La Libertà che guida il popolo di Eugène Delacroix: analisi completa dell’opera

Oggi ti parlerò di uno dei capolavori più conosciuti nel mondo della storia dell’arte francese e mondiale. L’olio su tela, protagonista di questo articolo è stato realizzato da Eugène Delacroix, autore di innumerevoli lavori di indubbio successo; il quadro di cui ti parlo oggi, è intitolato la libertà che guida il popolo.

Si tratta di un quadro Rivoluzione Francese di grande impatto, ricco di significati allegorici e che costituisce una delle Delacroix opere più importanti della sua carriera. Qui, puoi leggere tutto ciò che c’è da sapere a proposito di questo capolavoro.

La Libertà che guida il popolo Delacroix

“La Libertà che guida il popolo” Eugène Delacroix

Data di realizzazione: 1830

Dimensioni: 260 x 325 cm

Dove si trova: Musée du Louvre, Parigi

L’occasione, in cui è nata la libertà che guida il popolo Delacroix è di fondamentale importanza: nel 1829, il re di Francia era Carlo X di Borbone, il quale, decise, mentre era al potere, di affidare il governo a Jules de Polignac.

Quest’ultimo, scelse di emanare un gran numero di provvedimenti che lasciavano grande spazio di azione, ed ancora più potere all’aristocrazia; inoltre, venne riabilitata la censura e venne eliminato qualsiasi strumento che il popolo poteva utilizzare per far sentire la propria voce, come ad esempio la Camera.

Laliberta, per i cittadini, in quel periodo divenne un vero e proprio privilegio; rifiutandosi di accettare questa tristissima condizione, dal 27 Luglio al 29 Luglio del 1830, il popolo si riversò nelle strade di Parigi, chiedendo a gran voce migliori condizioni di vita per tutto il popolo.

Questo quadro in francese di Delacroix rappresenta in modo perfetto e realistico, la forza rivoluzionaria dei cittadini; questa stessa forza, costrinse Carlo X, ad eliminare il governo che approvò in precedenza, ed in seguito, fu costretto ad abdicare

Il quadro di Delacroix libertà, ebbe un grande successo al Salon del 1831: l’opera venne immediatamente acquistata dal governo francese, con il chiaro intento di porla all’interno della sala del trono del palazzo del Lussemburgo; in tal modo, il successivo re, Luigi Filippo, avrebbe sempre ricordato qual’era il pericolo al quale andava incontro nel caso di decisioni crudeli per il popolo.

Sfortunatamente, questo lavoro di Delacroix La libertà che guida il popolo, venne considerata un’opera troppo pericolosa e che avrebbe potuto portare a nuove, sanguinose rivolte; così, per molti anni,cadde nel dimenticatoio, per poi, apparire successivamente nel 1848 durante la Rivoluzione, ed ancora una volta nel 1855 durante l’Esposizione Universale; infine, dal 1874, entrò a far parte delle collezioni del Louvre, dove si trova tutt’ora.

Passiamo a La libertà che guida il popolo analisi dettagliata: la donna che si pone come protagonista della scena, è Marianne: lei è la personificazione della Francia, ed, in questo caso, rappresenta anche la Libertà.

La donna, in una mano stringe la bandiera francese, mentre nell’altra, una baionetta, suggerendo la sua attiva partecipazione nel conflitto; i suoi piedi sono nudi mentre attraversa il campo di battaglia, ha il seno scoperto e sulla testa ha un berretto frigio, il quale era il simbolo della repubblica tanto agognata dai rivoluzionari nel 1789.

Marianne volge lo sguardo verso gli altri cittadini, incoraggiandoli a combattere: tra i combattenti, ci sono persone di tutte le età; sulla destra della protagonista, c’è un giovane ragazzo con la pistola, il quale rappresenta la forza ed il coraggio dei giovani, nella lotta contro il potere spregiudicato della monarchia.

Alla sinistra di Marianne, si trova un uomo che salta subito all’occhio per via del cilindro sulla testa: si tratta di un intellettuale, il quale, è pronto a difendere la libertà dei cittadini a qualunque costo; in passato, si è ritenuto che questo intellettuale non fosse altro che un autoritratto dello stesso Delacroix, ma, studi successivi, hanno lasciato spazio all’ipotesi che potesse trattarsi del suo amico, Félix Guillemardet.

Ai piedi della Libertà, si trova un ragazzo inginocchiato con una camicia blu, il quale, guarda, quasi ipnotizzato, la donna, riversando tutte le sue speranze in quest’ultima, ritenendo che potesse essere l’unica ad avere la forza necessaria per cambiare la società.

Nell’opera sono presenti non solo combattenti, ma anche vittime: in primo piano ci sono svariati cadaveri; uno, è quello di un povero rivoluzionario, privo di alcuni dei suoi vestiti, ed accanto a lui ci sono i corpi di una guardia svizzera ed un corazziere, morti durante il conflitto con gli insorti.

Il gruppo di protagonisti è circondato da una coltre di fumo dovuta ai conflitti, ma in fondo a destra, si scorge la cattedrale di Notre-Dame; questo è un elemento fondamentale nella lettura dell’opera, poiché, ci permette di collocare con precisione, il combattimento, nella città di Parigi.

Nell’elaborazione di questo capolavoro, l’artista prese ispirazione dalla celebre Venere di Milo: in particolare, Marianne somiglia molto alla celebre statua greca del I secolo a.C.

Libertà che guida il popolo composizione piramidale analisi

Composizione piramidale in “La Libertà che guida il popolo”

Inoltre, Delacroix, si ispirò al capolavoro di Gericault, la zattera della Medusa: da quest’ultimo riprese la composizione a forma di piramide della scena, e, contemporaneamente, ha ribaltato l’atmosfera del quadro; se l’opera di Gericault, il tema centrale era la morte e l’abbandono della speranza da parte dei protagonisti, nel lavoro di Delacroix è proprio la speranza a fare da padrona all’intero contesto.

Infine, le tonalità utilizzate in questo lavoro sono molto scure, eccetto che per la luce che accompagna i movimenti della Libertà; inoltre, il rosso, il blu ed il bianco, oltre ad essere presenti nel tricolore francese, sono dei colori ricorrenti in innumerevoli particolari della composizione.

Dario Mastromattei

Sono un blogger ed uno studente assetato di conoscenza. Mi piace scrivere di arte e tecnologia e voglio far conoscere al pubblico del web, i capolavori e la potenza dell'arte nell'era digitale.

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