hals:

  • La storia della tela e di come è arrivata al Louvre
  • Il motivo per cui viene considerato un quadro fondamentale
  • Cosa ha a che fare questo lavoro con i pittori impressionisti e con la storia dell’arte moderna

E molto altro ancora.

Sei pronto a scoprire questo capolavoro? Cominciamo!

Zingara Frans Hals analisi

“La zingara” Frans Hals

 

Data di realizzazione: 1628

Dimensioni: 57,8 x 52,1 cm

Dove si trova: Musée du Louvre, Parigi

STORIA

La storia di questo lavoro non è entusiasmante, o perlomeno, non è interessante quanto la questione del soggetto rappresentato.

Franz Hals ha dipinto questo lavoro nel 1628; 3 secoli dopo, all’inizio del ‘900, questo quadro zingara ridente salta nuovamente fuori, quando il collezionista e storico dell’arte Hofstede de Groot era al lavoro con una catalogazione di opere d’arte.

Mentre sta facendo la descrizione dei lavori del catalogo, gli capita questo lavoro di Hans, che definisce così:

Mezzo busto, riproduzione in scala reale. Una zingara ridente, vista quasi completamente in volto e che guarda in basso a destra. I suoi capelli castani cadono sulle sue spalle. Indossa un corpetto rossastro sopra una camicia bianca che mette in risalto la sua scollatura. Toni giallastri. Una pittura superba”.

Devi sapere che la zingara ridente dipinto è stato a Parigi fin dal 1782, e poi è stato trasportato qua e là, passando tra le mani di diversi collezionisti.

Per essere precisi, alla fine del Febbraio 1782 Marquis de Ménars ha acquistato questa tela solo per 301 franchi.

Più tardi, nella collezione Rémy, ecco che spunta nuovamente fuori la tela e lo stesso vale tempo dopo nella collezione La Caze.

Il discorso si conclude nel 1869, quando la collezione di Louis La Caze viene donata al Louvre. In questo modo la zingara diventa un’opera fondamentale della collezione del celebre museo francese.

DESCRIZIONE

Questo ritratto ha fatto davvero la storia ed è uno dei più famosi di tutti i tempi.

Il pittore zingara ridente Frans Hans sapeva bene che il suo lavoro avrebbe fatto discutere per molti e molti anni, (anche dopo la sua morte) ma di certo non si sarebbe mai aspettato che diventasse così popolare.

Sai che in origine quasi nessuno sapeva che la protagonista era una zingara?

Hofestede de Groot, con il suo catalogo, è uno dei primi in assoluto a parlare di questa donna definendola una gitana.

E chi credevano che fosse questa donna?

Pensavano che si trattasse di una prostituta per via di quell’ampia scollatura che salta subito all’occhio guardando la tela per la prima volta.

È un lavoro dannatamente provocatorio da parte dell’autore zingara ridente Frans Hals: nel ‘600 nessuno avrebbe mai pensato di realizzare un ritratto di una donna con un dettaglio sensuale così in evidenza.

Molti anni dopo Manet “distruggerà” questo tabù (e molti altri) proponendo la sua donna nuda Olympia sdraiata sul letto, pronto ad affrontare le critiche più aspre da parte di tutti gli esperti.

Sai quale è l’aspetto più provocatorio di questa tela?

La luce.

Proprio così: si tratta di una luce che proviene dall’esterno, mettendo in risalto il volto della protagonista e soprattutto la sua scollatura.

A dare maggiore centralità al prosperoso seno della protagonista è la sua pelle chiara, in netto contrasto con l’oscurità che domina in tutta la scena (senza contare la camicia ampiamente sbottonata).

Ma hai visto la sua espressione?

Particolare espressione zingara Frans Hals analisi

Particolare dell’espressione

I protagonisti dei ritratti di solito hanno sempre una faccia seria, nobile e decisa.

Ma non in questo caso.

La donna sta guardando verso destra a sta sorridendo, mostrando i denti.

A quei tempi fare una cosa del genere era considerata indecente, oltre che fuori luogo.

Un altro dettaglio da aggiungere al lungo elenco del “Perché questo quadro fa discutere”.

Ma ora voglio dirti un paio di cose a proposito di alcuni trucchetti utilizzati da Hans per rendere questo lavoro eccezionale.

Nella zingara ridente pittore Frans Hals si serve di una pennellata veloce e sciolta, che mette in evidenza una decisione ed una sicurezza indiscutibile da parte dell’artista.

Ma queste pennellate sovrapposte sono veramente eccezionali. Inconsapevolmente, Hans ha anticipato la tecnica alla base dell’Impressionismo (che nascerà ben 200 anni dopo!).

Probabilmente, mentre era al lavoro per completare questa tela, pensava che questo fosse il metodo migliore per togliere l’imbarazzo che c’era tra la protagonista e l’osservatore.

Ma hai notato lo sfondo? Secondo te la donna si trova dentro un edificio o sta all’esterno?

È una bella domanda, sai?

Quel grigio che Hans utilizza per colorare l’ambiente circostante alla zingara potrebbe farti pensare che la donna si trovi vicino ad una roccia.

Particolare ambiente zingara Frans Hals analisi

Particolare dell’ambiente

Ma potrebbe essere anche un muretto scuro con poca luce per via di un cielo nuvoloso, chi lo sa.

In ogni caso, se la donna si trova davvero all’esterno, allora ci sono tutti gli ingredienti di un quadro proto-impressionista.

Dipingere un quadro all’aria aperta è una tecnica tipica dell’impressionismo ed è detta en plein air. Secondo questo metodo, il pittore dipingeva tutto quello che riusciva sulla sua tela mentre era all’esterno e successivamente aggiustava e migliorava il suo lavoro all’interno dell’atelier

Dario Mastromattei

Sono un blogger ed uno studente assetato di conoscenza.
Mi piace scrivere di arte e tecnologia e voglio far conoscere al pubblico del web, i capolavori e la potenza dell’arte nell’era digitale.

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