Dante e Virgilio all’Inferno di William-Adolphe Bouguereau: analisi completa dell’opera

Eccoci nuovamente insieme per la penultima analisi della lunga serie di opere del pittore francese William-Adolphe Bouguereau, il quale nelle ultime settimane ci ha tenuto compagnia grazie agli approfonditi studi che abbiamo condotto sui suoi principali lavori. Protagonista dell’articolo odierno è uno dei suoi quadri più famosi in assoluto, intitolato “Dante e Virgilio all’Inferno”.

In questo articolo, proprio come abbiamo fatto anche con le altre opere di questo artista, prima di tutto realizzeremo una breve scheda tecnica con tutti i dati più importanti dell’opera: dimensioni, data di realizzazione e luogo di conservazione; successivamente passeremo all’analisi dei dettagli di tutta la composizione per scoprire il significato dell’opera realizzata da William Adolphe Bouguereau.

Dante e Virgilio all'Inferno William-Adolphe Bouguereau analisi

“Dante e Virgilio all’Inferno” William-Adolphe Bouguereau

Data di produzione: 1850

Dimensioni: 281 x 225 cm

Dove si trova: Musée d’Orsay, Parigi

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Come si evince senza dubbio dal titolo, i protagonisti del quadro di William Adolphe-Bouguereau sono nientedimeno che i protagonisti anche dell’opera di Dante Alighieri “La Divina Commedia”, ovvero lo stesso Dante e il suo accompagnatore Virgilio, il quale è stato la guida dell’autore all’interno del regno infernale e quello del Purgatorio, per poi cedere il posto a Beatrice per il regno del Paradiso (Virgilio non poteva accedere al Paradiso poiché non era stato battezzato).

La scena proposta da William Bouguereau all’interno del quadro è quella che lo stesso Dante narra sia nel ventinovesimo che nel trentesimo canto dell’Inferno. Ci troviamo all’interno dell’ottava cerchia infernale, dove sono puniti i falsari di metalli, di denaro, di persona e di parole. In base al tipo di peccato di falsità effettuato in vita, i condannati (secondo le descrizioni di Virgilio Dante ) subiscono le seguenti pene:

  • I falsari di metalli sono colpiti da sorta di lebbra che colma il loro corpo di tantissime croste
  • I falsari di persona sono costretti ad essere afflitti costantemente da una folle rabbia
  • I falsari di parola sono stanchissimi a causa di una febbre eterna
  • I falsari di monete sono affetti da idropisia (un accumulo di liquido nel corpo) e costantemente assetati
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Riassunto brevemente il contesto nel quale si muovono i protagonisti dell’opera, adesso andiamo ad effettuare un’analisi del contenuto dell’opera: al centro si trovano due dannati, dove uno sta furiosamente malmenando l’altro, mentre lo morde al collo; sulla sinistra, in secondo piano, assistono con terrore e sdegno, Dante e Virgilio, mentre ancor più dietro una figura demoniaca li guarda ed accenna ad un ghigno.

Gianni Schicchi Capocchio Bouguereau

“Dante e Virgilio all’Inferno” William-Adolphe Bouguereau (dettaglio di Gianni Schicchi e Capocchio)

I due dannati che si azzuffano sono: Gianni Schicchi (con i capelli rossi e che sta mordendo l’avversario) e Capocchio. Il primo, secondo le fonti, aveva rubato l’identità di Capocchio per potersi impossessare della sua eredità, e a causa di questo è relegato a tale girone degli Inferi; allo stesso modo, anche la vittima dell’inganno si trova nel girone dei falsari poiché era un eretico ed un falsario di metalli.

Dante Virgilio William-Adolphe Bouguereau dettaglio

“Dante e Virgilio all’Inferno” William-Adolphe Bouguereau (dettaglio di Dante e Virgilio)

I colori utilizzati in questa tela sono molto scuri e rimandano perfettamente ad un luogo infernale, dove sul fondo si nota un accenno di rosso mescolato con il marrone, mentre i colori più luminosi sono riservati ai protagonisti in primo piano che si azzuffano, mentre il “pubblico” osserva la scena. La grande abilità di Bouguereau in quest’opera si nota soprattutto nell’eccezionale definizione dei muscoli dei due contendenti, che suggeriscono una forte tensione e forza, esasperati quasi al limite del reale.

La rabbia che trasuda dal contrasto dei due uomini si può notare anche da come Gianni Schicchi si “aggrappi” letteralmente al corpo dell’avversario, mentre lo colpisce alle spalle senza pietà. Non c’è spazio per rappresentazioni “gentili” e rivedute per questo mondo: Bouguereau rappresenta l’Inferno senza filtri, mostrando l’orrore che lo domina e che lo caratterizza.

Demone William-Adolphe Bouguereau dettaglio

“Dante e Virgilio all’Inferno” William-Adolphe Bouguereau (dettaglio del Demone)

Il terrore è il motore principale di tutta la scena: lo rivediamo  nella vittima del morso di Gianni Schicchi, ma anche nell’espressione preoccupata dei due poeti, o ancora nell’incarnazione stessa del terrore, ovvero il demonio.

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Nonostante il quadro ebbe un successo straordinario al tempo della sua pubblicazione, successivamente Bouguereau preferì dedicarsi alla rappresentazione di contadini figure mitologiche, abbandonando completamente il mondo dell’orrore.

Dario Mastromattei

Sono un blogger, studente ed assetato di conoscenza. Autore di articoli di arte e tecnologia. Il mio obiettivo e quello del mio blog, è quello di far conoscere al grande pubblico del web, i capolavori e le potenzialità dell'arte nell'era digitale.

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2 Risposte

  1. Cristina ha detto:

    Fantastico il quadro, e niente male la descrizione!

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