Oskar Kokoschka: la biografia e le opere più importanti

Oggi ti parlerò di un importante artista vissuto a cavallo tra Ottocento e Novecento, le cui opere, hanno lasciato un segno importante nel mondo dell’arte austriaca e non solo. Il pittore che ti farò conoscere oggi è Oskar Kokoschka.

In questo articolo, potrai trovare riassunta in modo ottimale, la sua vita, ed inoltre, troverai alcune annotazioni riguardanti le Kokoschka opere che lo hanno reso così importante nel periodo dell’arte contemporanea.

Oskar Kokoschka biografia

LA NASCITA E LE DIFFICOLTÀ

Kokoschka, nacque in una piccola città dell’Austria, Pöchlarn, nel 1886; suo padre era un orafo, e sua mamma si occupava dei bambini a casa. Sfortunatamente, il fratello maggiore di Oskar morì proprio nel 1887.

La famiglia di Kokoschka soffriva di problemi economici sempre crescenti, ed a causa di ciò, era costretta a trasferirsi di casa in casa, arrivando ad abitare sempre più in periferia, fino ad abbandonare completamente il centro cittadino.

Oskar Kokoschka ebbe la possibilità di studiare in una piccola scuola, dove veniva data molta importanza soprattutto alle materie scientifiche; il futuro Kokoschka pittore non amava questi studi, dimostrando, però, una grande inclinazione per l’arte ed il disegno.

LA CARRIERA NELL’ARTE

Proprio grazie ad uno dei suoi professori, Kokokschka venne indirizzato a perseguire un indirizzo artistico per i suoi studi, ponendosi in contrasto con il volere del padre, il quale desiderava un futuro diverso per Oskar.

Nei primi anni del Novecento studiò presso l’Accademia delle belle arti di Vienna, e venne largamente influenzato dalle Gustav Klimt opere, oltre che da quelle di Lovis Corinth ed altri.

Kokoschka ebbe il suo primo incontro con il pubblico durante il Kunstchau nel 1908, dove la critica lo etichettò come un artista molto duro, il quale, attraverso i suoi lavori, eliminava qualsiasi filtro di bellezza, mettendo in primo piano le difficoltà e la rudezza dell’esistenza.

Forte di questo primo successo, nel 1910, venne convinto a lavorare per una rivista d’avanguardia a Berlino, dove divenne l’illustratore principale.

GLI ANNI A BERLINO

Trasferitosi a Berlino, oltre che lavorare per la rivista, cominciò a frequentare innumerevoli circoli artistici, grazie ai quali riuscì a conoscere i capolavori di Edvard Munch (autore de l’urlo quadro) e cominciò a modificare progressivamente il proprio stile artistico.

La sposa del vento Kokoschka

“La sposa del vento”

Nel 1914, realizzò una delle immagini del vento più suggestive di tutta la sua produzione, intitolata precisamente la sposa del vento: si tratta di un’opera molto interessante, volta a studiare (come molte altre sue opere) per mezzo di colori contrastanti, l’aspetto psicologico della protagonista.

Quest’opera ebbe grande risonanza tra gli artisti del tempo, arrivando ad essere probabilmente, fonte d’ispirazione per la realizzazione per l’opera l abbraccio di Schiele.

Inoltre, la protagonista di questo importante lavoro, è Alma Mahler, una donna con cui l’artista ebbe una relazione e che, influenzò tutta la sua successiva produzione artistica (per esempio, fece realizzare una bambola con le fattezze della Mahler ed, addirittura, una volta la utilizzò come compagna per diverse feste e balli, facendola “conoscere” a tutti).

Il cavaliere errante Kokoschka

“Il cavaliere errante”

Oltre alla sposa del vento e la bambola, ci sono altre opere da annoverare nella carriera di Kokoschka, come ad esempio Il cavaliere errante; le opere di questo artista erano caratterizzate da una forte deformazione dei protagonisti (caratteristica tipica dell’espressionismo), al fine di dare grande rilevanza alle sensazioni e sentimenti.

LA GUERRA E GLI ULTIMI ANNI

Kokoschka partecipò alla prima guerra mondiale e venne ferito in battaglia; successivamente, venne congedato a causa di instabilità mentale.

Tra il 1917 ed il 1924, divenne insegnante presso l’Accademia di Dresda, ma non rinunciò ai propri studi, anzi, si dedicò ad approfondire lo stile del celebre pittore olandese Rembrandt.

Parallelamente all’attività di insegnante, continuò ad esporre le proprie opere; nel 1924 fece un viaggio in Africa ed Europa: tale esperienza gli permise di arricchire la sua produzione con dipinti molto colorati. Negli anni successivi si dedicò anche alla drammaturgia.

A causa dell’inizio della seconda guerra mondiale, fu costretto a spostarsi da una città all’altra, fino a che nel 1953 si stabilì in Svizzera, dove cominciò a dispensare lezioni che contribuirono alla formazione di molti nuovi artisti.

Morì a Montreux nel 1980.

 

Dario Mastromattei

Sono un blogger ed uno studente assetato di conoscenza. Mi piace scrivere di arte e tecnologia e voglio far conoscere al pubblico del web, i capolavori e la potenza dell'arte nell'era digitale.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *